![]() DATI FILMOGRAFICI Titolo originale: NICK CARTER Lingua originale: ITALIANO Paese di produzione: ITALIA Anno: 1972 Durata: … min. – Durata episodio: 5/10 min. ca. Regia: GUIDO DE MARIA Genere: ANIMAZIONE Distribuzione: NO STREAMING Numero di puntate: 28 – Numero di stagioni: 2 Giudizio: 90/100 |
TRAMA
Nick Carter è un personaggio immaginario dei cartoni animati e dei fumetti creato da Bonvi e da Guido De Maria per la trasmissione televisiva Gulp! I Fumetti in TV nel 1972 che raggiunse un notevole successo negli anni settanta tanto da divenire il personaggio principale del programma che continuò, con il nome SuperGulp! con diverse edizioni fino al 1981. Il successo conseguito in televisione portò Bonvi a chiedere il permesso all’altro autore, Guido De Maria, di realizzare un’opera interamente a fumetti dal titolo Nick Carter Story che comparve su molti periodici dell’epoca quali il Corriere dei Piccoli e il Corriere dei Ragazzi e, nel corso degli anni, in numerose pubblicazioni e su volumi antologici. Al personaggio sono state intitolate due pubblicazioni a fumetti nel 1976 e nel 1991. Il fumetto è divenuto un classico e si trovano frequenti citazioni, riferimenti e omaggi al personaggio e al suo mondo e famosi tormentoni della serie sono entrati nel lessico corrente.
«Ebbene sì, maledetto Carter! Hai vinto anche stavolta!» (Frase pronunciata da Stanislao Moulinsky a Nick Carter)
Il personaggio nasce come parodia dell’omonimo detective letterario creato da John Russel Coryell nel 1886 e per essere il protagonista di una serie di cartoni animati trasmessi all’interno programma televisivo Gulp! I fumetti in TV prodotto dalla Rai nel 1972. In realtà più che cartoni animati sarebbe più corretto definirli “fumetti televisivi”, dato che l’animazione consisteva nella semplice riproduzione di vignette montate con opportuni accorgimenti e dissolvenze per dare l’idea del movimento. L’episodio pilota che darà vita alla serie televisiva, Il mistero dei dieci dollari, venne realizzata da Bonvi e De Maria tra il 1969 e il 1970 su richiesta di Giancarlo Governi, responsabile dei “Programmi Speciali” e trasmesso nel 1972 come provino per la Rai.
Nella New York degli anni quaranta, Nick Carter è un investigatore privato molto basso con un berretto in stile Sherlock Holmes, un impermeabile in stile Humphrey Bogart e un papillon rosso a pois. Ha due spalle che fungono da aiutanti: Patsy, un gigante buono ma un po’ tonto e Ten, un saggio cinese sempre pronto a sfornare massime in rima adatte all’occasione e che immancabilmente incominciano con «Dice il saggio». Nascendo come parodia di una serie gialla investigativa ne segue anche i canoni classici con l’inevitabile finale dove il protagonista svela il mistero e smaschera il colpevole di turno che il più delle volte è Stanislao Moulinsky, “falso barone spagnolo”, capace di mascherarsi da qualsiasi cosa (ad esempio, da cassaforte, da cavallo o da dirigibile) oppure il suo allievo prediletto Bartolomeo Pestalozzi da Pinerolo (che sembra essere stato introdotto per scherzo da De Maria all’insaputa di Bonvi). La classica conclusione degli episodi ripeteva la formula «Non sei *** (nome o personaggio variabile a seconda dell’episodio), bensì Stanislao Moulinsky, in uno dei suoi più riusciti travestimenti», a cui Moulinsky replicava con «Ebbene sì, maledetto Carter! Hai vinto anche stavolta!».
RECENSIONE
Ho avuto la fortuna di essere nato in un epoca in cui tutto era realizzato ottimamente, tra cui i programmi televisivi. Ed uno di questi era “Gulp” poi diventato “SuperGulp”, un contenitore al cui interno si trovavano cartoni animati come questo di “Nick Carter”, un piccolo gioiellino di animazione su un personaggio creato da quel genio di Bonvi (Cattivik, Sturmtruppen e altre creazioni), la cui regia è affidata ad un altro genio Guido De Maria, noto soprattutto per gli oltre 1200 “Caroselli” diretti.
Nick Carter ha segnato un’epoca lasciando una traccia ancora evidente ai giorni nostri, affiancato da due aiutanti: Patsy (un omone grosso) e Ten (un cinesino) e da un cattivo in particolare Stanislao Moulinsky.
Brevi episodi, al massimo dieci minuti, ma di una bellezza e perfezione unica, caratterizzati da frasi iconiche: Carter: “Ti ho riconosciuto, sei Stanislao Moulinsky”; Ten: “Tutto è bene quel che finisce bene e…”; Patsy: “…e l’ultimo chiuda la porta”.
Purtroppo non è rimasto molto in giro come streaming, qualche episodio su YouTube, però esiste un DVD con abbinato un fumetto che raccoglie gli episodi passati in televisione intitolato “Nick Carter” e un altro DVD dedicato al programma contenitore, “
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