Il cinema abbandonato nel deserto del Sinai” (noto anche come “Il cinema alla fine del mondo”) è una sala all’aperto costruita nel nulla, tra le montagne rocciose della penisola del Sinai (Egitto), non distante da Sharm el-Sheikh, e rimasta inattiva fin dal primo giorno.
Negli anni ’90 (o all’inizio degli anni 2000, secondo diverse versioni), un eccentrico viaggiatore francese di nome Diyinn Eadel rimase affascinato dal deserto del Sinai. Decise così di realizzare un sogno surreale: costruire un anfiteatro naturale con centinaia di vecchie sedie in legno, un grande schermo e un proiettore per guardare film sotto le stelle.
La sera della prima proiezione, doveva essere proiettato “Jurassic Park”, l’evento fallì prima ancora di iniziare. Il generatore di corrente si guastò misteriosamente, lasciando tutto al buio. Molte l’ipotesi, un guasto tecnico o un problema logistico con il generatore, ma la più accrditata e quella di un possibile sabotaggio da parte della popolazione locale o delle autorità, che non vedevano di buon occhio un’iniziativa culturale estranea imposta da uno straniero nel deserto.
Il film non fu mai proiettato, e il cinema venne abbandonato quasi subito. Negli anni, il luogo è diventato una meta surreale da esplorare o fotografare (reso celebre a livello internazionale anche da un reportage del fotografo estone Kaupo Kikkas). Il vento e la sabbia del deserto hanno consumato le strutture in legno e le sedie, lasciando uno scheletro di sedili e uno schermo isolati in mezzo alle dune.
La struttura è rimasta abbandonata nel deserto con i suoi 700 sedili di legno e metallo portati dal Cairo. Oggi il sito è pesantemente danneggiato, saccheggiato e chiuso all’accesso turistico dal governo egiziano.
























