![]() DATI FILMOGRAFICI Titolo originale: DAYLIGHT Lingua originale: INGLESE Paese di produzione: REGNO UNITO Anno: 1996 Durata: 114 min. Regia: ROB COHEN Genere: AZIONE, THRILLER, DRAMMATICO Streaming: CHILI Giudizio: 65/100 |
TRAMA
New York, USA: Kit Latura, tassista ed ex dipendente dei Servizi Medici di Emergenza, entra in azione quando, dopo un’esplosione di gas tossici, dovuti ad un incidente stradale causato da un gruppo di teppisti, un gruppo composto da dodici superstiti rimane imprigionato nel tunnel sottomarino del fiume Hudson che collega Manhattan al New Jersey.
Mentre la parte sud del tunnel è ancora in fase di evacuazione, Kit trova al lavoro i suoi ex colleghi e li convince a mandarlo nel tunnel, convinto che poi troverà una via di fuga. Passando per i condotti di aerazione di una stazione idrica, dopo ad aver bloccato temporaneamente le ventole, arriva fin sotto il tunnel sotterraneo e riesce a contare una dozzina di persone. Inizialmente la situazione pareva essere in mano a Roy Nord, che muore durante il crollo di alcuni condotti, insieme a un carcerato. Kit però viene solo rimproverato dai superstiti che gli rinfacciano una sua precedente missione nel Bronx finita male.
Subito dopo il tunnel cede e l’acqua del fiume vi penetra, allagando lentamente la galleria. Qui Kit usa degli esplosivi, rallentando il corso dell’acqua, dove però rimane gravemente ferito il poliziotto George Tyrell che si rassegna alle sue condizioni e si lascia abbandonare in cambio che Kit restituisca alla fidanzata Grace il braccialetto che le doveva restituire.
Kit riesce successivamente a trovare un passaggio e decide di provare ad uscire attraverso la stanza dove si riposavano gli operai durante la costruzione del tunnel. Qui tuttavia vi muore assiderata Eleanor tra le braccia del marito Roger.
Grazie a dei topi, Kit e i superstiti riescono a trovare una via di fuga, ma l’ex paramedico non riesce a fuggire percorrendo la scala che li avrebbe portati verso la salvezza, in quanto, a causa del salvataggio del cane di Eleanor e Roger, precipita nelle acque che ormai stavano allagando completamente il tunnel.
Anche Madelyne cade in acqua nel tentativo di salvarlo, Kit ordina così a tutti di procedere, restando apparentemente destinato all’annegamento. Ma riuscirà a salvarsi facendo saltare con l’esplosivo la parte superiore del tunnel e lasciandosi risucchiare verso la superficie, insieme a Madelyne, dal vuoto creato dall’esplosione.
Durante il trasporto verso l’ambulanza, a Kit viene offerto di tornare nella sua squadra. Lungo lo stesso tragitto incontra infine Grace, restituendole il braccialetto che doveva darle George.
RECENSIONE
Analizzando il consenso del pubblico e della critica italiana e internazionale, Daylight – Trappola nel tunnel si posiziona come un tipico “popcorn movie” anni ’90: un blockbuster catastrofico dal ritmo serrato, tanto spettacolare sul piano visivo quanto fragile e stereotipato su quello della scrittura.
Il film, prodotto da Raffaella De Laurentiis, tenta esplicitamente di riesumare la formula dei grandi cult catastrofici degli anni Settanta, primo fra tutti L’avventura del Poseidon (sostituendo la nave capovolta con un tunnel sottomarino crollato). La struttura è un classico del genere: viene presentata una fitta galleria di personaggi (lo yuppie arrogante, la coppia in crisi, i detenuti in transito), si scatena l’inferno e inizia il disperato viaggio claustrofobico verso la superficie guidato da un eroe solitario.
Punti di forza:
Girato per la maggior parte nei teatri di posa di Cinecittà a Roma, il film brilla per l’uso massiccio di effetti speciali pratici, modellini e scenografie reali. L’esplosione iniziale nel tunnel e la gestione degli elementi naturali (fuoco, fiamme tossiche e l’acqua del fiume Hudson che spinge per entrare) regalano sequenze d’azione genuine e d’impatto.
La regia di Rob Cohen sfrutta bene l’unità di spazio. Trasmette allo spettatore una reale sensazione di soffocamento, supportata da un ottimo comparto sonoro che è valso al film una nomination agli Oscar.
Sebbene Kit Latura sia il classico eroe reaganiano infallibile e muscolare, Stallone offre qui un’interpretazione più drammatica rispetto ai suoi standard dell’epoca. Il suo personaggio è tormentato dai sensi di colpa per errori passati e subisce fisicamente la durezza del tunnel, rendendo il percorso di redenzione piuttosto avvincente.
