![]() DATI FILMOGRAFICI Titolo originale: DJANGO UNCHAINED Lingua originale: INGLESE, TEDESCO Paese di produzione: USA Anno: 2012 Durata: 165 min. Regia: QUENTIN TARANTINO Genere: WESTERN, AZIONE, DRAMMATICO Distribuzione: HBO MAX Giudizio: 80/100 |
TRAMA
1858, da qualche parte nel Texas. Django, uno schiavo nero di proprietà dei fratelli Speck, viene rintracciato dal dottor King Schultz, un cacciatore di taglie originario della Germania e che fino a cinque anni prima lavorava come dentista. Schultz cerca di acquistare Django ma i fratelli Speck, Dicky e Ace, due mercanti di schiavi, non si dimostrano propensi alla cessione e gli intimano di andarsene: ne segue uno scontro a fuoco, durante il quale uno dei due fratelli, Ace, viene ucciso, mentre l’altro viene costretto a cedere lo schiavo, dopo essere stato ferito gravemente, firmando l’atto di vendita, per poi venire ucciso definitivamente dagli altri schiavi, appena liberati dal dottor Schultz, che si sono ribellati. Il dottore ha bisogno dell’aiuto di Django per riconoscere i fratelli Brittle, dei fuorilegge che sta cercando, garantendo in cambio allo schiavo la libertà e una percentuale sulla taglia.
Durante il viaggio, culminato nell’uccisione dei tre fuorilegge, i due fanno amicizia e Schultz scopre che Django, una volta libero, vuole ritrovare la moglie Broomhilda (dal tedesco Brünnhilde), da cui è stato separato alla piantagione dove lavorava precedentemente. Il dottore, avendo notato nel compare anche un talento naturale per le armi da fuoco e affascinato dalla sua storia, che gli richiama alla mente la leggenda tedesca di Sigfrido, gli propone di fare coppia per l’inverno e di aiutarlo poi in primavera a trovare la moglie.
Con lo sciogliersi delle nevi Schultz scopre che Broomhilda è stata venduta al famigerato e crudele Calvin Candie, uno dei più ricchi latifondisti del Mississippi. Per avere la certezza che l’uomo venda loro la donna, elaborano un piano: si fingono due negrieri in cerca di lottatori mandingo. Schultz approfitta della visita a Candyland, la sontuosa residenza di Candie, per parlare con Broomhilda e metterla al corrente dei suoi piani. Durante la cena i due accettano di comprare un lottatore per l’esorbitante cifra di 12 000 dollari, promettendo di tornare con i documenti in cinque giorni, e Schultz utilizza l’occasione per proporsi di comprare subito anche Broomhilda per poche centinaia di dollari.
Nel frattempo Stephen, il capo della servitù, si è accorto che Django e Broomhilda si conoscono e avverte con discrezione il padrone, intuendo che l’acquisto del lottatore sia solo una copertura per acquistare la donna. Candie, adirato per essere stato ingannato, costringe Schultz a comprare Broomhilda per 12 000 dollari, minacciando di ucciderla qualora l’affare non venisse portato a termine. Il dottore firma l’atto d’acquisto, libera Broomhilda e, uscito dal personaggio di negriero, esprime il suo disprezzo verso Candie. Quest’ultimo, per umiliarlo ulteriormente, esige che Schultz gli stringa la mano per suggellare la vendita. Il dottore si rifiuta di stringere la mano a una persona così spregevole, ma Candie insiste e Schultz, approfittando della situazione, lo uccide sparandogli nel petto; si scatena così un conflitto a fuoco durante il quale il dottore stesso muore e Django, dopo aver ucciso a colpi di pistola diversi uomini di Candie (tra cui il suo braccio destro Butch Pooch e il legale Moguy), si vede costretto ad arrendersi, poiché Broomhilda è stata presa in ostaggio.
Per Django si prospetta la castrazione, ma Lara Lee, sorella di Calvin, approva il suggerimento di Stephen di mandare l’uomo ai lavori forzati nelle miniere di carbone della LeQuint Dickey Mining Company, in cui sarà ucciso dalle disumane condizioni di lavoro. Durante il viaggio, Django, con uno stratagemma, riesce a liberarsi e a tornare a Candyland, dove uccide buona parte dei prezzolati agli ordini di Candie e salva la moglie. Con l’atto di vendita, recuperato dal corpo del defunto Schultz, ora anche Broomhilda può fuggire, ma Django ha un’ultima faccenda da sistemare, quindi raggiunge la villa e aspetta che Lara Lee torni dal funerale del fratello assieme ai propri accoliti, per poi ucciderli e gambizzare Stephen, lasciato volutamente per ultimo. Il vecchio schiavo, in totale linea col proprio carattere, anche in punto di morte non implora perdono né pietà, lanciandosi invece in una sequela d’invettive, minacce e insulti che, alla fine, sono messi a tacere solo quando Django lo fa esplodere assieme a tutta la villa.
