THE ELEPHANT MAN

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DATI FILMOGRAFICI

Titolo originale: THE ELEPHANT MAN
Lingua originale: INGLESE, FRANCESE
Paese di produzione: USA, REGNO UNITO
Anno: 1980
Durata: 124 min.
Regia: DAVID LYNCH
Genere: DRAMMATICO, BIOGRAFICO
Distribuzione: PRIME VIDEO

Giudizio: 80/100

TRAMA

Nella Londra di fine Ottocento, il povero deforme John Merrick viene scoperto da un medico di buon cuore, il dottor Frederick Treves, durante uno spettacolo di strada gestito dall’avido e malvagio signor Bytes. Merrick presenta numerose deformazioni in gran parte del corpo, soprattutto nel capo, per via della sua sindrome di Proteo, tanto da venire soprannominato l’Uomo Elefante; per non essere deriso quando cammina in mezzo alla gente comune, Merrick indossa in testa un sacco bucato cucito a un cappello, in modo tale da coprire le deformità del viso e del cranio. Bytes si ritiene il proprietario di Merrick, tanto che vuole essere pagato per cederlo a Treves, che per un breve periodo lo porta al suo ospedale per mostrarlo ai colleghi. Appena Merrick fa ritorno dal suo “proprietario”, il quale è in stato di ebbrezza, viene picchiato violentemente davanti al giovane aiutante di Bytes. Treves arriva in aiuto di Merrick e lo riporta in ospedale.

In ospedale l’aspetto di Merrick terrorizza le infermiere, così Treves è costretto a trasferirlo in quarantena e a sottoporlo alla tutela della capo-infermiera Madre Shead. Treves durante il primo giorno di ricovero parla col direttore dell’ospedale, Mr. Francis Carr Gomm, il quale gli ricorda di non poter tenere sotto osservazione persone incurabili. Per dimostrare che l’uomo deforme non è completamente ritardato, Treves gli insegna alcune parole da dire all’arrivo del direttore. Contrariamente a quanto previsto, l’uomo ripete solo meccanicamente qualche frase e il direttore se ne va, ma inaspettatamente Merrick pronuncia ad alta voce il ventitreesimo salmo della Bibbia e lo fa tornare sui suoi passi; il direttore si convince e gli concede di restare.

Col passare dei giorni, si viene a scoprire il carattere sensibile e sofisticato di Merrick, che lo nascondeva per non essere maltrattato ancora di più da Bytes. Il caso dell’Uomo Elefante giunge alla corte della regina Vittoria, la quale apre una colletta per permettere di dare adeguate cure all’uomo. Treves, affascinato da lui, lo porta in visita a casa sua a prendere il tè e gli fa conoscere la sua consorte, Anne. Durante lo scambio di parole, Merrick mostra alla signora Treves il suo più prezioso oggetto di valore: una foto di sua madre.

Dopo questi episodi, Merrick viene visitato dalla nota attrice teatrale Miss Madge Kendall, la quale gli regala un suo autoritratto e la tragedia di Shakespeare Romeo e Giulietta. La visita dell’attrice ottiene ampia eco in tutto il paese e molti aristocratici e rappresentanti dell’alta borghesia vogliono conoscere Merrick. Nonostante la positività degli avvenimenti, Madre Shead esprime il suo disappunto a Treves, dicendogli che sta continuando a trattare Merrick come un fenomeno da baraccone, anche se è celebrato da una classe superiore. Tutto ciò turba fortemente Treves, che inizia a domandarsi se sta facendo le cose giuste per Merrick o no.

Durante una riunione del consiglio riguardo al tempo indeterminato del mantenimento di Merrick, la patrona reale dell’ospedale, Alexandra, porta un messaggio da parte della regina Vittoria, affermando che i fondi per il mantenimento permanente di Merrick all’ospedale sono stati finanziati. Ma proprio allora Merrick viene rapito da Bytes dopo che, all’insaputa di tutti, Jim, un violento e disonesto guardiano notturno dell’ospedale, aveva fatto entrare prostitute e alcolizzati per tormentare Merrick e per guadagnare soldi. Bytes, quindi, lo porta nell’Europa continentale, dove lo esibisce in circhi e fiere, sottoponendolo a trattamenti disumani. Un giorno, durante uno spettacolo in Belgio, Merrick, debole e morente, crolla per terra, così Bytes, ubriaco, lo chiude furiosamente in una gabbia di notte con alcune scimmie, a lasciarlo morire. Alla scoperta del rapimento di John Merrick e grazie a un testimone, Treves prende provvedimenti contro il vile guardiano notturno dell’ospedale insieme a Madre Shead. Intanto Merrick viene aiutato dai suoi compagni fenomeni da baraccone, che riescono a farlo fuggire e gli procurano i mezzi per un viaggio di ritorno a Londra.

