IL BUONO, IL BRUTTO, IL CATTIVO

Reading Time: 6 minutes


DATI FILMOGRAFICI

Titolo originale: IL BUONO, IL BRUTTO, IL CATTIVO
Lingua originale: ITALIANO, SPAGNOLO, TEDESCO
Paese di produzione: ITALIA, SPAGNA, GERMANIA OVEST
Anno: 1966
Durata: 175 min. – 178 min. (versione estesa)
Regia: SERGIO LEONE
Genere: SPAGHETTI WESTERN
Distribuzione: PRIME VIDEO

Giudizio: 85/100

TRAMA

Sullo sfondo della guerra di secessione americana, il bandito Tuco Ramírez uccide dei cacciatori di taglie che lo trovano in una locanda sperduta.

Nel frattempo uno spietato sicario, conosciuto come Sentenza, ingaggiato dall’invalido di guerra sudista Baker per trovare Jackson, un ex commilitone che avrebbe dell’oro, apprende dal gestore di una locanda messicana che Jackson ha cambiato il proprio nome in Bill Carson, e che è probabilmente coinvolto nella scomparsa di una cassa di 200 mila dollari in oro trafugati all’esercito confederato.

Sentenza comprende l’intento del suo committente e non esita a togliere di mezzo Baker e riprende le ricerche di Carson, scoprendo che si è nuovamente arruolato nell’esercito e ha perso un occhio.

Nel frattempo il bandito Tuco Ramírez viene catturato da tre cacciatori di taglie. Tuttavia, proprio in quel momento interviene un quarto misterioso pistolero che salva il bandito, ma solo per consegnarlo egli stesso alla giustizia, che lo condanna a morte. Durante l’impiccagione, lo sconosciuto bounty killer però recide il cappio con un colpo di fucile, consentendo a Tuco di fuggire, e dividendo poi con lui la taglia. I due si accordano per ripetere il trucco, ma l’uomo senza nome, che Tuco chiama «il Biondo», dopo un solo altro successo rompe la società abbandonando il bandito nel deserto, appiedato e legato.

Tuco, sopravvissuto al deserto, si riarma e si mette sulle tracce del Biondo per consumare la sua vendetta. Dopo aver tentato vanamente di ucciderlo prima con l’aiuto di tre sicari e poi allestendo un’impiccagione in albergo, dalla quale il Biondo sfugge, lo cattura e lo costringe ad attraversare a piedi il deserto senz’acqua né protezione dal sole. Dopo un lungo cammino, di nuovo sul punto di sparargli, viene distratto dal sopraggiungere di una diligenza senza cocchiere, carica di soldati confederati morti. Si precipita così a saccheggiarla e vi scopre un superstite agonizzante, Bill Carson, che gli promette 200000 dollari in cambio di acqua. Prima di morire, il soldato rivela il nascondiglio del tesoro in parte a Tuco e in parte al Biondo. Il primo scopre così che il denaro è sepolto nel cimitero di Sad Hill, mentre il secondo viene a conoscenza solo della tomba in cui si trova.

Costretto a soccorrere il Biondo per trovare il bottino, Tuco, conducendo la diligenza e indossata la divisa di Bill Carson, dopo essersi presentato con questa identità a un raggruppamento sudista, riesce a trasportarlo alla missione francescana di San Antonio e a farlo curare. Prima di rimettersi in viaggio, ha un aspro diverbio con il fratello Pablo, priore del convento, che gli rimprovera la carriera da bandito.

Sentenza, nell’intento di trovare Carson, si è arruolato nell’esercito nordista, ottenendo il grado di sergente e la direzione di un campo di prigionia. Il caso vuole che Tuco e il Biondo siano catturati dagli unionisti e condotti proprio in quel campo, dove Tuco è costretto a rispondere all’appello al nome di Bill Carson. Torturato dal robusto e brutale caporale Wallace, rivela a Sentenza il nome del cimitero, e che solo il Biondo conosce la tomba esatta. Dopodiché viene affidato allo stesso Wallace per essere condotto di nuovo alla forca. Sentenza, convinto che il Biondo sia troppo scaltro per rivelare il nome sulla tomba, propone a quest’ultimo di associarsi con lui nella ricerca del denaro.

