AMICI MIEI – ATTO II°

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DATI FILMOGRAFICI

Titolo originale: AMICI MIEI – ATTO II°

Lingua originale: ITALIANO
Paese di produzione: ITALIA
Anno: 1982
Durata: 121 min.
Regia: MARIO MONICELLI
Genere: COMMEDIA, DRAMMATICO, COMMEDIA ALL’ITALIANA
Distribuzione: NO STREAMING

Giudizio: 75/100

TRAMA

Rimasti in quattro dopo la morte del giornalista Perozzi, nel 1982 il conte Mascetti, l’architetto Melandri, il barista Necchi e il chirurgo Sassaroli continuano senza freno i loro scherzi zingareschi. Durante una visita al cimitero dove riposa l’amico ha luogo un’atroce burla ai danni di un vedovo, Paolo, davanti alla tomba della consorte Adelina: Sassaroli racconta all’uomo che la defunta è stata anche sua amante, facendolo infuriare. In seguito i quattro ricordano l’amico scomparso con flashback narrativi.

Un giorno, nel 1966, Perozzi, dopo aver terminato il lavoro al giornale, passa a casa dell’amante Anita Esposito, moglie del fornaio che ha la bottega sotto casa sua, Antonio. La moglie Laura lo scopre per la terza volta e decide di ritornare dai suoi genitori, lasciandogli il figlio Luciano. Ogni giorno la vita di Perozzi si complica sempre più a causa del figlio, un bambino serioso e studioso che assomiglia in tutto e per tutto alla madre e per niente al padre, allora Mascetti si offre di accudirlo in cambio di 150.000 lire al mese. Luciano, come compito scolastico, scrive un tema pesantemente offensivo sulle misere condizioni in cui è costretta a vivere la famiglia di Mascetti, che non esita a restituire il bambino ed i soldi al padre, consigliandogli di riconciliarsi con Laura, e Perozzi ci riuscirà con un astuto trucco: aggiungere falsamente il nome dell’amante tra le vittime di un incidente automobilistico in un articolo sul giornale scritto da lui stesso. Non appena Laura torna, solo e soltanto per occuparsi del figlio, il Perozzi riprende la relazione con Anita e le zingarate con gli amici.

Passano i giorni e, dopo un mese di assenza, in un momento in cui piove ininterrottamente da più di una settimana, riappare Melandri, che annuncia di aver deciso di battezzarsi, essendosi innamorato di Noemi Bernocchi, una fanatica religiosa, sorella del prete battezzatore, ed invita gli amici al battesimo. Dopo la cerimonia, durante la quale il Perozzi, scelto come padrino, quasi affoga il Melandri nel fonte battesimale insieme agli altri tre, Noemi invita a casa sua l’architetto, il quale tenta di sedurla e fare l’amore con lei, ma proprio sul più bello viene distratto dalla furia dell’alluvione di Firenze, che lo porta a tuffarsi nelle acque per cercare di raggiungere la sua casa e salvare i suoi adorati libri e mobili antichi; nel frattempo Perozzi, svegliatosi di soprassalto per via del fiume esondato, viene scoperto nel letto di Anita dal marito di lei, che l’aggredisce furioso. A seguito di ciò, la moglie di Perozzi capisce di essere stata raggirata dal marito per l’ennesima volta e l’abbandona definitivamente, portando con sé anche Luciano. La tragedia dell’alluvione finisce per danneggiare gli affetti più cari di tutti i protagonisti eccetto il Sassaroli, il quale non ne risente grazie alla sua posizione di medico famoso ed altolocato.

Ritornati nel presente, i quattro lasciano il cimitero. Necchi litiga con la moglie Carmen accusandola di averlo tradito per aver ricevuto un mazzo di rose rosse, in realtà mandate proprio da lui allo scopo di avere la scusa del litigio per uscire di casa ed incontrare una ragazza di cui si era innamorato; quando i due si riappacificano, Carmen, che naturalmente non si è accorta della presa in giro, chiede al marito chi pensa possa essere stato a corteggiarla, e lui le indica un cliente del loro bar. Alice, moglie di Mascetti, venuta a sapere che la figlia Melisenda è rimasta incinta, tenta di asfissiare l’intera famiglia col gas, gesto che aveva già cercato di fare nel primo film, e fallisce nuovamente in quanto ai Mascetti il gas è stato tagliato per non aver pagato le bollette. Il conte riesce a farsi rivelare dalla figlia l’identità del seduttore, che si rivela essere Giovannone, il sottocuoco della mensa in cui lei lavora, un individuo enorme e poco raccomandabile; Mascetti, sconsolato, decide comunque di aiutare Melisenda a crescere il figlio, anche senza il padre, al quale dà il suo stesso nome.

