PROFONDO ROSSO

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DATI FILMOGRAFICI

Titolo originale: PROFONDO ROSSO
Lingua originale: ITALIANO
Paese di produzione: ITALIA
Anno: 1975
Durata: 127 min.
Regia: DARIO ARGENTO
Genere: HORROR, GIALLO
Distribuzione: PRIME VIDEO

Giudizio: 90/100

TRAMA

Durante una conferenza sul paranormale, la sensitiva tedesca Helga Ulmann percepisce la presenza di un omicida tra il pubblico e, spaventata, è costretta a interrompere la seduta. Impaurita, dice a un collega, lo psichiatra Giordani, di sapere chi è la persona da lei percepita, scoperta che le sarà fatale in quanto quella sera il killer, che era rimasto nascosto nel teatro e aveva sentito le parole della sensitiva, entra in casa sua e la uccide brutalmente dopo averla colpita diverse volte con una mannaia. L’assassinio è preceduto dalla registrazione di un’inquietante ninna nanna per bambini, che la stessa sensitiva aveva percepito durante la conferenza.

Il pianista jazz Marc Daly, che abita nello stesso stabile di Helga, ha appena finito di provare con la sua orchestra e si trova nella piazza sotto casa sua con l’amico Carlo, anch’egli abile pianista, ma con gravi problemi di alcolismo. Qui i due sentono le grida della vittima e Marc la vede mentre viene scaraventata contro il vetro della finestra dalla quale stava chiedendo aiuto. Precipitatosi nell’appartamento può solo constatare la morte di Helga. Il commissario Calcabrini interroga Marc più come sospettato che come testimone e non sembra interessarsi molto delle parole dell’uomo. Quando torna a casa a notte inoltrata, Marc trova l’amico Carlo ancora in piazza, pesantemente ubriaco, e gli confida di aver notato un quadro entrando nell’appartamento del delitto, quadro che poi è misteriosamente scomparso. Carlo commenta che quel quadro forse è stato fatto sparire perché nascondeva qualcosa di importante.

Anche la giovane giornalista Gianna Brezzi è interessata alle indagini sull’omicidio, dal quale spera di ricavare un buon articolo, e inizia a indagare con Marc, che inizialmente mal sopporta il comportamento spregiudicato e disinvolto della ragazza che, al contrario, sembra fin da subito attratta dal pianista.

Marc si reca dalla madre di Carlo, un’ex-attrice teatrale con segni di demenza, che lo indirizza da un amico del giovane. Questi, dichiaratamente omosessuale, ha un rapporto molto ambiguo con Carlo, il quale si dichiara come non eterosessuale. Marc parla ancora con l’amico riguardo al quadro sparito, incuriosito dalle sue parole. Carlo tuttavia dà la colpa al suo stato di ubriachezza e gli consiglia di dimenticare questa brutta storia e fuggire per non essere preso di mira dall’assassino. La sera stessa, mentre Marc si esercita al pianoforte, l’assassino riesce a entrare in casa sua. Marc avverte la sua presenza sentendo la stessa canzoncina che aveva preceduto la morte di Helga: sta per essere aggredito, ma una telefonata di Gianna gli permette di barricarsi nella sala approfittando dell’effetto sorpresa. Il killer fugge, non prima di averlo minacciato di morte.

Il giorno seguente, Giordani dichiara che si tratta probabilmente di un paziente schizofrenico, che si serve della ninna nanna per ricreare il clima di un precedente omicidio. Il brano tra l’altro avrebbe un collegamento con la “leggenda della villa del bambino urlante”, come riportato nel saggio Fantasmi di oggi e leggende nere dell’età moderna. Attraverso il libro, Marc risale all’autrice Amanda Righetti, ma l’assassino, che sembra spiare i suoi movimenti, la rintraccia prima di lui. La sventurata scrittrice viene brutalmente assassinata in casa sua e il suo volto viene ustionato nell’acqua bollente della vasca da bagno. Marc troverà il cadavere qualche ora dopo. Avvertita Gianna, inizia a temere che si possa sospettare di lui; la giornalista gli consiglia di scappare, ma Marc non ne vuole sapere e tra il pianista e la giornalista inizia a nascere qualcosa. Marc avverte Giordani, che il giorno successivo, in un sopralluogo sulla scena, riesce con un’intuizione a ricostruire la dinamica della morte di Amanda: prima di morire, la donna aveva scritto sul muro il nome di chi l’aveva uccisa sfruttando il vapore prodotto dall’acqua calda.

