DOCTOR WHO (IL DOTTORE) – IL PERSONAGGIO (TERZA PARTE)

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Terza e penultima parte dell’articolo dedicato al Doctor Who.

NOME

Nel primo episodio Barbara Wright deduce erroneamente che il cognome del Dottore sia “Foreman”, in quanto il cognome della nipote Susan, nell’episodio successivo Ian Chesterton lo chiama “Dottor Foreman” e il Dottore risponde, confuso: “Eh? Dottor chi? Di cosa sta parlando?”, spiegando che il suo nome è proprio “il Dottore”.

Nella nuova serie è stato più volte suggerito che il nome sia tenuto segreto perché di estrema importanza. Quando Madame de Pompadour legge nella mente del Dottore, la donna commenta “Doctor who? È più di un segreto, vero?”. In seguito è stato ricordato che “Dottore” è un nome falso e che quello vero è tenuto nascosto, in un dialogo tra il Maestro e il Decimo Dottore viene inoltre rivelato che i due personaggi hanno precedentemente scelto i rispettivi soprannomi.

Nell’episodio “Il codice shakespeariano” il Dottore affronta un alieno, un “carrionite”, che ha il potere di leggere il nome di una persona scrutando il suo animo, ma nel caso del Dottore non riesce a scoprire il suo, affermando che è come se non ne avesse uno.

L’Undicesimo Dottore riassume la questione dicendo: “Sono il Dottore. Beh, tutti mi chiamano “il Dottore”, non so perché; anch’io mi chiamo “il Dottore”, e non so perché”.

In “Frammenti di memoria” il personaggio di River Song, che ha conosciuto il Dottore nel suo passato, gli dice di sapere il suo vero nome, il Dottore è incapace di capire per quale motivo possa averglielo rivelato, e ne rimane particolarmente colpito.

Il Dottore tiene nascosto un libro nella biblioteca del TARDIS, “La storia della Guerra del Tempo”, in cui è scritto il suo nome; la sua compagna di viaggio, Clara Oswald, legge il nome e chiede al Dottore perché si fa chiamare così in quanto lui ha un nome suo; ma il Dottore attraverso una fessura temporale del TARDIS riscrive la storia facendo sì che Clara dimentichi quel nome.

Nell’episodio “Il nome del Dottore” si scopre che il Dottore ha usato il suo misterioso nome come parola d’ordine per accedere alla sua tomba sul pianeta Trenzalore, il nome viene pronunciato sommessamente dalla memoria della defunta River Song (allo spettatore non viene fatto sentire). Sempre nello stesso episodio l’Undicesimo Dottore incontra una sua rigenerazione passata, il “Dottore Guerriero” (“War Doctor”) interpretato da John Hurt, e afferma che il nome che ha scelto, il Dottore, è come una promessa.

Promessa che è stata infranta da quella stessa rigenerazione (ponendo fine a Gallifrey e dunque alla specie dei Signori del Tempo), che quindi non merita il titolo di Dottore, venendo rinnegata e non entrando nel novero dei Dottori.

Nello speciale natalizio “Il tempo del Dottore”, il Dottore è stato più volte spronato dai Signori del Tempo a pronunciare il suo nome, ma lui riesce ugualmente a tenerlo nascosto.

Ne “L’inversione degli Zygon” Osgood chiede al Dottore quale sia il suo nome e lui le risponde di chiamarsi “Basil”, anche se è implicito che in realtà abbia mentito.
Poco prima di rigenerarsi nel Tredicesimo Dottore, afferma in maniera criptica che pur confidando il suo nome a qualcuno nessuno lo capirebbe, a eccezione dei bambini.

DOCTOR WHO?

In una gag ricorrente, il termine “Doctor Who” (ovvero “Dottore chi”) è utilizzato da tutti coloro che incontrando il personaggio per la prima volta chiedono, inevitabilmente, quale sia il suo vero nome. Nel serial “The Gunfighters” il personaggio assume ad esempio l’alias di “Dottor Caligari” e alla domanda “Dottor chi?” lui risponde: “Sì, esattamente”.

Sebbene utilizzato a volte nei titoli di coda, il personaggio non viene mai chiamato con il nome “Doctor Who”, escludendo rare eccezioni in cui il pronome è comunque usato umoristicamente.

Nel serial “The War Machines” ad esempio viene “richiesta la presenza di Doctor Who”, la macchina del Terzo Dottore, “Bessie”, ha sulla targa la scritta “WHO 1”, in “The Dæmons” il Dottore adotta l’alias “Great Wizard Qui Quae Quod” (corrispondente latino del pronome chi), nell’episodio pilota della nuova serie Rose Tyler scopre un sito internet dedicato alla ricerca del Dottore che riporta sulla home page la scritta “Doctor Who?”.

Il nome “Doctor Who” appare inoltre nel titolo del serial “Doctor Who and the Silurians” e in quello dell’episodio “The Death of Doctor Who”.

Nella nuova serie, alla domanda “Doctor Who?” viene assegnato un ruolo piuttosto importante nella trama. Essa sarebbe soggetta a una profezia che afferma: “Sui campi di Trenzalore, alla caduta dell’undicesimo, dove nessuna creatura vivente è in grado di mentire o di non rispondere se interpellata, verrà posta la più antica domanda dell’universo a cui non si dovrà mai dare risposta”.

Che la domanda in questione sia proprio “Doctor Who?” lo si rivela nell’episodio finale della sesta stagione, “Il matrimonio di River Song”, e la profezia si riferisce agli eventi di “Il tempo del Dottore”. La domanda è posta all’origine delle azioni del Silenzio, uno degli antagonisti del Dottore (si veda “Il Silenzio” e “La Chiesa del Silenzio”) e viene direttamente correlata con la morte di quest’ultimo.

Più tardi Missy afferma che Doctor Who è l’epiteto con cui in principio il Dottore si faceva chiamare, ovvero il suo vero nome, e che poi lo ha semplicemente abbreviato con Doctor (Dottore), facendo intendere che stesse solo scherzando.

IL TITOLO DI DOTTORE

Il Dottore ha spesso specificato di non essere un medico e si è invece fatto chiamare più volte scienziato o ingegnere.

Ha comunque dimostrato di avere una certa conoscenza medica e ha dichiarato di aver studiato medicina insieme a personaggi storici come Joseph Lister e Joseph Bell. Il Secondo Dottore dice di aver preso una laurea in medicina a Glasgow durante il XIX secolo, il Quarto Dottore viene onorato con una laurea presso il St. Cedd’s College di Cambridge nel 1960.

Un ufficiale chiede al Terzo Dottore se fosse effettivamente un dottore e questi gli risponde positivamente, specificando di essere un “dottore in tutto”. Lo stesso viene dichiarato dal Quarto, Quinto e Decimo Dottore.

Nella versione originale del serial “Robot”, il personaggio, parlando con un medico, commenta: “Tu sarai anche un dottore, ma io sono il Dottore. Un articolo determinativo, possiamo dire”. Tuttavia, nella versione doppiata in italiano del 1980, il Dottore si presenta qui come Doctor Who, e viene chiamato Doctor dai personaggi, come fosse un nome proprio.

Lo speciale del cinquantenario della serie spiega che il nome “Dottore” è stato scelto dallo stesso perché incarna una promessa: “(di essere) mai crudele o codardo, non mollare mai, non arrendersi mai” già accennata dal Maestro parlando con il Decimo Dottore nell’episodio “Il suono dei tamburi”. La rigenerazione nata durante “l’Ultima Grande Guerra del Tempo” non si considera un Dottore ma un Guerriero, infatti anche l’Undicesimo Dottore riferendosi a quella rigenerazione rinnegata (per aver infranto la sua promessa) sostiene che non merita il titolo di Dottore.

Il personaggio di River Song spiega che, dal momento che il Dottore ha viaggiato nel tempo e nello spazio aiutando e salvando popoli e razze dalla distruzione, le varie culture dell’Universo hanno adottato nei secoli il nome “Dottore” per indicare un “guaritore e un uomo saggio”, presso le Foreste Gamma, “Dottore” significherebbe diversamente “grande guerriero”, proprio per il fatto che il Dottore vi è andato in guerra.

ALIAS ED EPITETI

Per praticità il Dottore spesso utilizza diversi alias e soprannomi.

Il Primo Dottore usa per esempio lo pseudonimo di Dr. Caligari, mentre il secondo si fa chiamare “Doctor von Wer” (un’approssimazione del tedesco “Doctor who”) e si firma “Dr. W”.

Nel serial “The Wheel in Space” il compagno Jamie McCrimmon suggerisce al Dottore di farsi chiamare John Smith; questo soprannome venne usato da tutte le reincarnazioni successive ed è tuttora l’alias più utilizzato dal personaggio. Il Quarto Dottore viene chiamato “Thete” da un suo ex compagno di università, più tardi, viene rivelato che è solo un soprannome che sta per “Theta Sigma”.

In una profezia della “Faccia di Boe”, il Dottore viene chiamato “il Dio solitario”. Incontrando la regina Vittoria, si presenta con l’alias di Dr. James McCrimmon; successivamente, la regina gli dà invece il titolo di “Sir Lord of TARDIS”.

Presso i Dalek, i suoi più grandi nemici, il Dottore è conosciuto come “Ka Faraq Gatri”, ovvero “Colui che porta l’oscurità” o “Il distruttore dei mondi”; quest’ultimo epiteto è utilizzato anche da Davros con il Decimo Dottore. I Dalek lo chiamano inoltre “La tempesta che avanza” e questo nome è utilizzato dal Dottore stesso, nella sua undicesima reincarnazione. Nella settima stagione della nuova serie il Dottore viene chiamato, sempre dai Dalek, “il predatore dei Dalek”.

I Sontaran lo chiamano il “Cambiafaccia”, per via della sua capacità di cambiare aspetto ogni qual volta si rigeneri.

Nel filone narrativo della leggenda della Pandorica (quinta stagione della nuova serie) si afferma che il Dottore viene chiamato anche con i nomi di “Goblin” e “l’Illusionista”.