Così Django e Broomhilda possono finalmente andarsene, da persone libere.
RECENSIONE
Tranquilli non siete davanti al solito film colpito dalla filosofia woke dove tutti gli eroi bianchi per un miracolo genetico diventano di colore, no siamo di fronte a qualcosa di più fine, e da Tarantino non potevamo aspettarci altro, siamo di fronte ad un revisionismo storico voluto dal regista raccontando il tutto come una storia alternativa.
Tarantino, in questo “Django Unchained”, riscrive la storia degli Stati Uniti pre-Guerra Civile trasformando la tragedia della schiavitù in una violenta “fiaba” di vendetta e riscatto, dove gli oppressori bianchi subiscono una punizione spettacolare ed esagerata per mano di un eroe afroamericano.
Una delle pecularietà di Tarantino e il suo amore per il Cinema italiano e con questo film del 2012 rende omaggio al “Django” diretto da Sergio Corbucci nel 1966 interpretato da Franco Nero.
Nonostante la sua lunghezza, 165 minuti, il film si lascia guardare piacevolmente, un film appassionante e accattivante che vi terrà incollati allo schermo, dove in ogni scna si troverà il marchio di fabbrica di Quentin Tarantino.
Un grande cast, una grande fotografia, una grande sceneggiatura e una grande regia (non c’erano dubbi) per un film assolutamente da vedere.
P.S.: È un omaggio al film del 1966 “Django” diretto da Sergio Corbucci e interpretato da Franco Nero, che in questo film compare in un cameo.
Con i suoi 165 minuti complessivi, è tra i primi tre film più lunghi di Tarantino, insieme a “The Hateful Eight” e “C’era una volta a… Hollywood”.
È il secondo film della trilogia del revisionismo storico del regista, iniziata dal regista già nel 2009 con “Bastardi senza gloria” e che proseguirà nel 2019 con “C’era una volta a… Hollywood”.
Tarantino, omaggiando Sergio Leone e la sua trilogia del tempo, rivisita sotto la sua chiave d’autore vari periodi della storia contemporanea.
Della colonna sonora se si escludono alcune tracce composte da Robert Rodriguez e RZA per “Kill Bill: Volume 1” e “Kill Bill: Volume 2”, è la prima volta che la colonna sonora di un film diretto da Tarantino prevede brani originali scritti appositamente per la pellicola. Tuttavia essa comprende diversi brani tratti dalle colonne sonore di altri film, tra i quali “Lo chiamavano Trinità…” di Enzo Barboni.
| PERSONAGGI ED INTERPRETI Jamie Foxx: Django Freeman Christoph Waltz: dott. King Schultz Leonardo DiCaprio: Calvin J. Candie Kerry Washington: Broomhilda von Shaft Samuel L. Jackson: Stephen Warren Walton Goggins: Billy Crash Dennis Christopher: Leonide Moguy Franco Nero: Amerigo Vassepi James Russo: Dicky Speck James Remar: Ace Speck Don Stroud: sceriffo Bill Sharp Tom Wopat: marshall Gill Tatum Bruce Dern: Carrucan Don Johnson: Big Daddy David Steen: Mr. Stonecipher Dana Gourrier: Cora Nichole Galicia: Sheba Laura Cayouette: Lara Lee Candie Fitzwilly Miriam F. Glover: Bettina | Ato Essandoh: D’Artagnan Sammi Rotibi: Rodney Quentin Tarantino: Frankie, uomo di LeQuint Dickey Mining Company Michael Parks: Roy John Jarratt: Floyd M. C. Gainey: Big John Brittle Christopher Berry: Willard Sharon Pierre-Louis: Little Jody Clay Donahue Fontenot: Luigi Jonah Hill: uomo dei Ku Klux Klan Kim Collins: Randy Danièle Watts: Coco Escalante Lundy: Big Fred Cooper Huckabee: Roger ‘Little Raj’ Brittle Lee Horsley: Sceriffo Gus Russ Tamblyn: figlio di un pistolero Amber Tamblyn: figlia di figlio di un pistolero Omar Dorsey: Chicken Charlie Robert Carradine: bifolco Tom Savini: uomo di Mr. Stonecipher |