Tuttavia Tuco, in viaggio su di un treno, pur ammanettato, riesce a uccidere Wallace e a fuggire, rifugiandosi in una cittadina sotto bombardamento. Nella stessa città arrivano anche il Biondo e Sentenza in compagnia di cinque pistoleri. Tuco intanto viene scovato casualmente da uno dei cacciatori di taglie sopravvissuto alla prima sparatoria, ma riesce a ucciderlo con diversi colpi di pistola mentre si fa un bagno caldo. Il Biondo riconosce “la voce” della pistola di Tuco, lo raggiunge e si allea con lui contro la banda di Sentenza, che viene sterminata. Sopravvive solo Sentenza, facendo perdere le proprie tracce.

Di nuovo in cammino, i vecchi soci si trovano di fronte all’ostacolo insormontabile del ponte di Langstone, intorno al quale infuria la guerra. Scoperti dai nordisti nelle vicinanze, fingono di volersi arruolare. Il capitano Clinton, che li accoglie in stato di ebbrezza, rivela loro che il ponte è strategico e per la sua presa gli eserciti si fronteggiano inutilmente in una lunga serie di battaglie spietate, pagando un altissimo prezzo di vite. L’ufficiale, mosso da un alto senso d’umanità, vorrebbe porre fine al massacro, ma l’unico modo possibile sarebbe far esplodere il ponte, andando incontro a un processo per tradimento.

L’idea è fatta propria dai due, interessati solo a far spostare il campo di battaglia per proseguire il viaggio. Nel corso della tregua dopo l’ennesimo sanguinoso scontro, minano il ponte. Considerato l’elevato pericolo di rimanere uccisi nell’impresa, Tuco e il Biondo si rivelano reciprocamente la propria parte di segreto riguardante la posizione della cassa col denaro: il Biondo viene così a conoscere il nome del cimitero e rivela a Tuco che il nome sulla tomba è Arch Stanton. Il ponte minato salta in aria, giusto in tempo per dare soddisfazione al capitano, ferito a morte nell’ultima battaglia.

All’indomani della distruzione del ponte i soldati di entrambi gli schieramenti abbandonano il luogo. Oltrepassato il fiume il Biondo trova tra i ruderi di una chiesetta un soldato moribondo al quale offre qualche tiro dal suo sigaro, lo copre col proprio pastrano e in cambio si prende un poncho. Tuco tradisce il sodalizio alla prima occasione: si impossessa di un cavallo dei confederati e si precipita al cimitero. Il Biondo lo raggiunge mentre scava a mani nude nella tomba di Stanton e gli intima con la pistola di proseguire con una pala. Tuttavia entrambi finiscono sotto il tiro di Sentenza, pervenuto a sua volta sul posto. A questo punto, il Biondo dimostra che nella tomba di Stanton ci sono solo resti umani e afferma che non basterebbe un anno per trovare il denaro senza il suo contributo. Propone quindi ai due rivali di sfidarsi in un triello; il vincitore scoprirà il vero nome che lui si appresta a scrivere su di una pietra.

Nel triello, dopo una tesissima attesa, il Biondo uccide Sentenza, mentre Tuco, la cui pistola è stata scaricata nottetempo dal compare, si trova disarmato e alla sua mercé. Tuttavia, il Biondo lo risparmia, gli rivela che sulla pietra non è indicato alcun nome e lo costringe a scavare nella tomba senza nome di fianco a quella di Stanton. I due entrano così in possesso dei dollari, ma il Biondo gioca un ultimo atroce scherzo a Tuco: mentre quest’ultimo scavava ha preparato un cappio appeso a un albero, e costringe il bandito a infilarvi il collo stando in equilibrio precario su una croce di legno. Gli lega quindi le mani, e sotto i suoi occhi increduli carica metà del bottino sul cavallo di Sentenza e si allontana. Lo salverà nel solito modo, sparando alla corda da lontano, tra le implorazioni, le lacrime e infine gli insulti del bandito.

RECENSIONE

Film conclusivo della “Trilogia del dollaro”, sulla stessa linea dei precedenti. Assolutamente da vedere.

“Ehi Biondo, lo sai di chi sei figlio tu? Sei figlio di una grandissima …”

PERSONAGGI ED INTERPRETI

Clint Eastwood: il Biondo
Eli Wallach: Tuco Ramírez
Lee Van Cleef: Sentenza
Aldo Giuffré: capitano Clinton
Mario Brega: caporale Wallace
Luigi Pistilli: Pablo Ramírez
Rada Rassimov: María
Enzo Petito: proprietario dell’emporio
Claudio Scarchilli: peon messicano
Livio Lorenzon: Baker
Antonio Casale: Jackson / Bill Carson
Sandro Scarchilli: uomo di Sentenza
Benito Stefanelli: uomo di Sentenza
Angelo Novi: monaco

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *