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AGGIORNAMENTO
Se siete interessati su come rovinare un’ottima serie TV chiedete a Klara Kochańska-Bajon e Jagoda Szelc, i registi della serie TV “Le mamme dei pinguini”.
La prima stagione affrontava vari temi: la genitorialità, l’autismo e la disabilità infantile e lo faceva con garbo e delicatezza, la seconda stagione affronta gli stessi temi ma lo fa con la grazia di un caterpillar descrivendo ragzzini e ragazzine totalmente arrapati e senzafreni e genitori o meglio famiglie “borderline”.
In tutti gli episodi si parla solo di sesso, qualche scena esplicita, di tradimenti (il novanta percento delle famiglie è divorziata, separata o in un conflitto, il restante dieci per cento sono famiglie omogenitoriali), descrivendo un quadro generale di totale degrado, senza valori e con l’ironia di educare i figli, con problemi, su argomenti importanti.
La seconda stagione si fa fatica a guardarla, si è voluta alzare l’asticella inserendo un potpourri di situazioni abnormi e non sapendo gestire la trama e la sceneggiatura.
Ci si pone una domanda, ma la situazione genitoriale e famigliare in Polonia è cosi disastrosa? Perchè questo esce fuori dalla seconda stagione de “Le mamme dei pinguini”.
Peccato.
| VOTO PRECEDENTE 75/100 | VOTO NUOVA STAGIONE 45/100 | VOTO FINALE 60/100 |





















