BENVENUTI AL SUD

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DATI FILMOGRAFICI

Titolo originale: BENVENUTI AL SUD

Lingua originale: ITALIANO
Paese di produzione: ITALIA
Anno: 2010
Durata: 106 min.
Regia: LUCA MINIERO
Genere: COMMEDIA
Distribuzione: DISNEY +

Giudizio: 70/100

TRAMA

Alberto Colombo, direttore di un ufficio postale della Brianza, si vede respingere l’ennesima domanda di trasferimento a Milano presentata, in quanto preceduto in graduatoria da un collega disabile. Desideroso di esaudire il sogno della moglie Silvia di vivere nel capoluogo lombardo per soddisfare le sue aspettative di vita più ambiziose, comprese quelle relative al futuro del loro figlioletto Chicco, Alberto decide di fingersi paraplegico a sua volta per tentare di ottenere l’agognato posto. L’inganno viene però maldestramente svelato da lui stesso, proprio davanti all’ispettore inviato a controllare la sua fantomatica disabilità. Per evitare il licenziamento, il direttore è quindi costretto ad accettare un trasferimento, ma nella parte opposta del Paese, in Cilento, a dirigere l’ufficio del piccolo paese di Castellabate.

Prima di partire verso la nuova destinazione, Alberto prende superficialmente informazioni sulle condizioni di vita nel Meridione presso alcuni amici: viene messo così in guardia da tutte le problematiche pregiudizievoli, umane e ambientali (tra cui la criminalità diffusa, la difficile gestione dei rifiuti e l’afoso clima), che dovrebbe trovarsi ad affrontare nella nuova sede. Tutti questi moniti, espressi da persone che al Sud avevano già vissuto, non fanno altro che aumentare preoccupazioni e precauzioni che Alberto va ad adottare. Una volta giunto a Castellabate, invece, pur dopo essere incorso in alcune peripezie, Alberto fa amicizia con il postino Mattia Volpe e con i colleghi Maria, Costabile Piccolo e Costabile Grande e finisce per apprezzare le bellezze e le abitudini del paesino campano, caratterizzato da un clima mite, da luoghi ameni e pittoreschi e da simpatia, ospitalità e generosità da parte dei residenti, ambientandosi in fretta allo stile di vita locale e scoprendo come le idee sul Mezzogiorno, sue e dei suoi conoscenti, fossero solo pregiudizi e stereotipi.

Nel frattempo, Alberto tiene nascosta la realtà a Silvia, persona poco aperta ai cambiamenti e piena di pregiudizi verso il Sud. Pensando di poter migliorare il loro rapporto, racconta esattamente l’opposto di quello che sta vivendo, accondiscendendo agli stereotipi a cui la moglie e la sua cerchia di amici credono fermamente. Un giorno, però, Silvia decide di andarlo a trovare, mettendo così Alberto in grave imbarazzo con gli amici, ai quali deve giocoforza confessare le bugie raccontate alla consorte sul Meridione. Sebbene all’inizio amareggiati e arrabbiati con lui, questi decidono di aiutarlo a sua insaputa, facendo in modo che Silvia, una volta giunta a Castellabate, veda avverarsi tutte le menzogne sentite dal marito, organizzando una sceneggiata atta a mostrare il paesino come caotico, fatiscente e in mano alla criminalità, ma l’inevitabile venuta a galla della verità manda Silvia su tutte le furie, a tal punto che minaccia la separazione.

Nel frattempo, Alberto si prodiga nel far riavvicinare Mattia alla collega ed ex fidanzata Maria. Proprio Mattia rivela l’infondatezza delle illazioni della moglie su una sua relazione con Maria. Silvia alla fine perdona il marito e si trasferisce per i due anni successivi a Castellabate assieme al figlio Chicco. La permanenza al Sud si rivela un’esperienza fantastica, che sarà difficile da dimenticare per la famiglia Colombo, al punto che, quando finalmente Alberto riceve la tanto attesa lettera di trasferimento a Milano, quasi se ne rammarica. In procinto di ripartire per il Nord, Alberto è contento per il ritorno a casa e per aver ottenuto il posto che desiderava, ma allo stesso tempo triste nel dover lasciare la bella e tranquilla Castellabate, da cui parte per la sua nuova destinazione con tutta la famiglia.

Alberto Colombo, direttore di un ufficio postale della Brianza, si vede respingere l’ennesima domanda di trasferimento a Milano presentata, in quanto preceduto in graduatoria da un collega disabile. Desideroso di esaudire il sogno della moglie Silvia di vivere nel capoluogo lombardo per soddisfare le sue aspettative di vita più ambiziose, comprese quelle relative al futuro del loro figlioletto Chicco, Alberto decide di fingersi paraplegico a sua volta per tentare di ottenere l’agognato posto. L’inganno viene però maldestramente svelato da lui stesso, proprio davanti all’ispettore inviato a controllare la sua fantomatica disabilità. Per evitare il licenziamento, il direttore è quindi costretto ad accettare un trasferimento, ma nella parte opposta del Paese, in Cilento, a dirigere l’ufficio del piccolo paese di Castellabate.

