LA GRANDE FUGA

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DATI FILMOGRAFICI

Titolo originale: THE GREAT ESCAPE
Lingua originale: INGLESE, TEDESCO, FRANCESE, RUSSO, SPAGNOLO
Paese di produzione: USA
Anno: 1963
Durata: 172 min.
Regia: JOHN STURGES
Genere: GUERRA, COMMEDIA, DRAMMATICO, AVVENTURA
Distribuzione: PRIME VIDEO

Giudizio: 80/100

TRAMA

Nel 1942, le forze del Terzo Reich della Germania nazista di Hitler stanno ultimando le operazioni finali di cattura delle truppe degli Alleati, tra cui un gruppo di prigionieri inglesi condotti al campo di prigionia tedesco di Stalag Luft III, gestito dalla Luftwaffe e creato per ospitare tutte le cosiddette “mele marce” raccolte dopo vari tentativi di fuga cercando tuttavia, per volere del colonnello von Luger, di creare condizioni “umane” per disincentivare i prigionieri dal ripetere tentativi di evasione. Fin da subito tra i prigionieri emerge la figura dello squadron leader della RAF Roger Bartlett, chiamato in codice X1, sospettato a ragione dai tedeschi di essere a capo di una organizzazione dedita a favorire e organizzare le fughe per creare disordine e destabilizzazione tra le forze tedesche. Dopo un breve colloquio con il group captain Ramsey, comandante dei prigionieri e ufficiale alleato più alto in grado, Bartlett decide di effettuare un tentativo di fuga massiccio, basato sulla realizzazione di tre tunnel (denominati “Tom”, “Dick” e “Harry”) che dovrebbero consentire l’evasione di circa 250 prigionieri.

L’organizzazione della fuga viene pianificata e realizzata meticolosamente, grazie anche all’individuazione di alcune figure chiave, tra cui uno scassinatore, uno specialista in tunnel (il tenente Velinski), un falsario, un falegname e un sarto; inoltre viene messa in piedi una massiccia rete di collaboratori che predispone documenti, abiti civili, cartine, biglietti ferroviari, razioni di viveri e quanto altro si renda necessario. Durante i festeggiamenti organizzati dai prigionieri americani per ricordare il Giorno dell’Indipendenza il tunnel “Tom” viene però scoperto dalle guardie dello Stalag. Tra gli americani, il capitano Virgil Hilts, esperto pilota di bombardieri decide di tentare la fuga da solo, ma si metterà al servizio dell’organizzazione dopo l’uccisione di un prigioniero suo amico, lo scozzese Archibald Ives al quale erano saltati i nervi alla scoperta del tunnel e si era avventato verso i reticolati finendo sotto il fuoco di una torretta di guardia.

Per non rischiare ulteriori ritardi, l’organizzazione concentra le proprie forze su un solo tunnel, il più avanzato. Durante la notte prescelta per la fuga, si scopre che l’uscita del tunnel risulta troppo arretrata rispetto al previsto, ovvero a circa otto metri dai primi alberi che circondano il campo di concentramento. Non è comunque possibile rimandare il tentativo, poiché tutti i documenti e biglietti riportano la data del giorno stesso, pertanto la fuga ha inizio e decine di prigionieri iniziano ad inoltrarsi nel bosco vicino. Sono 76 i prigionieri che riescono a uscire dal campo attraverso il tunnel Harry prima che le guardie, sentito un rumore prodotto da un prigioniero, diano l’allarme e blocchino il tunnel facendo irruzione nel locale di ingresso. Un paio di prigionieri vengono catturati allo sbocco del tunnel.

Diretti verso diverse destinazioni, quali la Francia, la Svizzera e la Spagna, i prigionieri in fuga vengono braccati dalla Gestapo e dalla Wehrmacht; molti espedienti davvero ingegnosi vengono messi in atto dai fuggiaschi ed alcuni sono uccisi, ma la maggior parte di loro viene nuovamente catturata, compresi Bartlett e i suoi uomini. Bartlett, nonostante la padronanza del francese, viene smascherato, sebbene alla stazione ferroviaria venga salvato in un primo momento dal sacrificio del capitano di corvetta Eric Ashley-Pitt. Soltanto pochi ce la faranno; Velinski e Dickes riescono a trovare una barca e con questa scendono lungo un fiume e giunti in un porto salgono su una nave svedese; l’australiano Sedgwick arriva in Francia e per poco non viene coinvolto in un attentato da parte della resistenza francese, ma due membri lo allontanano e in seguito lo aiutano a raggiungere il confine con la Spagna. In cinquanta saranno passati per le armi dalla Gestapo. Anche il tenente Colin Blythe rimarrà ucciso, dopo che l’aereo rubato da lui e dal suo compagno di fuga, il tenente americano Hendley, precipita per un guasto e purtroppo Blythe è ormai diventato miope quindi non vede i soldati raggiungerlo, e per questo viene colpito dalle raffiche di mitra. 11 prigionieri ripresi dalla Wehrmacht e dalla Luftwaffe sono riportati al campo, oltre a questi anche Hilts, protagonista di una rocambolesca fuga in moto fino al confine svizzero, finita sui reticolati dopo alcuni salti acrobatici. Il comandante del campo viene destituito e probabilmente subirà un processo sommario. Nella realtà saranno diversi dei fuggiaschi a riparare oltre i confini controllati dai tedeschi.

RECENSIONE

Questo film ha un solo grande difetto, la durata. Quasi tre ore (172 minuti) di film sono troppe anche per un capolavoro, durata che è dovuta soprattutto a scene, inutilmente, troppo lunghe (quella in moto è l’esempio lampante).

Per il resto un’ottimo cast, un’ottima trama e sceneggiatura, bella fotografia e un’ottima caratterizzazione dei personaggi che aiutano a sopportare la durata.

Da vedere.

P.S.: Il film è basato sul libro di Paul Brickhill, pilota australiano della Royal Australian Air Force, il cui Supermarine Spitfire venne abbattuto in Tunisia nel marzo 1943. Brickhill fu successivamente internato in Germania al campo di concentramento per ufficiali Stalag Luft III a Sagan (ora Żagań, in Polonia, ma allora nella tedesca Bassa Slesia), dove partecipò alla realizzazione di un tunnel destinato all’evasione dal campo.

PERSONAGGI ED INTERPRETI

Steve McQueen: capitano Virgil Hilts (della USAAF)
James Garner: flight lieutenant Robert Hendley
Richard Attenborough: squadron leader Roger Bartlett
James Donald: group captain Ramsey
Charles Bronson: flight lieutenant Danny Velinski
Donald Pleasence: flight lieutenant Colin Blythe
James Coburn: flying officer Louis Sedgwick
Hannes Messemer: colonnello Von Luger
David McCallum: capitano di corvetta Eric Ashley-Pitt (della Fleet Air Arm)
Gordon Jackson: flight lieutenant Sandy MacDonald
John Leyton: flight lieutenant William Dickes
Angus Lennie: flying officer Archibald Ives
Nigel Stock: flight lieutenant Dennis Cavendish
Robert Graf: Werner
Jud Taylor: sottotenente Goff
Karl-Otto Alberty: SS Untersturmführer Steinac (delle SS)
George Mikell: SS Obersturmführer Dietrich

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