Per distrarre l’addolorato Mascetti, gli amici organizzano una zingarata in cui, vestiti da operai edili, conquistano la fiducia dei passanti per sorreggere la Torre di Pisa. Quando arriva la Polizia ad indagare, scappano via con il furgone con cui erano arrivati, dopo averlo reso irriconoscibile, ma imboccano una strada contromano e vengono fermati da un vigile che chiede la patente a Necchi, il quale scopre di avere la patente di un certo Augusto Verdirame, di Brescia, che è proprio l’uomo che in precedenza aveva indicato alla moglie. Necchi inizialmente non capisce cosa possa essere successo, ma quando il vigile, dopo aver deciso di non multarlo, storpia di proposito il suo cognome chiamandolo “Becchi”, realizza di essere stato veramente tradito da Carmen con Verdirame (capendo anche il motivo per cui la moglie, stranamente, non si è lamentata quando lui, la sera prima, le aveva detto che sarebbe uscito con gli amici) e, tornato a casa, aggredisce la donna. L’amante si presenta di nuovo al ristorante e Necchi si vendica obbligandolo a ingurgitare un piatto di brodo nel quale ha urinato.

Ha poi inizio un altro flashback narrativo in cui viene introdotta una contorsionista spagnola di nome Carmencita, con la quale Mascetti ha avuto anni prima una relazione, invitandola in un elegante albergo per poi scappare via lasciandola in balia degli albergatori con il trucco del “rigatino”, da lui inventato e usato con molte ragazze straniere, il tutto a spese dell’usuraio Savino Capogreco, con il quale il conte si è pesantemente indebitato. Carmencita sembra realizzare il fatto e si presenta al bar del Necchi per protestare, quindi Sassaroli si finge impresario di spettacoli circensi e chiede alla ragazza, poco esperta della lingua italiana, di dare prova delle proprie capacità chiudendosi in una valigia da viaggio, per poi chiudere la valigia e caricarla come bagaglio su un autobus in partenza. Per estinguere i debiti di Mascetti con Capogreco, gli amici tentano di accontentare lo strozzino con diversi favori ma non vi riescono, quindi Sassaroli fa credere a Capogreco di aver bisogno di un trapianto dei reni urgente, proponendogli di rimettere i debiti al conte in cambio dell’intervento; l’uomo accetta e viene quindi anestetizzato e poi risvegliato senza avergli fatto nulla. In seguito Capogreco, mentre si trova in auto con i protagonisti, dichiara di ritenere i debiti ancora validi, suscitando la loro rabbia; poco dopo lo strozzino si allontana per defecare, quindi Necchi getta via con una pala gli escrementi e Sassaroli spiega il fatto diagnosticando un caso di “defecatio isterica” e dichiarando di dover sottoporre urgentemente Capogreco ad un “trapianto anale”, anche se alla fine non si sa cosa gli succederà.

Alcuni giorni dopo, nel presente attuale, mentre i quattro stanno chiacchierando, il Mascetti si sente dire dagli amici che loro non darebbero mai la propria vita per lui e si allontana rattristato. Gli amici lo raggiungono per scusarsi e rassicurarlo dicendogli che stavano scherzando, ma in quel momento lui improvvisamente si sente male; anche se gli altri tre pensano inizialmente che stia fingendo, il conte è realmente colpito da una trombosi e rischia la vita. Se la cava su una sedia a rotelle, con una piccola pensione da invalido (ottenuta grazie a qualche imbroglio del Melandri al comune e del Sassaroli alla mutua, visto che il Mascetti non ha mai lavorato) e una villa in campagna del Sassaroli, dove il primario concede loro di vivere, per permettere al conte di rifarsi una vita con la moglie, la figlia e il nipotino Raffaello. Il film si conclude con una gara Interregionale della sezione handicappati nella quale Mascetti gareggia sulla sedia a rotelle, incitato dai suoi amici in lacrime.

RECENSIONE

Quello che nel primo film era solo velato coperto dagli scherzi dei protagonisti, qui esce allo scoperto manifestando il vero animo dei quattro amici, il dramma della loro essitenza.

Monicelli cerca di mettere in evidenza cosa c’è dietro agli scherzi del gruppo di amici, tentativo già fatto, anche se molto velatamente, nel precedente episodio. Resta, comunque, un film godibilissimo.

Assolutamente da vedere. 

PERSONAGGI ED INTERPRETI

Ugo Tognazzi: Raffaello Mascetti
Gastone Moschin: Rambaldo Melandri
Adolfo Celi: Alfeo Sassaroli
Renzo Montagnani: Guido Necchi
Paolo Stoppa: Savino Capogreco
Philippe Noiret: Giorgio Perozzi
Milena Vukotic: Alice Mascetti
Fiorella Bucci: Melisenda Mascetti
Franca Tamantini: Carmen Necchi
Angela Goodwin: Laura Perozzi
Lucio Valerio Patané: Luciano Perozzi
Alessandro Haber: Paolo, vedovo di Adelina
Domiziana Giordano: Noemi Bernocchi
Tommaso Bianco: Antonio Esposito
Yole Marinelli: Anita Esposito
Renato Cecchetto: Augusto Verdirame, da Brescia
Enio Drovandi: vigile urbano di Pisa

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