Prima di partire verso la nuova destinazione, Alberto prende superficialmente informazioni sulle condizioni di vita nel Meridione presso alcuni amici: viene messo così in guardia da tutte le problematiche pregiudizievoli, umane e ambientali (tra cui la criminalità diffusa, la difficile gestione dei rifiuti e l’afoso clima), che dovrebbe trovarsi ad affrontare nella nuova sede. Tutti questi moniti, espressi da persone che al Sud avevano già vissuto, non fanno altro che aumentare preoccupazioni e precauzioni che Alberto va ad adottare. Una volta giunto a Castellabate, invece, pur dopo essere incorso in alcune peripezie, Alberto fa amicizia con il postino Mattia Volpe e con i colleghi Maria, Costabile Piccolo e Costabile Grande e finisce per apprezzare le bellezze e le abitudini del paesino campano, caratterizzato da un clima mite, da luoghi ameni e pittoreschi e da simpatia, ospitalità e generosità da parte dei residenti, ambientandosi in fretta allo stile di vita locale e scoprendo come le idee sul Mezzogiorno, sue e dei suoi conoscenti, fossero solo pregiudizi e stereotipi.

Nel frattempo, Alberto tiene nascosta la realtà a Silvia, persona poco aperta ai cambiamenti e piena di pregiudizi verso il Sud. Pensando di poter migliorare il loro rapporto, racconta esattamente l’opposto di quello che sta vivendo, accondiscendendo agli stereotipi a cui la moglie e la sua cerchia di amici credono fermamente. Un giorno, però, Silvia decide di andarlo a trovare, mettendo così Alberto in grave imbarazzo con gli amici, ai quali deve giocoforza confessare le bugie raccontate alla consorte sul Meridione. Sebbene all’inizio amareggiati e arrabbiati con lui, questi decidono di aiutarlo a sua insaputa, facendo in modo che Silvia, una volta giunta a Castellabate, veda avverarsi tutte le menzogne sentite dal marito, organizzando una sceneggiata atta a mostrare il paesino come caotico, fatiscente e in mano alla criminalità, ma l’inevitabile venuta a galla della verità manda Silvia su tutte le furie, a tal punto che minaccia la separazione.

Nel frattempo, Alberto si prodiga nel far riavvicinare Mattia alla collega ed ex fidanzata Maria. Proprio Mattia rivela l’infondatezza delle illazioni della moglie su una sua relazione con Maria. Silvia alla fine perdona il marito e si trasferisce per i due anni successivi a Castellabate assieme al figlio Chicco. La permanenza al Sud si rivela un’esperienza fantastica, che sarà difficile da dimenticare per la famiglia Colombo, al punto che, quando finalmente Alberto riceve la tanto attesa lettera di trasferimento a Milano, quasi se ne rammarica. In procinto di ripartire per il Nord, Alberto è contento per il ritorno a casa e per aver ottenuto il posto che desiderava, ma allo stesso tempo triste nel dover lasciare la bella e tranquilla Castellabate, da cui parte per la sua nuova destinazione con tutta la famiglia.

RECENSIONE

Piacevole commedia, remake della commedia francese “Giù al nord”, che basa tutta la trama sugli stereotipi tra sud e nord. Supportata da una buona sceneggiatura e da dialoghi divertenti ma mai banali o stupidi.

L’ottima caratterizzazione dei personaggi e l’ottima fotografia rendono piacevolissima questa commedia, da vedere.

P.S.: La pellicola è il remake italiano del film francese Giù al Nord (2008) di Dany Boon. La versione italiana, specialmente per quanto riguarda la prima parte, è stata realizzata con la tecnica shot-for-shot ripercorrendo in larga parte la trama e i dialoghi dell’originale francese; nella seconda parte, invece, molte situazioni sono state aggiunte, modificate o cambiate per renderle più aderenti agli stereotipi italiani.

Dany Boon, il regista e attore di Giù al Nord nonché co-produttore del remake Benvenuti al Sud, qui appare in un cameo in cui impersona un turista francese che dall’ufficio postale di Castellabate deve spedire un pacco a Bergues Nord-Pas-de-Calais, la località dove è ambientata la pellicola originale francese.

PERSONAGGI ED INTERPRETI

Claudio Bisio: Alberto Colombo
Alessandro Siani: Mattia Volpe
Angela Finocchiaro: Silvia Colombo
Valentina Lodovini: Maria Flagello
Nando Paone: Costabile Piccolo
Riccardo Zinna: vigile
Nunzia Schiano: signora Volpe
Salvatore Misticone: signor Scapece
Francesco Albanese: Il “centauro”
Naike Rivelli: poliziotta
Teco Celio: Gran Maestro
Giacomo Rizzo: Costabile Grande
Dany Boon: turista francese

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