L’UOMO BICENTENARIO

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DATI FILMOGRAFICI

Titolo originale: BICENTENNIAL
Lingua originale: INGLESE
Paese di produzione: USA
Anno: 1999
Durata: 132 min.
Regia: CHRIS COLUMBUS
Genere: COMMEDIA, FANTASCIENZA, DRAMMATICO
Distribuzione: PRIME VIDEO

Giudizio: 60/100

TRAMA

Il film ripercorre l’esistenza di Andrew Martin, uno dei primi prototipi di robot positronico (modello NDR-114, da cui il nome “Andrew”), acquistato dalla famiglia Martin nell’aprile del 2005 come robot di servizio. Nonostante l’iniziale diffidenza della signora Martin e l’aperta ostilità della figlia maggiore, il robot viene lentamente accettato dalla famiglia, ed in particolare dalla figlia più piccola (che lui chiama “Piccola Miss”), con la quale stringe un legame molto forte.

Andrew dimostra ben presto di possedere emozioni e reazioni del tutto inaspettate per un robot, e soprattutto di essere dotato di un’innata dote per l’intaglio del legno.

Accortosi della singolarità del robot, il signor Martin lo porta alla sede della Robotics, dove il Direttore, dopo essere stato messo al corrente della sua particolarità, pensa ad un’anomalia della rete positronica ed è pronto a risarcire il cliente con un nuovo robot, ma il signor Martin si oppone, poiché ritiene che Andrew sia un esemplare unico nel suo genere e non sopporta che venga dissezionato, quindi lo riporta a casa e gli promette più libertà nelle faccende domestiche: d’ora in avanti verrà trattato come uno di famiglia.

Sotto la guida del signor Martin, Andrew impara a progettare e costruire orologi in legno, facendosi allo stesso tempo una cultura sul mondo umano ed i suoi comportamenti. In poco tempo scopre di avere delle sensazioni, come la paura, la tristezza per le brutte cose e uno spiccato senso dell’umorismo.

Con il passare degli anni il suo rapporto con la famiglia, soprattutto con “Piccola Miss” si rafforza sempre di più. Andrew ha nel frattempo costruito molti orologi, ma la signora Martin vuole venderli al più presto per liberare la casa. Piccola Miss replica che Andrew, avendo lavorato agli orologi praticamente da solo, ha diritto a beneficiare del ricavato della vendita, così il signor Martin, con l’aiuto di un avvocato, fa versare una cospicua somma in un conto aperto a nome di Andrew, dandogli così ancora più indipendenza.

Un giorno “Piccola Miss”, ormai adulta, riceve una proposta di matrimonio dal suo fidanzato Frank, ma prima di accettare, si confida con Andrew: infatti la giovane prova qualcosa per un suo amico straordinario ed esita a sposarsi perché non vuole abbandonarlo. Andrew naturalmente non capisce che si sta riferendo a lui e la consiglia con la logica. Lei decide di sposarsi, però gli chiede comunque di essere il cerimoniere alla funzione, per cui dovrà indossare dei vestiti.

Per un piccolo incidente durante i suoi lavori di falegnameria, Andrew perde la falange di un dito ed è subito portato al centro riparazioni della Robotics, dove però il signor Martin, memore dell’ultimo incontro, avverte il Direttore di aver installato un dispositivo che gli permette di scoprire se Andrew venisse smontato o esaminato senza autorizzazione. Andrew inoltre chiede di essere modificato, per avere maggiore espressività. Chiedendo la modifica oltretutto umilia involontariamente il direttore: grazie agli orologi che costruisce, ormai Andrew guadagna in un mese quello che l’uomo, che lo definiva “elettrodomestico”, guadagna in un anno.

Così “Piccola Miss” si sposa ed Andrew, che ora può mostrare visibilmente le sue emozioni, consola il signor Martin, anche lui triste e commosso, rinnovando la sua fedeltà alla famiglia.

