![]() DATI FILMOGRAFICI Titolo originale: QUESTA È LA VITA Lingua originale: ITALIANO Paese di produzione: ITALIA Anno: 1954 Durata: 96 min. Regia: ALDO FABRIZI, GIORGIO PASTINA, MARIO SOLDATI, LUIGI ZAMPA Genere: COMMEDIA, DRAMMATICO Distribuzione: PRIME VIDEO Giudizio: 60/100 |
TRAMA
La pellicola racconta quattro episodi tratti dalle novelle pirandelliane: La giara, Il ventaglino, La patente e Marsina stretta. La pellicola è presentata dall’attore e doppiatore Emilio Cigoli, che spiega il senso dei quattro episodi da una sala doppiaggio.
La giara
L’episodio è diretto da Giorgio Pàstina.
Don Lolò Zirafa, un proprietario terriero ignorante e prepotente, ha paura che la sua grossa giara si rompa per causa di un temporale che sta per arrivare e l’affida ad un suo dipendente che la spacca. Infuriato, Don Lolò accusa tutti e una volta calmo sotto il consiglio di uno dei contadini chiama il mastro Zi’ Dima per aggiustare la giara, ma questi ci rimane incastrato dentro, e preferisce rimanere nell’insolita situazione piuttosto che pagare a don Lolò i danni della nuova rottura della giara che gli permetterebbe di uscire. Il padrone, non avendo più scelta, manda la giara a rotolare contro un albero, lasciando uscire Zi’ Dima ma distruggendo il contenitore questa volta irreparabilmente.
Il ventaglino
L’episodio è diretto da Mario Soldati.
Tuta, una ragazza madre, non ha più un lavoro e non sa come nutrire il suo bambino.
Ai giardini pubblici incontra un’altra donna che le regala un pezzo di pane, ma il figlio di una signora benestante, per fare un dispetto al suo coetaneo povero, si appropria del pane e lo getta nella fontana; la signora, mossa a pietà, regala pochi soldi a Tuta, ma questa, apparentemente senza alcuna ragione logica, usa il denaro per comprare un ventaglio da un venditore ambulante. Poco dopo Tuta sembra prendere in considerazione l’idea di prostituirsi per vivere con un qualche agio.
La patente
L’episodio è diretto da Luigi Zampa.
Rosario Chiarchiaro è considerato portatore di sfortuna del paese: il pregiudizio impedisce all’uomo e alla sua famiglia di vivere serenamente pensando di ricorrere alle vie legali, ma ha un ripensamento e anzi pensa di usare il pregiudizio a proprio vantaggio, esigendo denaro alle persone vicine per farlo allontanare. Il progetto viene accettato e Rosario detta alla propria figlia, in lacrime per la vergogna e l’umiliazione, il listino dei prezzi che l’uomo chiede per allontanarsi da situazioni a rischio.[1]
La voce narrante tuttavia conclude prefigurando un destino più roseo per Rosario Chiarchiaro e la sua famiglia con l’abbandono della professione di iettatore.
Marsina stretta
L’episodio è direttoda Aldo Fabrizi.
Il corpulento professor Fabio Gori viene invitato alle nozze di una sua ex allieva, e per l’occasione si fa prestare una marsina che però è irrimediabilmente troppo stretta per lui: d’altra parte l’uomo non intende rinunciare a indossarla. Giunto a casa della sposa, viene a sapere che la madre di lei è morta per l’emozione di vedere la ragazza maritata. I parenti dello sposo, ricchi, arroganti e contrari al matrimonio, intendono sfruttare l’occasione del lutto per rimandare indefinitamente le nozze: ma Gori, rendendosi conto che il futuro marito è una persona perbene e che renderebbe felice la sua ex allieva, e anche che, se si perdesse l’occasione, i parenti di lui sarebbero in grado di allontanare definitivamente i due giovani, insiste perché il matrimonio si celebri lo stesso malgrado la disgrazia, e riesce nel suo intento. Alla fine confessa di aver trovato la forza di reagire alle ipocrite proteste dei parenti dello sposo proprio per lo stato di irritazione dovuto al fatto di indossare un indumento così stretto.
RECENSIONE
Film ad episodi (quattro), come i registi, tra alti e bassi.
Su grandi livelli l’episodio interpretato da Totò (La patente), insufficiente l’episodio “La giara”.
Da vedere.
| PERSONAGGI ED INTERPRETI La giara, regia di Giorgio Pàstina Turi Pandolfini: zi’ Dima, mastro del paese Natale Cirino: Don Lolò Zirafa Antonio Nicotra: compare Peppe Domenico Modugno: ‘Ntoni Franca Gandolfi: Trisuzza Salvo Libassi: avvocato Scimè Agostino Manna: Fillicò Carmelo Di Giovanni: Tararà Il ventaglino, regia di Mario Soldati Myriam Bru: Tuta Andreina Paul: donna benestante Giorgio Costantini: venditore di ventagli Pina Piovani: popolana ai giardinetti Giovanna Cigoli: anziana ai giardinetti Mario Corte: uomo che legge il giornale Antonio La Raina: corazziere La patente, regia di Luigi Zampa Totò: Rosario Chiarchiaro Armenia Balducci: Rosinella Chiarchiaro Mario Castellani: giudice istruttore D’Andrea | Nino Vingelli: venditore di fuochi artificiali Anita Durante: moglie di Rosario Fiorella Marcon: figlia di Rosario Isabella Nobili: figlia di Rosario Attilio Rapisarda: l’usciere Carlo Giuffré: il professore Marsina stretta, regia di Aldo Fabrizi Aldo Fabrizi: professor Fabio Gori Walter Chiari: Andrea Migri, lo sposo Lucia Bosè: Angela Reis, la sposa Carlo Romano: Carlo Migri Ada Dondini: Gina Migri Luigi Pavese: colonnello Franco Alonzo Zoe Incrocci: sorella di Andrea Lauro Gazzolo: l’amministratore Jone Morino: moglie dell’amministratore Paolo Ferrara: testimone di Andrea Gorella Gori: moglie del testimone Amalia Pellegrini: Adele Amina Pirani Maggi: madre di Ofelia Giovanni Grasso: il portiere Emilio Cigoli: narratore |







