FANTOZZI VA IN PENSIONE

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DATI FILMOGRAFICI

Titolo originale: FANTOZZI VA IN PENSIONE

Lingua originale: ITALIANO
Paese di produzione: ITALIA
Anno: 1988
Durata: 94 min.
Regia: NERI PARENTI
Genere: COMMEDIA, COMICO, DRAMMATICO
Distribuzione: PRIME VIDEO

Giudizio: 70/100

TRAMA

Nel 1988, il ragionier Fantozzi ha finalmente raggiunto l’età pensionabile: adesso è libero dallo stress del lavoro e può fare ciò che vuole. Tuttavia la forza dell’abitudine è tale che nel primo giorno di libertà l’ex impiegato, svegliatosi alle nove, è convinto di essere in ritardo per il lavoro e, arrivato in azienda con una sfrenata corsa, tenta di timbrare il cartellino: un impiegato gli fa notare l’assurdità della situazione e che egli deve rassegnarsi alla vita da pensionato.

Fantozzi è perciò costretto a passare tutte le ore del giorno a casa, annoiandosi terribilmente. Prova allora a sconfiggere l’apatia in vari modi: tenta di aggiustare l’antenna e precipita dal terrazzo; prova a partecipare all’amministrazione domestica aiutando la moglie Pina nella classica spesa al mercato, con risultati disastrosi; convince la donna ad andare al cinema la mattina, ma i due incappano in un film porno e vengono scambiati per una coppia di maniaci; cerca di sfruttare una telefonata sbagliata per attaccare discorso.

La figlia Mariangela, diventata una giovane donna dai capelli biondi, è impegnata col marito Piero, che si rivela essere un gorilla, e quindi lascia sua figlia Uga ai genitori. Ugo porterà la nipotina al parco col passeggino, ma continuerà a nasconderla a causa della sua bruttezza.

Per svagarsi, Pina gli suggerisce, dietro consiglio di una psicologa della mutua, di prendere un cagnolino: Fantozzi si fa consegnare a domicilio un enorme mastino dei Pirenei che diventa in poco tempo il padrone della casa. Il protagonista scopre poi che l’animale era stato precedentemente addestrato ad aprire la porta a una banda di ladri che nottetempo gli svaligiano l’appartamento. Fantozzi tenta allora di abbandonare il cane in autostrada, spintonandolo fuori dall’auto in corsa, ma il cane lo sbatte fuori a sua volta e si mette alla guida della macchina.

Fantozzi tenta quindi l’attività politica, partecipando alle manifestazioni sindacali. Come unico risultato, lui e il suo gruppo ottengono dall’INPS agevolazioni per viaggi organizzati, di cui Filini approfitta subito per organizzare una gita in aereo a Venezia. I colleghi salgono sul pullman che dovrebbe condurli all’aereo, ma il pullman, invece di portarli verso il velivolo, prende l’autostrada e si dirige direttamente verso Venezia, in quanto l’INPS ha cambiato le sue finalità assistenziali ed è diventata, dietro voto segreto, Istituto Neutralizzazione Parassiti Sociali, con l’obiettivo di eliminare pensionati. Dopo diciotto ore di viaggio, Fantozzi è in preda a tremendi dolori perché deve urinare e prega il conducente di fermarsi, in piena notte, in galleria, dove passano dei tir che investono le persone che sono scese dal pullman. Lasciati a Rovigo e raggiunta Venezia a piedi, vengono subito scambiati per saccopelisti dalla Polizia. Mangiano poi in un locale che si affaccia sul mare, dove un “esperto” di sci nautico sbanda inondando i commensali seduti a tavola.

La comitiva visita successivamente le Grotte di Postumia e Filini fa da guida; arrivati a una vasta grotta, i turisti camminano su uno stretto cornicione e due di loro precipitano. Fantozzi poco dopo litiga con l’eco della sua voce, che risponde all’esclamazione del suo nome con “Merdaccia” e “Stramerdaccia”, e poi sviene a seguito del crollo di una stalattite rocciosa che gli cade addosso. Dopo ben 81 giorni e 14 ore Fantozzi esce finalmente dalle grotte, attraverso la tazza di un water a Bad Kleinkirchheim, in Carinzia.

