L’ESORCISTA

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DATI FILMOGRAFICI

Titolo originale: THE EXORCIST
Lingua originale: INGLESE, ARABO, GRECO
Paese di produzione: USA
Anno: 1973
Durata: 122 min. – 132 min. (versione integrale)
Regia: WILLIAM FRIEDKIN
Genere: HORROR
Streaming: APPLE TV

Giudizio: 90/100

TRAMA

In un non specificato sito archeologico dell’Iraq settentrionale (di fatto Hatra, dove sono state eseguite le riprese), viene dissotterrata una statuetta che raffigura il volto del demone assiro Pazuzu, assieme a una piccola medaglia raffigurante san Giuseppe. Uno degli archeologi presenti, Lankester Merrin, sacerdote cattolico anziano e malato di cuore, rimane molto turbato dal ritrovamento, anche perché la medaglia, di epoca molto più recente, è stata ritrovata esattamente “dietro” al volto di Pazuzu. Preso da un cupo presentimento, il religioso si reca in un sito archeologico vicino, dove vede una statua a grandezza umana del demone e il presentimento diviene certezza: mentre sullo sfondo alcuni cani lottano tra loro, padre Merrin sa che tra poco dovrà affrontare il Nemico.

In un’altra parte del mondo, l’attrice Chris MacNeil, di Los Angeles, si trova a Georgetown, quartiere di Washington, insieme alla figlia dodicenne Regan per girare alcune riprese del film “Crash Course”, diretto dall’eccentrico e ubriacone Burke Dennings. A notte fonda, mentre studia la sceneggiatura per le riprese del giorno dopo, si accorge di strani rumori in casa che sembrano provenire ora dalla soffitta, ora dalla camera della figlia. Il mattino successivo, Chris chiede a Karl, il maggiordomo, di provvedere a disseminare la soffitta di trappole per topi, supponendo che i rumori possano essere provocati dai roditori. Poco dopo l’attrice vede che Regan sta giocando con una tavola ouija che ha trovato in un armadio; la bambina con essa ha involontariamente evocato il demone Pazuzu, che già la sta ingannando, affermando di essere “Capitan Gaio” (Captain Howdy nell’originale).

Nel frattempo, Damien Karras, un prete gesuita greco-cattolico, medico psichiatra dell’Università di Georgetown, che Chris aveva notato e che le ispirava fiducia, resta sconvolto dalla perdita della propria madre e dall’ossessivo senso di colpa per non esserle stato vicino e non averle potuto garantire una decente struttura per anziani. Il giorno del suo compleanno, Regan ascolta la madre parlare infuriata al telefono: la donna cerca inutilmente di contattare l’ex marito, che alloggia a Roma e che non si è fatto vivo per fare gli auguri alla figlia. La notte seguente la ragazzina si rifugia in camera della madre, sostenendo che il proprio letto si muove e che per questo non riesce a dormire. Qualche sera dopo, Chris tiene un ricevimento in casa per la fine delle riprese del film, cui partecipano anche padre Dyer, grande amico di padre Karras, e il regista Burke Dennings. In questa occasione, Regan, sconvolgendo i presenti, inizia a mostrare segni di squilibrio, cosa che spinge la madre a sottoporla a diverse visite mediche. Nel frattempo si verificano strani episodi nei dintorni di casa MacNeil e più precisamente in una chiesa, la Cappella Dahlgren del Sacro Cuore, all’interno della quale viene orrendamente profanata una statua della Madonna. Intanto lo stato mentale e fisico di Regan continua a peggiorare e gli specialisti medici non comprendono quale possa essere la causa dei problemi della ragazzina: tutti gli approfondimenti clinici effettuati danno infatti esito negativo. Una sera Chris torna a casa e la trova deserta; la sua segretaria Sharon, al ritorno, si giustifica dicendo di aver lasciato Burke Dennings a badare a Regan. Poco dopo, le donne vengono informate della tragica morte dell’uomo, che sembra essere precipitato dalla scalinata che si trova accanto alla loro casa.

Il tenente di polizia Kinderman sospetta che si tratti di omicidio e inizia a indagare, parlando prima con Karras, sapendolo psichiatra del campus, e poi con Chris. I medici ammettono la loro impotenza di fronte ai problemi neurologici di Regan e, dopo il tentativo fallito di una visita psichiatrica e un inutile ricovero nella clinica del dottor Barringer, quest’ultimo consiglia a Chris di rivolgersi a un esorcista. La donna, atea, è totalmente diffidente, ma alcuni terrificanti comportamenti della ragazza (una incredibile alterazione della voce, il fenomeno della rotazione a 180 gradi della testa, una masturbazione con un crocifisso), nonché l’aspetto fisico terribilmente mutato della figlia, la convincono a rivolgersi a padre Karras. L’uomo incontra Regan più volte come psichiatra, inizialmente convinto che i disturbi della ragazzina siano di pura origine mentale, ma quando la sente parlare in latino e in francese, oltre che “al contrario”, si decide a chiedere ai propri superiori l’autorizzazione per un esorcismo. Il rettore la concede e, sapendo che padre Karras sta vivendo un problema di fede, decide di chiamare padre Lankester Merrin, anziano sacerdote ed esorcista esperto dal passato tormentato, al quale padre Karras farà da assistente. Merrin si presenta a casa MacNeil con Karras e intende cominciare immediatamente il rito.

L’esorcismo si presenta subito estremamente complicato e difficile: il demone si oppone strenuamente alle preghiere dei sacerdoti. Regan, dopo altre manifestazioni (una levitazione con il letto; una rotazione della testa a 360 gradi; una seconda levitazione, questa volta lasciando a terra il letto stesso), a un certo momento parla con la voce e l’aspetto della defunta madre di Karras, cosa che fa vacillare emotivamente il giovane sacerdote. Vedendolo turbato, Merrin lo fa uscire dalla stanza. Al suo ritorno, Karras trova Merrin riverso sul letto di Regan, stroncato da un infarto. Dopo aver tentato inutilmente di rianimarlo, infuriato, si avventa contro la ragazzina e ordina al demone di uscirne dal corpo ed entrare nel proprio. L’entità, provocata, entra nel corpo di padre Karras e tenta quindi di uccidere Regan (ormai libera dalla possessione), ma il prete riesce a dominare il demone e si lancia dalla finestra della camera della ragazzina, precipitando dalla scalinata sottostante e morendo, non prima di aver ricevuto l’assoluzione dall’amico Dyer, accorso tempestivamente. Da questo tragico epilogo il tenente Kinderman comprende in quale maniera atroce sia morto Burke Dennings.

Il film si conclude con Chris e Regan (che, malgrado qualche segno sul viso, ha ripreso le proprie normali sembianze e che non ha alcun ricordo di quello che è accaduto) che ritornano a Los Angeles per riprendersi dal terribile incubo che hanno vissuto. Infine si vede padre Dyer che osserva con amarezza la scala da dove sono caduti Dennings e Karras.

Nel finale della versione integrale, Dyer incontra il tenente Kinderman, arrivato in ritardo per salutare le due MacNeil, il quale, dopo essersi informato sulla salute di Regan, gli chiede di andare al cinema con lui, dato che ha dei biglietti in omaggio (la stessa proposta che aveva fatto a Karras tempo prima). Dyer risponde, proprio come Karras, di avere già visto il film che il tenente gli propone. Padre Dyer e Kinderman sembrano sviluppare un’amicizia.

RECENSIONE

“L’esorcista” non è semplicemente un film horror, ma una delle vette più alte del cinema drammatico e psicologico del Novecento. Tratto dal bestseller omonimo di William Peter Blatty (ispirato a un presunto caso di cronaca del 1949), la pellicola ha ridefinito i canoni del genere, diventando la prima opera horror a ricevere una candidatura all’Oscar come Miglior Film e vincendo due statuette (Miglior Sceneggiatura Non Originale e Miglior Sonoro).

Il vero punto di forza de “L’esorcista” risiede nella sua natura ibrida: prima di essere un film di possessione, è un dramma psicologico e familiare basato sul realismo.
Più di metà della pellicola è dedicata ai dolorosi ed invasivi esami clinici a cui viene sottoposta Regan. La freddezza dei macchinari ospedalieri e l’impotenza dei medici creano un senso di angoscia persino superiore a quello della possessione stessa.
Il soprannaturale non entra in scena improvvisamente, ma si fa spazio geometricamente tra le crepe della scienza moderna.

Il demone non attacca Regan per distruggere la bambina, ma usa il suo corpo violato come strumento per un fine più alto: annientare la fede già vacillante di Padre Karras.
Karras rappresenta l’uomo moderno schiacciato dal dubbio e dal rimorso umano.

La disgregazione della famiglia MacNeil (il padre di Regan è assente e non chiama nemmeno per il compleanno della figlia) e la solitudine di Karras sono il terreno fertile in cui il demone attecchisce.
Il Male si insinua dove i legami affettivi mostrano le loro fragilità.

William Friedkin, proveniente dal cinema documentaristico e reduce dal successo de “Il braccio violento della legge”, applica alla pellicola uno stile sporco, crudo e iperrealista.

Gli effetti speciali e il trucco a cura di Dick Smith, hanno trasformato il volto angelico di Linda Blair in una maschera mostruosa senza l’ausilio della CGI, usando protesi e trucchi meccanici rivoluzionari per l’epoca.
La fotografia, di Owen Roizman, gioca sul contrasto tra la luce fredda e nebbiosa delle strade di Georgetown e le atmosfere soffocanti, livide e gelide della camera da letto di Regan.
Il montaggio sonoro è fondamentale per l’inquietudine. I versi animaleschi del demone e i rumori della casa amplificano il disagio sensoriale dello spettatore.
L’utilizzo del brano strumentale “Tubular Bells” di Mike Oldfield è diventato iconico: una melodia ipnotica, minimale e profondamente inquietante che accompagna l’inevitabilità del dramma.

Il cast offre prove attoriali di immenso spessore, lontane dagli stereotipi del cinema horror.
Ellen Burstyn (Chris MacNeil) trasmette in modo viscerale la disperazione, il terrore e l’istinto protettivo di una madre disposta a tutto.
Jason Miller (Padre Karras) offre un’interpretazione trattenuta, sofferta e intensamente psicologica.
Max von Sydow (Padre Merrin), nonostante la giovane età all’epoca delle riprese (invecchiato magistralmente dal trucco), conferisce al suo personaggio un’autorità ieratica e al contempo una tragica fragilità fisica.
Linda Blair (Regan) affrontò un ruolo psicologicamente e fisicamente devastante, consegnando alla storia del cinema una delle performance infantili più iconiche e disturbanti di sempre.

“L’esorcista” rimane una pietra miliare assoluta perché non sfrutta l’orrore come mero intrattenimento, ma lo usa come lente d’ingrandimento per esplorare le paure più profonde dell’essere umano: la malattia dei figli, l’inefficacia della scienza, la perdita della fede e l’inevitabilità della morte. A distanza di decenni, la sua capacità di destabilizzare e raggelare lo spettatore attraverso il connubio perfetto tra realismo e soprannaturale resta del tutto intatta.

Un capolavoro imprescindibile, un film che tutti dovrebbero vedere almeno una volta.

POST SCRIPTUM

È basato sull’omonimo romanzo di William Peter Blatty, del 1971, che scrisse anche la sceneggiatura.

Malgrado la censura iniziale, il film divenne presto un punto di riferimento del cinema moderno, acquisendo una notevole popolarità ed esercitando un forte impatto culturale. Nel 2010 entrò a far parte del National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.

Negli anni seguenti l’uscita del film si diffusero alcune voci secondo le quali i set utilizzati per le riprese fossero stati sede di eventi soprannaturali e addirittura vennero indicati come “maledetti”. Sebbene diversi presunti avvenimenti si rivelarono falsi, o non vennero confermati, destinati quindi a diventare leggende metropolitane, alcuni “strani avvenimenti” accompagnarono effettivamente la fase di produzione (durata molto più del previsto) e l’uscita nelle sale, tra cui:

