GUARDIE E LADRI

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DATI FILMOGRAFICI

Titolo originale: GUARDIE E LADRI

Lingua originale: ITALIANO
Paese di produzione: ITALIA
Anno: 1951
Durata: 101 min.
Regia: MARIO MONICELLI, STENO
Genere: COMMEDIA, COMMEDIA ALL’ITALIANA, DRAMMATICO
Distribuzione: RAI PLAY

Giudizio: 80/100

TRAMA

Ferdinando Esposito è un piccolo truffatore che cerca di mantenere la famiglia con i suoi espedienti. Con il suo complice Amilcare finge di aver trovato una moneta antica nel Foro Romano ed imbroglia Mr. Locuzzo, un turista statunitense che, per sfortuna di Esposito, è il presidente di un comitato di beneficenza. Durante una distribuzione di alcuni pacchi-dono alla quale prende parte anche Esposito, Mr. Locuzzo lo riconosce e lo denuncia seduta stante.

Comincia così un lungo inseguimento da parte del Brigadiere Lorenzo Bottoni, che in un primo tempo riesce a catturarlo ma, imbrogliato poi da Esposito, se lo lascia scappare. Sospeso dal servizio per le proteste di Mr. Locuzzo, l’agente Bottoni rischia di perdere il posto se non riuscirà ad acciuffare il ladro entro tre mesi. Vestito di abiti borghesi e tenuto nascosto l’accaduto alla propria famiglia, si mette alla ricerca di Esposito, trova la sua casa e ne conosce i familiari e fa in modo che suo figlio faccia amicizia col figlio del ladro cercando di guadagnare la loro fiducia con favori e offerte di viveri. Di Esposito, tuttavia, nessuna traccia. A poco a poco le due famiglie fanno amicizia tanto da organizzare un pranzo durante il quale si incontreranno le due famiglie con certamente la presenza di Esposito, ancora ignaro del fatto che il padre della famiglia Bottoni sia il brigadiere che gli sta dando la caccia.

Al momento dell’incontro fra la “guardia” e il “ladro”, che avviene fuori di casa e lontano dagli occhi delle famiglie già riunite per il pranzo, Esposito rimprovera il brigadiere per avere carpito la buona fede dei suoi familiari mentre Bottoni gli confida il suo dramma lavorativo. Una sorta di umana complicità nasce tra i due, uniti da una esistenza grama. Si capovolgono così i ruoli ed è lo stesso Esposito a decidere di farsi condurre in prigione, nonostante Bottoni ne sia ormai riluttante; in quel momento il brigadiere promette che provvederà anche alla famiglia di Esposito. Entrati in casa e tenuta nascosta la verità alle proprie famiglie, convinte che i padri di famiglia siano entrati in affari, i due lasciano il pranzo conviviale facendo credere che Esposito parta per un lungo viaggio di lavoro e che Bottoni lo accompagni alla stazione.

RECENSIONE

Giù il cappello, qui siamo di fronte al Cinema, quello con la C maiuscola, quel bel cinema degli anni cinquanta/sessanta, il cinema fatto con il cuore e da maestri della recitazione e della regia.

In “Guardie e Ladri” troviamo alla regia la grande coppia Mario Monicelli e Steno, mentre il cast è stellare a partire dai due mattattori della commedia all’italiana, Totò e Aldo Fabrizi, affiancati per l’occasione da Ave Ninchi, Ernesto Almirante, Pina Piovani, Rossana Podestà, Pietro Carloni, Mario Castellani, il giovanissimo Carlo Delle Piane e Aldo Giuffré, insomma direi proprio non male.

Divertente commedia all’italiana con venature drammatiche che ci presenta uno spaccato di vita romana nei primi anni cinquanta, dove ci si rispettava anche tra guardie e ladri, ognuno faceva il suo “mestiere” e per questo veniva rispettato.