Fantozzi si mette alla ricerca di un lavoro che dia senso alle sue giornate, ma tutti gli annunci richiedono persone sotto i 35 anni; ha perciò l’idea di falsificare la carta d’identità e ottenere un aspetto più giovane, ma durante l’esame di assunzione per diventare aiuto vice corruttore laterale mafioso si viene a scoprire la verità e viene cacciato. Una volta uscito con la moglie a fare la spesa, rimasto in macchina ad aspettarla, vede dal finestrino l’aria felice della Signorina Silvani. Quest’ultima invita il ragioniere a casa sua a bere un drink e gli rivela la sua solitudine e le sue bugie: non ha mai visto le Maldive e non ha nessuno con cui parlare.

Pina non riesce a sopportare la vista del marito depresso, con la grande paura delle malattie e dell’infarto e col timore di essere sempre sul punto di morire, allora decide in gran segreto di mettersi a lavorare come donna delle pulizie in un hotel ma alla condizione che il gestore inventi un’occupazione fittizia per il marito, versando a quest’ultimo il compenso che spetta a lei per il suo lavoro (espediente narrativo che richiama il film Il comandante del 1963, con Totò). Fantozzi si accorge però che la casa è completamente in disordine ed esige un chiarimento dalla moglie, che invece si veste per andare a lavorare all’hotel; Fantozzi si mette a seguirla, scoprendone così l’impiego. Tornato a casa, il ragioniere aspetta che rientri la moglie, alla quale comunica di rinunciare al lavoro a patto che restino a casa insieme.

Nonostante le promesse, Fantozzi si presenta ogni giorno alla Megaditta, tentando pietosamente di mischiarsi agli impiegati in uscita. Qui viene visto dal Duca Conte Francesco Maria Barambani, che gli propone un patto: in cambio della sua pensione e dell’orologio che aveva ricevuto come regalo di pensionamento all’inizio del film, egli potrà tornare a lavorare (in nero, o come lo chiama il Duca Conte, in grigio) nella Megaditta. Il ragioniere accetta di buon grado l’accordo e incontra di nuovo tutti i suoi vecchi colleghi: anch’essi, da pensionati quali erano, hanno accettato la stessa proposta, ricominciando così a lavorare come una volta e soprattutto come ai bei tempi.

RECENSIONE

Dopo l’abbandono del genere satirico e di quello della commedia all’italiana, la saga Fantozzi gira verso il drammatico andando ad esplorare la vita personale del ragioniere, anzi ex ragioniere. Il film diventa più malinconico, più intimo mettendo in luce la tristezza del personaggio e quanto il lavoro era diventato per lui una schiavitù e soprusi ma anche un ancora di salvezza dalla monotonia della vita.

Da vedere.

PERSONAGGI ED INTERPRETI

Paolo Villaggio: Ugo Fantozzi
Milena Vukotic: Pina Fantozzi
Gigi Reder: Rag. Renzo Silvio Filini
Anna Mazzamauro: Sig.na Silvani
Plinio Fernando: Mariangela Fantozzi; Uga Fantozzi
Paul Müller: Duca Conte Francesco Maria Barambani
Antonio Allocca: Esaminatore colloquio
Pino Ferrara: Rag. Fonelli
Ennio Antonelli: Maschera del cinema
Teresa Piergentili: Pensionata della Megaditta
Stefano Antonucci: Presentatore cerimonia
Luigi Uzzo: Direttore Hotel Caprice
Antonio Spinnato: Cameriere Hotel Caprice
Albano Bufalini: Rag. Colsi
Piero Vivaldi: Rag. Mughini
Emanuele Magnoni: Pensionato
Rolando De Santis: Capo scippatori

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