BENVENUTI AL NORD

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DATI FILMOGRAFICI

Titolo originale: BENVENUTI AL NORD

Lingua originale: ITALIANO
Paese di produzione: ITALIA
Anno: 2012
Durata: 110 min.
Regia: LUCA MINIERO
Genere: COMMEDIA
Distribuzione: DISNEY +

Giudizio: 70/100

TRAMA

Due anni dopo gli eventi narrati nel primo film, i lavoratori delle Poste Italiane Alberto Colombo e Mattia Volpe sono tornati alla loro vita normale. Il primo dopo la partenza vive e lavora al Nord, come direttore di un ufficio postale a Milano, e cerca di accontentare moglie e capo. Il secondo invece abita e lavora come da programma al Sud, come postino e impiegato nella sua Castellabate, e, pur avendo cambiato carattere, soggiorna ancora in casa della madre con la moglie Maria e il piccolo figlio Edinson (nome scelto in riferimento a Edinson Cavani, all’epoca attaccante del Napoli). Maria, non sopportando più la situazione e l’immaturità del marito (che, quando lei gli parla di comprare una casa tutta per loro, viene sopraffatto dall’ansia e non riesce nemmeno a pronunciare la parola mutuo), se ne va di casa portando Edinson con lei. Mgattia prima prova a learsi a un cassonetto dell’immondizia per amore (e viene prelevato da un camion della nettezza urbana), poi pensa addirittura di suicidarsi e infine, per impressionare Maria e farle credere di essere cambiato sul serio, decide di fare una cosa che ritiene essere ancora peggiore del suicidio: chiedere un trasferimento al Nord, a Pordenone. A causa dell’intervento dei colleghi Costabile piccolo e Costabile grande, tuttavia, Mattia viene sì trasferito al Nord (cosa che in realtà non intendeva fare davvero, intendeva solo farlo credere a Maria per stupirla), ma a Milano, dove va a vivere a casa di Alberto, che lo prende a lavorare nell’ufficio in città del quale lui è direttore.

L’accoglienza per Mattia non è delle migliori, perché Alberto è in crisi con la moglie Silvia ed è oberato di lavoro: il nuovo direttore generale delle poste, il dottor Giorgio Palmisan, ha deciso di attuare e cercare di diffondere in tutta Italia un progetto pilota che consiste in un nuovo metodo di lavoro, chiamato con l’infelice acronimo ERPES (Efficienza, Rapidità, Puntualità, Energia, Sorriso) e basato sull’eliminare tutti i tempi morti sul lavoro, al fine di ottenere risultati brillanti, al livello di quelli delle multinazionali giapponesi. Alberto viene designato come curatore del progetto, ma, preso dalla situazione familiare (aveva promesso alla moglie che avrebbero trascorso tutti i weekend nella loro nuova casa in montagna, dicendole che il progetto pilota sarebbe durato solo due mesi, poi però Silvia ha scoperto da Mattia che in realtà il progetto dura un anno e ha lasciato il marito per questo), scarica su Mattia tutte le responsabilità e si riduce da direttore a postino.

Tra le varie vicissitudini, in cui Mattia comincia ad apprezzare il Nord, i due amici migliorano caratterialmente: Alberto riscopre il valore del tempo con la famiglia che ha abbandonato, mentre Mattia impara a non fuggire dalle proprie responsabilità, ma piuttosto a gestirle.

Nel frattempo, al Sud, Maria e i parenti e gli amici di Mattia, credendo che il suo cambiamento sia solo una colossale sceneggiata esattamente come quella inscenata due anni prima per aiutare Alberto, lo raggiungono a Milano e assistono a una conferenza in cui Palmisan lo chiama a intervenire, ritenendolo un ottimo esempio di serietà e dedizione al lavoro.

La conferenza sembra destinata a concludersi in maniera disastrosa, con Alberto, Mattia e Maria che paiono destinati a perdere il lavoro e a finire nei guai con la legge per essersi ribellati al progetto ERPES in pubblico (Mattia e Alberto dichiarano che tale progetto non può funzionare da nessuna parte in Italia), ma poiché tutto il pubblico è in totale accordo con loro, i responsabili delle Poste Italiane sollevano dall’incarico Palmisan e promuovono Alberto a nuovo direttore generale, dandogli così la possibilità di realizzare qualsiasi sua richiesta. Alberto può quindi far tornare un Mattia completamente cambiato nella sua Castellabate con la madre, il figlio e la moglie, che ha fatto promuovere a direttrice dell’ufficio del paesino, in modo da farle avere uno stipendio maggiore per mantenere senza difficoltà la famiglia. A questo punto Mattia riesce finalmente a parlare del fare un mutuo e compra una casa per la sua famiglia. Dal canto suo, Erminia, l’anziana madre di Silvia, piena di pregiudizi sui meridionali, che è rimasta vedova negli ultimi due anni, si fidanza con Scapece, l’anziano meridionale amico di Mattia.

RECENSIONE

Carta che vince non si cambia, o tutt’al più si cambia regione. Sequel della commedia del 2010 “Benvenuti al sud”, questo “Benvenuti al nord” segue le orme del suo predecessore, offrendoci una piacevole commedia sempre giocata sugli stereotipi regionali ma questa volta a ruoli invertiti.

Da vedere.

PERSONAGGI ED INTERPRETI

Claudio Bisio: Alberto Colombo
Alessandro Siani: Mattia Volpe
Angela Finocchiaro: Silvia Colombo / Erminia
Valentina Lodovini: Maria Flagello
Paolo Rossi: Giorgio Palmisan
Nando Paone: Costabile piccolo
Giacomo Rizzo: Costabile grande
Nunzia Schiano: signora Volpe
Salvatore Misticone: signor Scapece
Gianmarco Pozzoli: Magonza
Carlo Gabardini: barista
Alessandro Vighi: Chicco Colombo
Giuseppe Pirozzi: Edinson Volpe
Fulvio Falzarano: Mario “Ciaparatt”
Ippolita Baldini: la Dodi
Francesco Brandi: Sandrino
Francesco Migliaccio: Vincenzo Comisoni
Katia Follesa: tassista
Teco Celio: il leghista
Emma Marrone: se stessa

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