Totò interpreta Ferdinando Esposito un piccolo truffatore con famiglia a carico, mentre Aldo Fabrizi interpreta Lorenzo Bottoni un brigadiere che rischia di essere cacciato dalla Polizia per essersi lasciato scappare Ferdinando. Tutto il film scorre su questo “inseguimento” tra amori adolescenziali, famiglie e l’amicizia che nasce tra la guardia e il ladro.

Assolutamente da vedere e rivedere.

P.S.: «È la storia d’una guardia e della sua famiglia, e d’un ladro e della sua famiglia. La guardia si lascia scappare il ladro e deve ritrovarlo, altrimenti finisce sul lastrico. La sua famiglia lo aiuta e, durante la ricerca, viene a contatto con la famiglia del ladro. Una storia attuale, di sapore critico, risolta sul piano umano.» (Luigi Zampa alla rivista Cinema)

Il titolo del film è particolarmente simbolico: è un puro riferimento all’omonimo e antichissimo gioco da bambini. I due protagonisti si rincorrono per tutta la storia, “tutto il film è un inseguimento, una partita a scacchi – anzi, a nascondino – fra ladro e guardia”.

Le riprese del film vennero interamente effettuate a Roma. La parte iniziale, della truffa al turista, fu chiaramente girata al Foro Romano. Il luogo dell’origine dell’inseguimento, al Teatro Quirino, è all’incrocio tra via delle Vergini e via dell’Umiltà. Il primo stop, durante l’inseguimento in strada, venne girato invece all’incrocio tra via del Tritone, via del Traforo e via Crispi. Quando Totò scende dal taxi è in via dei Campi Sportivi. La sequenza successiva fu invece girata da tutt’altra parte, ovvero lungo quella che oggi è la circonvallazione Salaria, dove venne girata gran parte dell’inseguimento.

La casa di Esposito, apparentemente posta in un terreno semi-abbandonato tra fango e terra, si trova vicino alla cupola di San Pietro (palesemente visibile nel film), infatti l’abitazione non è in via Roseto (come ci dice la pellicola), ma in via Gregorio VII, all’angolo con via dell’Argilla. Oggi la casa è ancora intatta, invece il salone del barbiere e le casupole a sinistra dell’uscita non esistono più. La scena in cui Ferdinando intercetta il brigadiere Bottoni sulla porta d’ingresso (nella parte finale del film), non fu girata nell’abitazione in via Gregorio VII, ma in altra zona, precisamente davanti alla Farnesina. La sequenza in cui il brigadiere pedina il cognato di Ferdinando fu girata nella strada borgo Sant’Angelo e successivamente in via del Portico d’Ottavia. La scena dell’incontro tra i due giovani (Liliana Bottoni e Alfredo) venne girata in piazza delle Cinque Scole.

La distribuzione affidò al pittore, caricaturista e scenografo Michele Majorana la realizzazione delle locandine e dei manifesti in vari formati.

Nelle locandine inoltre furono inseriti vari slogan pubblicitari, tra i più noti:
«La più celebre coppia dello schermo nel più divertente film della stagione»
«Il film che ha dato a Totò il Nastro d’argento e la Palma d’oro al Festival di Cannes»
(Slogan della locandina spagnola) «Por mucho que se las dé Vd de triste y preocupado no podrá contener las carcajadas con esta película»

PERSONAGGI ED INTERPRETI

Aldo Fabrizi: Lorenzo Bottoni
Totò: Ferdinando Esposito
Ave Ninchi: Giovanna Bottoni
William Tubbs: Mr. Locuzzo
Ernesto Almirante: Carlo Esposito
Pina Piovani: Donata Esposito
Rossana Podestà: Liliana Bottoni
Pietro Carloni: il commissario
Mario Castellani: il tassista
Carlo Delle Piane: Libero Esposito
Aldo Giuffré: Amilcare
Gino Leurini: Alfredo Tarantelli
Paolo Modugno: Paolo Bottoni
Carlo Mazzarella: Presentatore

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