Marc riesce a rintracciare la villa della leggenda, disabitata da molti anni, facendosi dare le chiavi da Rodi, il custode che vive nelle vicinanze, e vi trova nascosto in una parete un disegno infantile. Grattando via la parete, scopre che il disegno raffigura un bambino armato di un coltello insanguinato. Nel frattempo Giordani, dopo la sua scoperta, forse temendo per la sua vita, scrive appunti e tenta di avvisare Marc. Il killer però riesce a ucciderlo dopo averlo spaventato con un manichino mobile usato per distrarlo, colpendolo alle spalle e finendolo con un grosso tagliacarte.

Scosso per la morte di Giordani e convinto di essere il prossimo obiettivo dell’assassino, Marc decide di lasciare la città invitando Gianna, con la quale ha iniziato una relazione, a partire per la Spagna, ma, osservando meglio una foto della villa, nota che una finestra è stata murata. Cerca di avvisare Carlo e lascia un messaggio a Gianna e si reca nuovamente nell’inquietante struttura, abbattendo a colpi di piccone un muro: scopre così una stanza segreta, dove giace un corpo mummificato. Sconvolto, Marc indietreggia e viene tramortito. Quando si risveglia è all’esterno, Gianna è al suo capezzale mentre la residenza è in fiamme. Recatisi in casa del custode, i due notano un disegno identico a quello nella villa eseguito dalla figlia Olga, la quale confida di essersi ispirata a un altro, rinvenuto nell’archivio della sua scuola. Giunti sul posto, Gianna decide di avvertire la polizia dopo aver sentito un rumore, ma viene chiamata da una voce. Non vedendola tornare, Marc la va a cercare e scopre che è stata pugnalata. Egli poi realizza chi è l’autore del disegno, risalente al 1950: Carlo, allora bambino. Questi, giunto sul posto, gli punta una pistola e gli rinfaccia di non avergli dato retta quando gli aveva detto di scappare, così ora è costretto a ucciderlo, pur volendogli bene. L’arrivo delle forze dell’ordine mette in fuga il giovane, ma una volta in strada questi muore investito da un’auto, dopo essere stato trascinato per diversi metri da un camion.

Dopo aver saputo che Gianna è fuori pericolo nonostante la coltellata, Marc torna a casa: camminando per la piazza si rende conto dell’estraneità di Carlo all’omicidio della sensitiva, in quanto si trovava con lui in quel momento. Gli tornano in mente le parole dell’amico riguardo al quadro scomparso, sicché torna sulla scena del delitto, per rendersi conto che non c’è mai stato un quadro in quel punto, ma uno specchio, e che quello che Marc aveva visto era il volto dell’assassino, ovvero l’anziana madre di Carlo, che lo ha seguito e appare davanti a lui per ucciderlo. La donna, malata di mente, aveva assassinato suo marito, che voleva riportarla in clinica contro la sua volontà, davanti al loro figlioletto, per poi murare il cadavere nella villa; Carlo l’aveva coperta in tutti quegli anni, ma rimasto traumatizzato al contempo aveva realizzato i disegni raffiguranti il delitto. Marc tenta la fuga ma viene raggiunto dalla donna, che lo ferisce alla spalla con una mannaia. Durante la colluttazione, il medaglione di lei s’impiglia nell’inferriata dell’ascensore. L’uomo, sanguinante, preme il pulsante di rimando, e la cabina, tirando con sé la collana, decapita la donna, ponendo fine alla catena degli efferati omicidi.

L’ultimo fotogramma, su cui parte la sigla di coda, mostra l’immagine di uno sgomento Marc riflessa nella pozza di sangue conseguente alla decapitazione della donna: il “profondo rosso” che dà il nome a tutta la pellicola.

RECENSIONE

Colonna sonora: Goblin. Cast: Hemmings, Nicolodi, Lavia, Pagni, Calandra, Mauri e Calamai (solo per citare i primi). Regia: Dario Argento. Considerando i tre punti esposti che cosa poteva venire fuori? Un capolavoro, un film che dopo quasi cinquant’anni non ha perso il suo carisma.

Assolutamente da vedere e rivedere.

PERSONAGGI ED INTERPRETI

David Hemmings: Marc Daly
Daria Nicolodi: Gianna Brezzi
Gabriele Lavia: Carlo
Macha Méril: Helga Ulmann
Eros Pagni: commissario Calcabrini
Giuliana Calandra: Amanda Righetti
Glauco Mauri: professor Giordani
Clara Calamai: madre di Carlo
Geraldine Hooper: Massimo Ricci
Furio Meniconi: Rodi
Nicoletta Elmi: Olga
Liana Del Balzo: Elvira
Piero Mazzinghi: signor Bardi
Jacopo Mariani: Carlo da bambino
Salvatore Baccaro: fruttivendolo
Salvatore Puntillo : poliziotto

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