CHRISTINE – LA MACCHINA INFERNALE

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DATI FILMOGRAFICI

Titolo originale: CHRISTINE
Lingua originale: INGLESE
Paese di produzione: USA
Anno: 1983
Durata: 110 min.
Regia: JOHN CARPENTER
Genere: THRILLER, HORROR
Distribuzione: APPLE TV

Giudizio: 70/100

TRAMA

Detroit, 1957: allo stabilimento della Plymouth viene prodotta la Fury. In mezzo a tanti esemplari di colore oro sulla catena di montaggio se ne accoda uno rosso, l’unico sulla linea. Un operaio che ne sta curando la messa a punto, si rompe tutte le dita di una mano, schiacciate dal cofano dell’auto che si chiude improvvisamente. Più tardi un altro operaio si siede a bordo della stessa auto e lascia cadere sui sedili incellofanati la cenere del suo sigaro: viene ritrovato morto poco dopo all’interno.

Rockbridge, California, 12 settembre 1978. Il timido e imbranato Arnie Cunningham e il suo migliore amico Dennis Guilder si recano a scuola per il loro primo giorno. Nell’officina della scuola Arnie viene aggredito da quattro bulli: Richard Trelawney, Don Vandenberg, Moochie Welch e il loro leader Buddy Repperton. I quattro vengono poi espulsi e giurano di fargliela pagare. Tornando a casa, Arnie nota una decrepita Plymouth Fury del ’57 in vendita nella proprietà di un vecchio e strambo contadino. George LeBay, il venditore, lo informa che il nome dell’auto è Christine e che era del suo defunto fratello. Arnie ne rimane ammaliato e, nonostante Dennis cerchi di dissuaderlo, acquista l’auto. Da questo momento Arnie inizia ad atteggiarsi in modo strano: dedica tutte le attenzioni al suo nuovo veicolo e litiga violentemente con i suoi genitori pur di tenerlo. Porta poi l’auto presso un’officina fai-da-te dove il burbero gestore Darnell, dopo un iniziale scetticismo, gli permette di riciclare pezzi di ferrivecchi per riparare Christine in cambio di “lavoretti” vari.

Parlando con la madre di Arnie e con il vecchio LeBay, Dennis scopre che il precedente padrone di Christine è morto suicida all’interno, così come precedentemente accadde a sua moglie, rimasta sconvolta dopo la morte della figlia, soffocata sul sedile di Christine dal panino che stava mangiando. Nel frattempo Christine, ormai in gran parte riparata, inizia a dare strani segni di “vita”. Durante una partita di football, Dennis subisce un grave colpo alla colonna vertebrale, proprio mentre vede Arnie e Leigh (una ragazza che lui aveva precedentemente corteggiato) scendere insieme dall’auto e baciarsi. Viene quindi ricoverato all’ospedale per un lungo periodo. Una sera, in un drive-in, Leigh rischia di morire soffocata dal panino che sta mangiando, spaventata dall’improvvisa accensione della radio di Christine, proprio mentre una fortissima luce si accende nell’abitacolo e la sicura delle portiere scatta da sola.

La ragazza inizia a diffidare dell’auto e di Arnie, che appare sempre più strano. Una sera i quattro bulli che avevano aggredito Arnie si introducono nella rimessa di Darnell e distruggono Christine a colpi di spranga e mazzola, defecando anche sul cruscotto. Scoperto il misfatto, Arnie inveisce violentemente contro i suoi genitori, da lui ritenuti responsabili morali di ciò per non avergli consentito di parcheggiare l’auto nel giardino, ed anche contro Leigh, per poi barricarsi nel garage nel patetico tentativo di riparare Christine. Davanti ai suoi occhi, però, improvvisamente l’auto si “autorigenera” diventando anche più bella di prima.