Dodici anni dopo, Andrew si è totalmente conformato alle abitudini umane, indossa vestiti e passa il tempo libero sulla spiaggia a leggere o a parlare con “Piccola Miss”, che spesso gli fa visita. Avendo col tempo acquisito sempre maggior consapevolezza di sé, arriva al punto di richiedere di non essere più considerato come una proprietà e di ottenere la propria libertà. All’inizio pensa di comprare la sua libertà, consegnando tutto il suo denaro al signor Martin, ma quest’ultimo li rifiuta e quasi gli ordina di andarsene dalla casa: ha capito che Andrew deve trovare la sua strada e vivere la sua vita. Andrew ha ottenuto la libertà tanto desiderata e costruisce la sua casa interamente in legno in riva al mare, là dove aveva passato tanti bei momenti con “Piccola Miss”, che nel frattempo ha avuto dei figli, tra i quali spicca Lloyd, a cui Andrew sta particolarmente antipatico, e ha divorziato dal marito.

Sedici anni dopo, per l’anziano signor Martin è giunta l’ultima ora. Sul letto di morte ringrazia Andrew per tutto ciò che ha fatto, gli dice di aver sempre saputo che dargli la libertà è sempre stata la cosa giusta da fare e gli ricorda di essere un robot speciale.

Andrew decide di mettersi alla ricerca di un robot capace anch’esso di provare emozioni e chiede a Lloyd, che ora lavora alla Robotics, di potersi mettere alla ricerca dei robot della vecchia serie ND. L’uomo gli procura volentieri la lista dei vecchi robot, con la scusa di allontanarlo dalla famiglia per un po’ di tempo. Il viaggio di Andrew dura quasi vent’anni, ma non sembra portare a risultati concreti perché tutti i robot ND sono o disattivati o riprogrammati in modo tale da non poter interagire come lui. Raggiunta San Francisco, Andrew trova Galatea, una variante femmina della serie NDR, appartenente ad un tecnico di robot chiamato Rupert Burns. Inizialmente Andrew è eccitato dall’idea di averla incontrata, ma presto resta deluso quando scopre che lei, a differenza sua, ha una personalità artificiale dovuta ad un microchip apposito. Burns però lo distrae raccontandogli di come fosse proprio il padre del tecnico ad aver sviluppato la tecnologia che ha reso Andrew capace di mimare le espressioni facciali e ora Rupert, che ha proseguito la ricerca, ha trovato il sistema per far assomigliare un robot, in tutto e per tutto, ad un essere umano. Entusiasta, Andrew finanzia la ricerca di Burns e si sottopone ad un intervento che lo rende, almeno all’esterno, definitivamente simile ad un umano: non più un robot ma, per definizione, un androide.

Tornato a casa dei Martin, Andrew scopre che ora “Piccola Miss” è nonna di Portia, figlia di Lloyd, uguale a lei nell’aspetto; proprio per questo Andrew rimane colpito. Separati da marcate differenze e da molta diffidenza, Andrew e Portia si avvicinano e, a poco a poco, diventano amici. Lei fa la restauratrice ed è fidanzata con un certo Charles. Pur essendo dotato di umorismo e carisma, Andrew è ancora privo di sentimenti ed il suo rapporto con Portia non va oltre un certo limite, anche se lei lo incoraggia ad infrangere qualche regola e a non seguire sempre la strada più logica. Non molto tempo dopo anche “Piccola Miss” muore a causa di un infarto: ora che anche l’ultimo membro della sua famiglia se ne è andata, Andrew capisce che tutte le persone che ama, prima o poi, moriranno; sconvolto, ma non del tutto scoraggiato, Andrew vara, insieme a Burns, un progetto volto alla costruzione di una controparte meccanica degli organi umani. Il grandioso progetto prende forma, ed Andrew si sottopone ad un nuovo intervento che gli dà finalmente la capacità di provare tutte le sensazioni umane, grazie ad una variante elettronica del sistema nervoso centrale.

Grazie ai nuovi organi e alla capacità di provare sentimenti, Andrew si innamora concretamente di Portia. Mostra di essere geloso durante la sua festa di fidanzamento ed infine, trovato il coraggio, si dichiara a Portia, riuscendo ad annullare il matrimonio di lei con Charles. I due riescono ad avere perfino un rapporto sessuale, grazie all’organo riproduttore da poco impiantato da Burns. Degli ulteriori upgrade lo forniscono anche di un apparato digerente, per cui ora Andrew può godere finalmente del cibo.