  • dopo due giorni di riprese, un corto circuito provocò un incendio che distrusse quasi interamente gli interni della casa dei protagonisti, causando un ritardo per le riprese di diverse settimane e danni per 200.000 dollari; l’unica parte a salvarsi dalle fiamme era stata la camera da letto di Regan.
  • una moderna macchina per la refrigerazione, costata 50.000 dollari, accusò molti malfunzionamenti.
  • ben nove persone, tutte legate direttamente o indirettamente al film, morirono durante le riprese. Tra di esse il fratello di Max von Sydow, la nonna di Linda Blair, il figlio appena nato di un tecnico e l’addetto alla refrigerazione del set.
  • Jack MacGowran, il cui personaggio muore anch’esso nel film, morì qualche mese prima dell’uscita del film nelle sale.
  • il figlio di Jason Miller, Jordan, ebbe un incidente di moto mentre faceva visita al padre sul set.
  • Ellen Burstyn e Linda Blair riportarono problemi alla schiena, e la prima, dopo un incidente sul set, accusò danni permanenti alla colonna vertebrale.
  • avvenne la sparizione della gigantesca statua del demone assiro Pazuzu che, spedita in Iraq per le riprese del prologo, finì per qualche oscuro motivo a Hong Kong, dove fu poi fortunatamente recuperata all’ultimo momento.
  • secondo la testimonianza del giornalista di American Hollywood Joe Hyams, a Roma, in una piazza nelle vicinanze del cinema Metropolitan che stava proiettando il film, una croce alta oltre due metri, dopo essere stata colpita da un fulmine, cadde dal tetto di una Chiesa dove era stata posata circa 400 anni prima.
  • Paul Bateson, la comparsa che interpreta un infermiere, venne arrestato nel 1979 con l’accusa di essere un serial killer di omosessuali: a lui si sarebbe ispirato Friedkin per il suo Cruising.

Il film L’esorcista (1973) diretto da William Friedkin ha diversi prequel e sequel che compongono l’intera saga:
Prequel
• L’Esorcista: La Genesi (Exorcist: The Beginning, 2004) – Diretto da Renny Harlin, racconta la prima esperienza di Padre Merrin con il demone Pazuzu in Africa negli anni ’40.
• Dominion: Prequel to the Exorcist (2005) – Diretto da Paul Schrader, è una versione alternativa e precedente del film del 2004 (scartata inizialmente dalla produzione).
Sequel principali
• L’Esorcista II – L’eretico (Exorcist II: The Heretic, 1977) – Diretto da John Boorman, è il primo sequel diretto, ambientato a qualche anno di distanza con il ritorno di Regan e Padre Merrin.
• L’Esorcista III (1990) – Diretto da William Peter Blatty (autore del romanzo originale), si concentra su un’indagine del tenente Kinderman legata a omicidi che ricordano un killer defunto.
• L’Esorcista – Il credente (The Exorcist: Believer, 2023) – Diretto da David Gordon Green, è un sequel diretto del film del 1973 che ignora i capitoli precedenti (tranne l’originale) e vede il ritorno di Chris MacNeil.
Serie TV
• L’Esorcista (2016-2017) – Una serie televisiva in due stagioni che espande l’universo narrativo del film originale.
Parodia
• L’esorciccio (1975) – Diretto da Ciccio Ingrassia è un film commedia horror parodistico italiano, interpretato da Ciccio Ingrassia e Lino Banfi.

Per la colonna sonora venne inizialmente contattato il compositore Lalo Schifrin, ma dopo un primo ascolto di quello che aveva preparato, Friedkin decise di non utilizzarlo. Il tema musicale del film è Tubular Bells tratto dall’omonimo album di Mike Oldfield. La colonna sonora definitiva include brani del compositore polacco Krzysztof Penderecki e alcune musiche originali di Jack Nitzsche.


INTERPRETI E PERSONAGGI

Ellen Burstyn: Chris MacNeil
Linda Blair: Regan MacNeil
Jason Miller: padre Damien Karras
Lee J. Cobb: tenente William F. Kinderman
Max von Sydow: padre Lankester Merrin
Kitty Winn: Sharon Spencer
Jack MacGowran: Burke Dennings
William O’Malley: padre Dyer
Barton Heyman: dottor Klein
Peter Masterson: dottor Barringer
Rudolf Schündler: Karl
Gina Petrushka: Willi
Robert Symonds: dottor Taney
Arthur Storch: psichiatra
Thomas Bermingham: Tom, rettore dell’università
Vasiliki Maliaros: madre di Karras
Titos Vandis: zio di Karras
Wallace Rooney: vescovo Michael
Donna Mitchell: Mary Jo Perrin

GALLERIA FOTOGRAFICA

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