Dopo tale avvenimento, l’auto prende definitivamente vita e si mette sulle tracce dei bulli per vendicarsi. La prima vittima è Moochie Welch, che Christine insegue fino ad intrappolarlo in un vicolo cieco per poi sfracellarlo contro un muro di cemento. L’auto attira l’attenzione del detective della polizia Rudolph Junkins, che inizia a insospettirsi ma non ricava alcuna informazione da Arnie. Qualche tempo dopo, mentre Richard e Buddy sono a bordo della Camaro di quest’ultimo, Christine li insegue fino alla stazione di servizio dove lavora Don Vanderberg. Dopo aver distrutto la macchina di Repperton, Christine penetra nell’officina, investendo e uccidendo Richard. L’auto di Buddy perde poi benzina dal serbatoio a causa dell’urto, facendo esplodere la stazione con Vandenberg dentro. Buddy tenta di fuggire sull’autostrada ma la macchina, ridotta come un demone infuocato, insegue il bullo fino a raggiungerlo e a ucciderlo travolgendolo e passandoci sopra. Christine torna poi completamente carbonizzata all’officina fai-da-te. Qui Darnell insospettito si arma di una doppietta ed entra dentro l’auto pensando che vi sia qualcuno, ma Christine lo intrappola all’interno per poi soffocarlo, schiacciandolo tra il sedile anteriore e il volante. Dopo questi avvenimenti il tenente Junkins è deciso a scoprire la verità, ma invano poiché Arnie non si trova mai alla guida dell’auto al momento degli omicidi e Christine si rigenera ogni volta, cancellando così ogni prova dei delitti.

Dimesso dall’ospedale, Dennis, con l’aiuto di Leigh, riesce ad attirare Arnie e Christine nella rimessa di Darnell, ormai vuota e messa sotto sigilli dalla polizia. L’intento è quello di distruggere l’auto con un bulldozer, ma Arnie li anticipa e Leigh viene inseguita dall’auto per tutto il garage. Arnie, diventato ormai totalmente ed irrecuperabilmente folle, si schianta contro una vetrata nel tentativo di ucciderla, ma nell’impatto viene scaraventato fuori dall’auto e ne rimane ucciso, trafitto da una grossa scheggia di vetro. Alla fine, Christine viene distrutta da Dennis, che riesce a schiacciarla con il bulldozer, per poi essere ridotta ad un cubo di ferraglia nella pressa di uno sfasciacarrozze alla presenza di Dennis, Leigh e Junkins. Mentre la scena si chiude su ciò che rimane di Christine, un particolare della griglia anteriore inizia debolmente a muoversi, suggerendo che l’auto potrebbe non essere affatto morta.

RECENSIONE

A volte comprare l’auto dei propri sogni, soprattutto se usata, non è l’idea migliore, potreste trovarvi con un altra Christine, un auto “demoniaca” e vendicativa che vi darà certamente problemi ma non meccanici.

Ottimo film di quel genio di Carpenter su copione (libro) di Stephen King, da due soggetti cosi è il minimo un film come “Christine – La macchina infernale”, vi terrà incollati alla poltrona per il terrore.

Assolutamente da vedere.

P.S.: Basato sull’omonimo romanzo di Stephen King dello stesso anno.

Benché nel film la macchina debba essere una Plymouth Fury, nella maggioranza delle riprese vengono usate Plymouth Belvedere o Savoy del 1957/58 poiché le Fury di questa generazione sono molto rare (erano i modelli top di gamma, pertanto prodotte in numeri limitati) e per non distruggere una vera Fury, truccarono i suddetti due modelli con tutti i dettagli e loghi del modello più ambito. La Plymouth offrì personalmente alla produzione (peraltro gratuitamente) 23 auto tra Fury, Belvedere e Savoy, tutte già preparate secondo le specifiche richieste. Fra l’altro viene scelto il modello a due porte anche se nel libro di Stephen King vengono citati più volte gli sportelli posteriori. Il marchio Plymouth comunque non viene né citato nei titoli di testa che presentano la fabbrica di auto nel 1957 né nei dialoghi dei personaggi e non si fanno mai riferimenti alla marca ed al modello della vettura. Il suono del motore di Christine, divenuto celebre nei titoli di testa, non è quello di una Plymouth: è stato campionato da una Chevrolet Chevelle SS del 1970 con motore V8 “big block” 454 (7,4 litri).

PERSONAGGI ED INTERPRETI

Keith Gordon: Arnie Cunningham
John Stockwell: Dennis Guilder
Alexandra Paul: Leigh Cabot
Robert Prosky: Will Darnell
Harry Dean Stanton: Rudolph Junkins
Christine Belford: Regina Cunningham
Roberts Blossom: George LeBay
William Ostrander: Buddy Repperton
David Spielberg: signor Casey
Malcolm Danare: Moochie Welch
Steven Tash: Richard Trelawney
Stuart Charno: Don Vandenberg
Kelly Preston: Roseanne
Marc Poppel: Chuck
Robert Darnell: Michael Cunningham

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