Arrivato alla stazione di Liverpool Street, Merrick viene tormentato da un gruppo di ragazzini e scappa, ma durante la corsa colpisce accidentalmente una bambina, suscitando l’ira dei presenti che lo privano della maschera e lo inseguono fino al bagno della stazione dei treni, dove Merrick sviene dalla stanchezza dopo essersi sfogato «No!!! Io… non sono un elefante! Io non sono un animale, sono un essere umano!!! Un uomo… un uomo!». Mentre Treves inizia le ricerche di Merrick, eccolo arrivare scortato in ospedale da Scotland Yard. Treves e i dottori scoprono che Merrick è prossimo alla morte per via di una broncopneumopatia cronica ostruttiva. La sera, Merrick viene invitato a teatro dalla signora Kendall per vedere una pantomima basata sulla fiaba de Il gatto con gli stivali, e lì viene accolto calorosamente dal pubblico presente alla fine dello spettacolo.

Tornato in ospedale, Merrick ringrazia Treves per tutto ciò che ha fatto per lui, chiamandolo più volte “amico”. Terminata la conversazione con Treves, Merrick si sdraia supino sul letto, togliendo tutti i cuscini che fungevano da sostegno per la massa abnorme del capo. Merrick sa che tale posizione di riposo, uguale a quella degli esseri “normali”, gli provocherà la morte per soffocamento; oramai deciso, muore nella serenità e nella pace che ha sempre desiderato e mai avuto. Nell’ultima scena si intravede Mary Jane, la madre di John, accoglierlo nell’infinito dell’universo citando il monologo “Niente morirà mai” di Tennyson.

RECENSIONE

“The Elephant Man” è un film “pesante”, disturbante, un pugno nello stomaco e la scelta del bianco e nero da parte del regista, David Lynch, non aiuta andando a creare un’atmosfera ancora più cupa e fumosa, ma è un’ottimo film.

Un film che denuncia cosa devono subire le persone con una disabilità nella società, figuriamoci una persona come Merrick, vissuta alla fine del 1800 (età vittoriana) in un’epoca ancora più ristretta come mentalità.

Il film è la biografia di Joseph Merrick, “The Elephant Man”, che è vissuto tra il 1862 e il 1890 tra Leicester e Londra e soffriva di una patologia estremamente rara. Solo nel 1979 Michael Cohen identificò per primo uno stato morboso che nel 1983 fu chiamato, da Hans-Rudolf Wiedemann, sindrome di Proteo, patologia che nel 1986 fu attribuita a Merrick.

Un film sui mostri o freak? No un film su una persona con una disabilità fisica che però a causa della società e del giudizio delle persone è costretto a vivere con un cappuccio in testa o nascosto. Usato come fenomeno da baraccone nei freak show, sbeffeggiato dal pubblico, deriso, “schifato” e relegato ai margini della società. Tanto che nel film non è in evidenza la paura di vedere il “mostro” ma la paura del “mostro” di essere visto (non vi erano specchi nelle stanze vissute da Merrik) ed essere giudicato, neanche la deformità fosse una sua colpa.

Il cast ci regala il grandissimo Anthony Hopkins nel ruolo del Dr. Frederick Treves, l’altrettanto grande John Hurt nel ruolo di John Merrick e Anne Bancroft nel ruolo di Madge Kendal. Un cast ottimo e ottimamente caratterizzato da David Lynch.

Come già detto “The Elephant Man” è un film “pesante”, un film che ci lascia un macigno dentro ma un film che ci fa riflettere che ci presenta un’uomo sconosciuto ai più che ha vissuto una vita (se si può chiamare vita) allucinante.

Assolutamente da vedere.

P.S.: Il film è stato adattato dai libri “The Elephant Man and Other Reminiscences” del dottor Frederick Treves del 1923 e “The Elephant Man: A Study in Human Dignity” di Ashley Montagu del 1971.

Per realizzare il trucco su John Hurt, il regista David Lynch ottenne il permesso di prelevare dei calchi del corpo di Merrick, conservati tuttora nel museo del Royal London Hospital.

PERSONAGGI ED INTERPRETI

Anthony Hopkins: Dr. Frederick Treves
John Hurt: John Merrick / Uomo Elefante
Hannah Gordon: Anne Treves
Anne Bancroft: Madge Kendal
John Gielgud: Francis Carr Gomm
Wendy Hiller: madre Shead
Freddie Jones: Bytes
Michael Elphick: Jim, il guardiano notturno
John Standing: Dr. Fox
Helen Ryan: principessa Alexandra
Dexter Fletcher: ragazzo di Bytes
Hugh Manning: Broadneck
Phoebe Nicholls: Mary Jane Merrick
Kenny Baker: nano del circo

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