Per potersi sposare con Portia, Andrew si presenta al “Congresso Mondiale” per essere riconosciuto a tutti gli effetti come essere umano, ma l’organo giuridico rifiuta di approvare la richiesta, poiché il cervello positronico rende Andrew immortale, e ciò potrebbe causare agli uomini grosse divergenze in quanto non vi è mai stato un umano immortale, quindi non accettabile nella società.

In un primo tempo Andrew pensa di poter vivere serenamente con Portia e cerca di allungarle la vita grazie ad organi nuovi ed elisir di DNA di sua invenzione. Infatti, grazie ad essi, all’età di 75 anni Portia ha ancora l’aspetto di una cinquantenne, ma essa rivela ad Andrew che prima o poi smetterà di sottoporsi a trattamenti per allungare la propria vita perché morire fa parte dell’esistenza di un essere umano e quindi, prima o poi, lei dovrà morire perché è giusto che accada. Questa frase gli ricorda quel che disse molto tempo prima il signor Martin, cioè che per lui “il tempo è infinito”. Decide allora di sottoporsi ad un ultimo, radicale intervento, facendo iniettare del sangue umano all’interno dei suoi circuiti che soffriranno un inarrestabile e progressivo degradamento, che culminerà effettivamente con la sua morte. L’operazione viene eseguita dall’anziano Rupert Burns, che nel tempo è diventato ricco e famoso grazie agli organi meccanici costruiti insieme ad Andrew.

Anni dopo, Andrew è ormai invecchiato e si ripresenta davanti al Congresso Mondiale per ripetere la sua richiesta. Il congresso richiede tempo per deliberare, ma stavolta ha un tempo limitato, per decidere. In punto di morte, ormai nel 2205, ovvero esattamente dopo duecento anni di vita, Andrew Martin viene informato che è diventato membro a tutti gli effetti del genere umano e che quindi ora è ufficialmente legato in matrimonio con Portia. Morto Andrew, Portia chiede ad un’infermiera (che si rivela essere Galatea, la variante NDR femmina che lavorava nell’officina di Rupert) di staccare anche a lei la spina, cosicché possa raggiungere Andrew. Ora anche lei ormai in punto di morte, Portia ringrazia Galatea per il gesto, a cui quest’ultima risponde citando una frase che Andrew soleva ripetere spesso, durante la sua vita: “Uno è lieto di poter servire”.

RECENSIONE

“L’uomo bicentenario” è la storia di Andrew Martin, uno dei primi prototipi di robot positronico e la storia della famiglia a cui fu affidato nei suoi duecento anni di vita. Un film a volte triste, a volte drammatico, a volte divertente, a volte sentimentale, un film strano, un film non da Robin Williams.

Un film che ha diviso la critica e gli spettatori, al di là della lunghezza della pellicola (oltre due ore, capisco che raccontare duecento anni ci vuole tempo), e omettendo l’inutilità di alcune scene ci troviamo di fronte ad un film che non lascia il segno, un film che vi dimenticherete quasi subito.

Sufficiente per l’idea e per l’originalità ma nulla di più.

P.S.: Basato sull’omonimo racconto di Isaac Asimov e sul suo susseguente romanzo “Robot NDR-113”.

PERSONAGGI ED INTERPRETI

Robin Williams: Andrew Martin
Sam Neill: Richard Martin (Signore)
Wendy Crewson: Rachel Martin (Signora)
Hallie Kate Eisenberg: Amanda Martin (Piccola Miss) a 7 anni
Embeth Davidtz: Amanda Martin (adulta); Portia Charney
Lindze Letherman: Grace Martin (Miss) a 9 anni
Angela Landis: Grace Martin (adulta)
Stephen Root: Dennis Mansky, Presidente della Robotics
Oliver Platt: Rupert Burns
Kiersten Warren: Galatea
Bradley Whitford: Lloyd Charney
George D. Wallace: 1º Presidente del Congresso Mondiale
Lynne Thigpen: 2º Presidente del Congresso Mondiale

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