TOTO’ DIABOLICUS

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DATI FILMOGRAFICI

Titolo originale: TOTO’ DIABOLICUS

Lingua originale: ITALIANO, FRANCESE
Paese di produzione: ITALIA, FRANCIA
Anno: 1962
Durata: 92 min.
Regia: STENO
Genere: GIALLO, NOIR, COMMEDIA
Distribuzione: RAI PLAY

Giudizio: 75/100

TRAMA

Roma, anni 60. Il marchese Galeazzo di Torrealta di ricca e nobile famiglia napoletana viene trovato assassinato nella sua villa dalla fidanzata. Sul cadavere l’omicida lascia un biglietto con la sua firma: Diabolicus; questi, il giorno prima, aveva inviato al marchese un filmino che ne preannunciava l’omicidio. Le indagini della polizia condotte dal Commissario Mantovani e l’ispettore Scalarini, si concentrano sui quattro fratelli della vittima, sospettati di avere ucciso il marchese per venire in possesso della ricca eredità di famiglia, ma questi ultimi sembrano avere tutti un alibi di ferro (anche se a beneficio della suspense narrativa si scoprirà che tutti hanno in realtà qualcosa da nascondere).

La plurivedova baronessa Laudomia anziana e sposata con il giovane Barone Lallo, sempre in preda a manie di giovanilismo e a ad un gusto del macabro che la portano ad augurare a tutti la morte prematura (fatto già accaduto ai primi due suoi mariti), dice di essere andata al cinema, sebbene le sue dichiarazioni non convincano. Il generale Scipione, eroe di guerra e sansepolcrista nostalgico dei tempi del fascismo, manifesta annebbiamenti mentali (di fatto è convinto che al potere ci sia ancora il Duce e comanda plotoni di camice nere, impersonate da disoccupati e comparse di Cinecittà) e non fornisce alcuna indicazione utile ai poliziotti. Infine il chirurgo Carlo, primario, luminare della scienza e medicina (la cui giovane e avvenente moglie ha una relazione segreta con Lallo, terzo marito di Laudomia) dichiara di essere rimasto tutta la notte in sala operatoria. Quanto al mite e casto monsignor Antonino, gli inquirenti non insinuano ovviamente neanche il minimo sospetto e non lo interrogano.

Due sere dopo l’assassinio, Diabolicus invia tre lettere anonime: una alla polizia per sviarla nelle indagini, le altre due a Carlo e a Scipione per farli andare a casa di Laudomia. E qui scatta la trappola di Diabolicus, che uccide in un colpo solo i tre fratelli mentre giocano a biliardo. Monsignor Antonino, rimasto l’unico superstite della famiglia ed erede unico, decide di lasciare i beni dei suoi poveri cari a un fratello segreto, frutto di un peccato di gioventù di suo padre. L’uomo, tale Pasquale Bonocore, è sempre stato bistrattato dalla sua famiglia, e adesso si trova in galera per furto.

Pasquale, appreso dell’improvvisa fortuna ereditata, riesce a concordare la scarcerazione in cambio dei nomi dei complici di un furto al quale aveva partecipato. Sistematosi in una lussuosa villa grazie alla nuova ricchezza acquisita, è sorvegliato tanto dalla polizia che sospetta che ora Diabolicus possa colpire proprio lui, quanto da un servizio di protezione privato cui Pasquale si affida per diffidenza. Infatti, una notte, l’uomo viene aggredito da una figura misteriosa che indossa la famigerata tuta di Diabolicus, ma la polizia, appena sopraggiunta, scopre che in realtà si tratta di Gigi “lo sfregiato”, un ex-collega di Pasquale finito in galera dopo la sua confessione ed evaso nel tentativo di vendicarsi.

Nel frattempo, Diana, l’amante di Galeazzo, viene urgentemente convocata da monsignor Antonino. Insospettita dagli strani comportamenti del prelato, il quale la invita a fumare, bere alcolici e ballare, la donna scopre che il monsignore in realtà è Galeazzo travestito dal fratello prelato. Galeazzo, vedendo assottigliarsi il suo patrimonio, aveva infatti deciso di uccidere tutti i suoi fratelli e la sera del “suo” delitto aveva convocato monsignor Antonino a casa sua per poi pugnalarlo, senza essere visto da nessuno, e creare una sostituzione di persona facendo credere di essere stato ucciso, mentre lui prendeva il posto del fratello; in seguito aveva assassinato gli altri tre fratelli. Ora a Galeazzo manca la parte finale del piano: uccidere Pasquale, camuffarlo da monsignore e travestirsi a sua volta da Pasquale, facendo ricadere la colpa di tutti i delitti sull’innocente Lallo, il terzo marito di Laudomia, rinchiuso in camera sua dopo essere stato addormentato con un sonnifero.

Galeazzo attua il piano, grazie anche alla collaborazione di una riluttante Diana, e fa arrestare l’incredulo Lallo; la polizia, però, scopre che la vittima non è monsignor Antonino, ma non è nemmeno Pasquale. L’ucciso, infatti, è il capo della sicurezza privata che protegge Pasquale e che si è sacrificato per il suo diffidente cliente, che aveva deciso di farsi sostituire durante la visita al fratello monsignore. Con Galeazzo in galera e con tanti soldi, Pasquale può finalmente star tranquillo. Tasse a parte…

RECENSIONE

Un Totò poliedrico che interpreta ben sei ruoli in questa commedia nera che scorre tra la commedia e il giallo, che è una parodia dei fumetti dell’uomo in nero per eccellenza, Diabolik.

Un ottimo film che esalta le doti di attore del Principe della risata, Da vedere.

P.S.: Nel film fa una breve apparizione il regista Steno, nei panni del bizzarro giardiniere della villa di Laudomia. La multi interpretazione di Totò è stata ispirata dalla performance dell’attore britannico Alec Guinness, che in “Sangue blu” interpretava ben otto ruoli.

PERSONAGGI ED INTERPRETI

Totò: Torquato Pezzella
Aldo Fabrizi: Fabio Topponi
Louis de Funès: Ettore Curto
Cathia Caro: Laura Topponi
Luciano Marin: Agostino Pezzella
Anna Campori: signora Pezzella
Nando Bruno: ubriaco sul ponte
Miranda Campa: signora Topponi
Fernand Sardou: Ernesto Topponi
Anna Maria Bottini: Mara Topponi
Ciccio Barbi: brigadiere Bardi
Elena Fabrizi: infermiera
Piera Arico: Maria, una commessa
Gianna Cobelli: commessa
Ignazio Leone: guardia forestale
Lamberto Antinori: Pirolli il funzionario dell’ufficio polizia tributaria
Pierugo Gragnani: dirigente della tributaria che ordina accertamento fiscale al negozio Pezzella
Cesare Fantoni: don Ignazio
Luciano Bonanni: un cliente

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