GIROLIMONI, IL MOSTRO DI ROMA

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DATI FILMOGRAFICI

Titolo originale: GIROLIMONI, IL MOSTRO DI ROMA

Lingua originale: ITALIANO
Paese di produzione: ITALIA
Anno: 1972
Durata: 125 min. e 98 min.
Regia: DAMIANO DAMIANI
Genere: DRAMMATICO, BIOGRAFICO, STORICO
Distribuzione: NO STREAMING

Giudizio: 80/100

TRAMA

Tra il 1924 e il 1927, a Roma, un misterioso individuo commette impunemente una serie di delitti: rapisce bambine del popolo e, dopo averle uccise, le abbandona nei parchi della periferia. Ogni tentativo di catturarlo risulta inutile: la gente, in preda al panico e all’esasperazione, accusa la polizia di inefficienza. Sterbini, un vetturino sopraffatto dalla vergogna di essere forse indicato nel quartiere come l’assassino, si uccide avvelenandosi. Un brigadiere riesce a costruire prove considerate inattaccabili accusando un fotografo, Gino Girolimoni.

Soltanto dopo pochi giorni il castello di accuse crolla e l’uomo, che è innocente, nel 1928 viene liberato alla chetichella. Su ordine dello stesso Mussolini la stampa di regime non dà notizia della sua scarcerazione e, una volta libero, si accorge che il suo nome è diventato simbolo di mostruosità; si reca nelle redazioni dei quotidiani per una rettifica, ma il vero colpevole, un giovane erbivendolo che ha problemi psichici, aiutato e sorvegliato dai familiari, non commetterà più alcun omicidio. Il fotografo, aiutato da un giovane giornalista, cercherà ancora di individuare il colpevole, ma sarà tutto vano; farà in tempo ad assistere alla fine del fascismo e alla caduta di Mussolini, ma finirà i suoi giorni in miseria.

RECENSIONE

Solo da un regista come Damiano Damiani poteva uscire un film come “Girolimoni, il mostro di Roma”, Damiani era noto per essere un esponente del filone cinematografico di denuncia e politico-civile.

E il film è proprio una denuncia sugli errori giudiziari e sul cercare il colpevole a tutti i costi e velocemente anche con prove false, argomento attuale anche ai nostri giorni, come il non dare, dopo, troppa pubblicità all’innocenza di chi accusato ingiustamente.

Qui troviamo un Nino Manfredi in “grande spolvero” nel ruolo drammatico e sofferto di Girolimoni.

Assolutamente da vedere.

PERSONAGGI ED INTERPRETI

Nino Manfredi: Gino Girolimoni
Guido Leontini: il brigadiere Apicella
Gabriele Lavia: Tarquinio Tirabosco
Anna Maria Pescatori: la madre di Tarquinio
Eleonora Morana: Assunta, la moglie di Tarquinio
Orso Maria Guerrini: Gianni Di Meo, il giornalista
Mario Carotenuto: il vetturino Sterbini
Laura De Marchi: Bice Tirabosco, la domestica degli osti Marcocci
Luciano Catenacci: Benito Mussolini
Elio Zamuto: Italo Balbo
Gianni Musy: Roberto Farinacci
Claudio Nicastro: Di Cesare, il commissario colpevolista
Carlo Alighiero: Parrini, un commissario
Umberto Raho: Angelini, il questore
Gianna Marelli: Rina Vescovado
Lisa Leonardi: Elide Jaccarino
Angela Covello: Sonia
Renata Zamengo: Ernesta Mattei
Giuseppe Vicini: Spartaco, il padre di Tarquinio
Luigi Casellato: Romanutti
Fortunato Arena: Caccavallo
Vittorio Duse: il direttore del giornale
Ubaldo Granata: Bellicampi
Piero Morgia: Augusto Tirabosco
Melù Valente: la maestra
Nino Casale: Michele Schirra
Arturo Dominici: l’ingegner Jaccarino
Silvio Bagolini: Silvio
Nello Pazzafini: Fiaccarini
Aristide Caporale: l’ex carcerato in trattoria
Luca Sportelli: il passante che parla con Girolimoni anziano
Lara Wendel: la bambina tedesca
Franca Scagnetti: una popolana

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