LEON

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DATI FILMOGRAFICI

Titolo originale: LEON
Lingua originale: INGLESE
Paese di produzione: FRANCIA
Anno: 1994
Durata: 110 min. (versione cinematografica)
127 min. (versione internazionale) – 136 min. (versione integrale)
Regia: LUC BESSON
Genere: AZIONE, DRAMMATICO, THRILLER
Distribuzione: PRIME VIDEO

Giudizio: 75/100

TRAMA

Little Italy, New York. Léon, un sicario italoamericano, vive da solo conducendo un’esistenza quasi maniacale dedita esclusivamente al mestiere di killer e apparentemente priva di qualsiasi emozione; uniche eccezioni a questa apatia sono le cure amorevoli che riserva a una pianta in vaso, che afferma di sentire simile a sé perché altrettanto priva di radici, e la sua regola fondamentale di non uccidere donne e bambini. Come vicini di casa ha la problematica famiglia allargata di una ragazzina di nome Mathilda, di cui fanno parte il padre, immischiato in traffici di droga, la matrigna, la sorellastra e il fratellino di quattro anni, l’unico a cui la giovane sia affezionata veramente.

Un giorno alcuni poliziotti della DEA, comandati dal corrotto e psicopatico Norman Stansfield, irrompono a casa di Mathilda per recuperare una partita di stupefacenti che avevano affidato al padre della ragazza, il quale ha tagliato una parte della droga ma ha sottovalutato l’avvertimento del poliziotto e finge di non sapere nulla in proposito. Stansfield, che nonostante la sua posizione è egli stesso un assiduo consumatore di droghe, scatena un conflitto a fuoco in cui viene massacrata tutta la famiglia di Mathilda, mentre lei si salva poiché fuori casa; al suo rientro, rendendosi conto di quanto è accaduto, suona al campanello di Léon, il quale, dopo un attimo di indecisione e avendo osservato l’accaduto, la fa entrare.

In breve Mathilda scopre l’arsenale di Léon e capisce prontamente la sua professione; l’uomo, la notte stessa, pensa di disfarsi della ragazzina ma non riesce a contravvenire alla sua regola, per cui, confuso, ripone l’arma dopo averla puntata alla testa di Mathilda dormiente. Inizia così il rapporto tra i due, caratterizzato dall’iniziale difficoltà dell’uomo a rapportarsi con una ragazzina e dal desiderio di Mathilda di vendicare il fratellino e dal suo scoprirsi innamorata dell’uomo. Léon accetta di insegnarle il mestiere del sicario, mentre lei in cambio si occupa della casa e gli insegna a leggere. In seguito, introdottasi nella sua vecchia abitazione, recupera il gruzzolo nascosto e contemporaneamente scopre la vera identità di Stansfield.

Dopo aver offerto inutilmente al sicario il denaro per eliminarlo, Mathilda decide di farsi giustizia da sé lasciandogli un biglietto e il denaro per vendicarla nel caso non ci fosse riuscita: Léon si precipita alla sede della DEA e riesce a salvare Mathilda, il cui piano è fallito, uccidendo due degli uomini di Stansfield. Quest’ultimo, infuriato, impiega poco a rintracciare Léon e gli tende un agguato, forte della sua posizione di alto funzionario, mobilitando una forza d’assalto. L’abilissimo e spietato Léon riesce a mettere in salvo Mathilda e a tenere in scacco gli assalitori; camuffato da agente riesce quasi a fuggire, ma Stansfield lo riconosce, lo insegue e gli spara alle spalle. A terra morente, Léon riesce comunque a rimuovere la sicura delle granate che teneva indosso facendosi esplodere insieme a Stansfield e vendicando così Mathilda.

Quest’ultima, dopo aver bussato alla porta del datore di lavoro di Léon e aver capito che nessun aiuto le sarebbe giunto da quella parte, torna al collegio che in precedenza aveva smesso di frequentare: lì racconta la sua storia all’esterrefatta direttrice, per poi piantare nell’immenso giardino della tenuta la piantina di Léon.

RECENSIONE

Ogni tanto la Francia ci regala un film degno di questo nome come l’accattivante e appassionante “Léon” affidato alle abili mani di Luc Besson coadiuvato da un cast stellare: Jean Reno, Natalie Portman, Gary Oldman e Danny Aiello. Grandiosa l’interpretazione di Natalie Portman, che all’epoca del film aveva solo tredici anni ed era al suo debutto cinematografico.

Il regista e lo sceneggiatore riescono a far giocare il film sui sentimenti umani, nonostante sia un thriller e anche alquanto violento, con un’ottima caratterizzazione dei personaggi e un’ottima fotografia di una New York “fumosa”.

In “Léon” però alla fine il vero protagonista è la pianta di aglaonema che vuole rappresentare l’alter ego e l’unico legame affettivo del protagonista (Léon che è un killer professionista anaffettivo). Per il regista sta a simboleggiare la mancanza di radici, la solitudine e la necessità di affetto di Léon. Nel finale, quando Mathilda pianta l’aglaonema nel terreno, dandogli finalmente stabilità, sta a significare che Léon è finalmente redento e che ha ritrovato la sua umanità, anche se in maniera tragica.Assolutamente da vedere.
PERSONAGGI ED INTERPRETI

Jean Reno: Léon
Natalie Portman: Mathilda
Gary Oldman: Norman Stansfield
Danny Aiello: Tony
Peter Appel: Malky
Michael Badalucco: padre di Mathilda
Ellen Greene: matrigna di Mathilda
Elizabeth Regen: sorellastra di Mathilda
Don Creech: uomo di Stansfield
Willi One Blood: uomo di Stansfield
Keith A. Glascoe: uomo di Stansfield
Robert LaSardo: cliente
Frank Senger: uomo minacciato da Léon
Maïwenn: prostituta
Adam Busch: Manolo
Stuart Rudin: tassista

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