![]() DATI FILMOGRAFICI Titolo originale: EVENT HORIZON Lingua originale: INGLESE Paese di produzione: USA Anno: 1997 Durata: 92 min. Regia: PAUL W. S. ANDERSON Genere: FANTASCIENZA, HORROR Distribuzione: PARAMOUNT + Giudizio: 70/100 |
TRAMA
Nell’anno 2047, viene organizzata una spedizione allo scopo di recuperare la Event Horizon, un prototipo di nave spaziale progettato per raggiungere le stelle più lontane e scomparso sette anni prima.
Autore del progetto è il dottor Weir, uno scienziato perseguitato dal ricordo del suicidio della moglie Claire, che sogna come un incubo ricorrente. Della spedizione affidata ad un gruppo di specialisti nel salvataggio spaziale, fanno parte il comandante Miller, il navigatore Stark, i tecnici Peters e Cooper, l’ingegnere Justin, il dottor D.J. e il pilota Smith. Solo dopo essersi inoltrati nello spazio, Weir spiega che la Event Horizon è stata la prima nave spaziale progettata per superare la velocità della luce ed è scomparsa dopo l’attivazione del “sistema di gravità”, il rivoluzionario dispositivo tecnologico di cui è dotata.
Weir fa ascoltare una registrazione, unico indizio sulla misteriosa scomparsa: si sentono grida e lamenti disumani e terrificanti. L’equipaggio comincia ad avere paura, che aumenta quando appare la sagoma a forma di croce dell’Event Horizon e i biomonitor, in cerca di forme di vita, registrano dati strani e anormali. Saliti a bordo, tutti possono verificare che i membri della nave sono stati eliminati per avere oltrepassato i limiti temporali prefissati. 72 giorni dopo, la Event Horizon esplode, alcuni sopravvivono e tornano sulla nave di origine. Ma il mistero della Event Horizon resta insoluto.
RECENSIONE
“Punto di non ritorno” (Event Horizon) è un film del 1997 diretto da Paul W.S. Anderson, che nel 2002 dirigerà “Resident Evil” e nel 2004 “Alien vs. Predator” è un buon film di fantascienza con un finale non finale, i soliti finali che a me personalmente non piacciono, che lasciano aperte mille domande e che fanno sempre prevedere la possibilità di un seguito che, come in questo caso, non ci sarà mai.
Lo sceneggiatore del film è sicuramente un appassionato di fantascienza, in quanto il film copia (prende spunto) per quanto riguarda i concetti e le idee da altri film dello stesso filone: 2001: Odissea nello spazio, Alien, Solaris, The Black Hole – Il buco nero.
E per questo e per una mancanza di sentimenti nel film ebbe critiche feroci dai siti specializzati, ma nonostante tutto “Punto di non ritorno” riusci a diventare un film cult dando lo spunto a dei videogiochi: “Dead Space” del 2008, che ne ricalca il fattore “isolamento nello spazio” e da cui ricava l’idea dell’entità aliena che fa impazzire gli astronauti con allucinazioni e li tramuta in mostri; “Conker: Live & Reloaded” presenta uno stage multiplayer designato come l’interno della Event Horizon; “Viscera Cleanup Detail” contiene un livello chiamato “Gravity Drive”, dove è presente una camera circolare con un nucleo gravitazionale dall’aspetto identico al macchinario del buco nero della Event Horizon, inoltre nell’elenco di un file di identificazione personale si può trovare il nome “Dr. Sam Neill”, in riferimento all’attore che ha interpretato Weir.
I fan del gioco “Warhammer 40.000” considerano il film un prequel del loro gioco in quanto l’idea di una dimensione infernale che fa impazzire le persone ricorda molto la dimensione parallela dell’universo di Warhammer 40.000 nota come Warp o Immaterium, una realtà alternativa popolata da demoni e dalle divinità del caos.
Anche un fumetto si è ispirato al film: il numero 337 della serie a fumetti di Dylan Dog chiamato “Spazio profondo” ripropone molti elementi del film.
Considerando tutti gli aspetti negativi e positivi, “Punto di non ritorno” è un buon film ma nulla di più, forse un film cult ma non per questo un capolavoro di cui non possiamo fare a meno. Da vedere.
| PERSONAGGI ED INTERPRETI Sam Neill: Dottor William Weir Laurence Fishburne: Capitano Miller Joely Richardson: Tenente Starck Kathleen Quinlan: Peters | Jack Noseworthy: Justin Richard T. Jones: Cooper Sean Pertwee: Smith Jason Isaacs: D.J. Holley Chant: Claire Peter Marinker: Kilpack |