Punti deboli:
Al di fuori di Stallone, i comprimari faticano a generare una reale empatia. Molti di essi fungono da semplici “carne da macello” o macchiette stereotipate, tra cui spicca lo spocchioso miliardario interpretato da un giovane Viggo Mortensen, il cui destino è telefonato fin dai primi minuti.
I dialoghi e le reazioni di alcuni superstiti sfociano spesso nel melodramma, nel buonismo spicciolo e in dinamiche poco credibili. Il film pecca anche di una netta mancanza di autoironia. Le situazioni al limite dell’assurdo vengono prese fin troppo sul serio, sfiorando a tratti il ridicolo involontario.
Daylight è un’opera che ha accusato il peso degli anni sulla componente narrativa, ma che si difende ancora egregiamente dal punto di vista dell’intrattenimento visivo. Se cerchi una sceneggiatura complessa o colpi di scena innovativi rimarrai deluso; se invece cerchi due ore di pura adrenalina anni ’90, tensione vecchia scuola e un solido “Sly” d’annata, è un film che merita assolutamente una visione.
Comunque da vedere.
POST SCRIPTUM
Il film è stato girato prevalentemente nello stato di New York, fra Croton-on-Hudson ed Ossining; altri luoghi di riprese sono stati Monterey, Milford e gli Studi di Cinecittà a Roma.
Dietro la produzione di Daylight – Trappola nel tunnel si nascondono aneddoti affascinanti che spaziano dalle fobie personali di Sylvester Stallone fino al legame profondo con l’Italia.
Ecco le curiosità più interessanti sul film:
Sylvester Stallone ha accettato il ruolo principalmente per sconfiggere la sua fobia degli spazi stretti e chiusi. Non era la prima volta che l’attore usava il cinema come terapia d’urto: tre anni prima aveva recitato in Cliffhanger – L’ultima sfida (1993) proprio per combattere la sua forte paura dell’altezza.
Inizialmente, il regista Rob Cohen voleva Nicolas Cage per il ruolo del protagonista Kit Latura. Tuttavia, i vertici della Universal Pictures spinsero per avere Stallone, considerandolo una “garanzia” commerciale molto più forte per un blockbuster d’azione di quella portata. Per averlo, lo studio sborsò un cachet record di 17,5 milioni di dollari.
Nonostante la storia sia ambientata nel fittizio tunnel sottomarino tra New York e il New Jersey, il tunnel del film è stato ricostruito quasi interamente a Roma, negli Studi di Cinecittà. La produzione realizzò un set mastodontico lungo quasi mezzo chilometro (un terzo di miglio). Cinecittà fu scelta perché era l’unico studio d’Europa a disporre di teatri di posa e palcoscenici giganteschi completamente inondabili d’acqua, ideali per simulare il crollo e l’allagamento causati dal fiume Hudson.
Nel cast del film è presente anche Sage Stallone, il vero figlio primogenito di Sylvester (scomparso tragicamente nel 2012), che qui interpreta il giovane prigioniero Vincent. Non era la prima volta che i due recitavano insieme: Sage aveva già interpretato il figlio di Rocky Balboa in Rocky V nel 1990.
Durante la promozione del film nel 1996, Stallone dichiarò pubblicamente che Daylight sarebbe stato l’ultimo film d’azione della sua carriera. L’attore riteneva che, avendo compiuto 50 anni, stava diventando troppo vecchio per quel genere cinematografico. Una promessa che fortunatamente non ha mantenuto, considerando i successivi capitoli di Rambo, Rocky Balboa e l’intera saga de I Mercenari – The Expendables.
La terrificante esplosione iniziale che sigilla il tunnel non è frutto di totale fantasia. La sceneggiatura è stata parzialmente ispirata a un disastro reale avvenuto nel 1949 all’interno dell’Holland Tunnel a New York, quando un camion che trasportava illegalmente fusti di solfuro di carbonio prese fuoco, causando una massiccia esplosione e il crollo di parte della volta del tunnel.
INTERPRETI E PERSONAGGI
| Sylvester Stallone: Kit Latura Amy Brenneman: Madelyne Thompson Viggo Mortensen: Roy Nord Dan Hedaya: Frank Kraft Stan Shaw: George Tyrell Jay O. Sanders: Steven Crighton Sage Stallone: Vincent Karen Young: Sarah Crighton Vanessa Bell Calloway: Grace Calloway Claire Bloom: Eleanor Trilling | Colin Fox: Roger Trilling Barry Newman: Norman Bassett Danielle Harris: Ashley Crighton Renoly Santiago: Mikey Trina McGee: LaTonya Marcello Thedford: Kadeem Jo Anderson: Bloom Rosemary Forsyth: Mrs. London Mark Rolston: Dennis Wilson |
GALLERIA FOTOGRAFICA


