Nello speciale natalizio del 2016 Grant si riferisce a lui come il “dottor Mysterio”, mentre nello speciale natalizio del 2017 la Testimonianza lo chiama con lo pseudonimo di “Dottore della guerra”.

La Grande Intelligenza ha affermato che il Dottore è conosciuto anche con i nomi di “Tormenta” o “La Bestia”.

Gli autori hanno più volte inserito battute o leggeri riferimenti al nome, senza mai rivelarlo. Negli anni ottanta venne spesso utilizzato il punto interrogativo come simbolo del nome del Dottore, sia nella serie che nel merchandise: in un serial del 1978, per esempio, al Quarto Dottore viene chiesto di firmare un documento ed egli lo fa scrivendo un punto di domanda.

In un’intervista del 2003 Tom Baker dichiarò che il personaggio è chiamato “Dottore” poiché è un “dottore del tempo e relativa dimensione nello spazio”.

NEI TITOLI DI CODA

Per quasi vent’anni il personaggio venne indicato nei titoli di coda con il nome “Doctor Who” o “Dr. Who”, sebbene non sia mai stato chiamato in questo modo all’interno della serie. A partire dal 1982 nei titoli il nome dell’interprete affiancò invece il termine “The Doctor” (“Il Dottore”).

Nei titoli di coda della nuova serie del 2005 venne nuovamente utilizzato il nome “Doctor Who” fino a quando, nell’episodio “L’invasione di Natale”, non apparve nuovamente “The Doctor”. Quest’ultimo venne utilizzato in tutti gli episodi a venire.

Quando in un episodio compaiono più incarnazioni del personaggio, nei titoli di coda ogni rigenerazione viene identificata con la sua numerazione. Nello speciale del 2013 “Il giorno del Dottore”, nei titoli di coda il Decimo e l’Undicesimo Dottore vengono indicati con le loro numerazioni, mentre il War Doctor (sempre nello stesso episodio) viene chiamato semplicemente “The Doctor”.

I VIAGGI

Il Dottore viaggia sul TARDIS, astronave e al contempo macchina del tempo, che lo porta “non dove vuole andare, ma dove è necessario che lui vada”. È tradizionalmente accompagnato da uno o più compagni di viaggio che lo affiancano nelle sue avventure.

In quanto viaggiatore del tempo il Dottore è stato testimone ed è rimasto direttamente coinvolto in numerosi eventi storici sia del pianeta Terra sia dell’Universo in generale; ha infatti incontrato Leonardo da Vinci, William Shakespeare, H. G. Wells, Albert Einstein, Mao Tse-tung, Riccardo Cuor di Leone, Wyatt Earp, Marco Polo, Charles Dickens, Benjamin Franklin, Agatha Christie, la regina Victoria, Elisabetta I, Madame de Pompadour, Winston Churchill, Adolf Hitler, Michelangelo e Vincent van Gogh.

Una fotografia mostra che il Nono Dottore fu testimone dell’assassinio di John F. Kennedy. Il Quarto Dottore spiega che la sciarpa gli fu donata da Madame Nostradamus, mentre il Decimo Dottore sostiene che Janis Joplin gli abbia dato il suo cappotto lungo e di saper suonare l’organo per merito delle frequentazioni intrattenute con Ludwig van Beethoven. L’Undicesimo Dottore menziona il fatto di aver fatto parte della «squadra di bowling» di Virginia Woolf.

Il Dottore ha più volte infranto la legge dei Signori del Tempo riguardo al loro coinvolgimento negli eventi storici; spesso ha infatti deciso di combattere in prima persona contro il male nell’Universo, quando invece le regole lo vietano espressamente. Ciò lo ha portato ad essere considerato un rinnegato e un ricercato dalla sua stessa razza; per lo stesso motivo viene anche processato dall’Alto Concilio, per poi essere prosciolto grazie alle sue buone azioni. Il Secondo Dottore, a causa del suo interferire con la storia, viene condannato dall’Alto Concilio di Gallifrey a rigenerarsi nel Terzo Dottore e a rimanere in esilio sulla Terra, senza possibilità di usare il TARDIS.

Il Dottore si autoimpone alcune regole sul viaggio nel tempo, come per esempio non interferire mai sulla sua linea temporale, per paura che possa generarsi un paradosso.

Nella nuova serie è stato affrontato il tema del coinvolgimento temporale, lasciando il dubbio se sia possibile o no cambiare gli eventi passati: in un episodio l’Undicesimo Dottore ed Amy Pond incontrano ad esempio il pittore Vincent van Gogh circa un anno prima del suo suicidio; i due viaggiatori del tempo lo portano nel XXI secolo e gli mostrano una galleria d’arte dedicata alle sue opere, dandogli fiducia in sé stesso e speranza per il suo futuro. Tornando nel presente, però, scoprono che l’artista si è tolto la vita comunque e che le sue opere non sono mutate.

Come ha spiegato più volte alle sue compagne di viaggio, il tempo è fluido e mutevole, quindi può fuoriuscire dal suo percorso autonomamente, di conseguenza il Dottore a volte con i suoi viaggi fa in modo che le cose debbano andare come previsto nel corso della storia.

(continua nella quarta parte)

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