INDIANA JONES E I PREDATORI DELL’ARCA PERDUTA

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DATI FILMOGRAFICI

Titolo originale: RAIDERS OF THE LOST ARK
Lingua originale: INGLESE
Paese di produzione: USA
Anno: 1981
Durata: 116 min.
Regia: STEVEN SPIELBERG
Genere: AVVENTURA, AZIONE, FANTASTICO
Streaming: INFINITY

Giudizio: 80/100

TRAMA

Nel 1936, l’archeologo americano Indiana Jones guida una spedizione per recuperare un idolo d’oro da un tempio peruviano con trappole mortali. Quando sembra avere successo, la guida locale Satipo tradisce Jones per rubargli l’idolo, finendo poi ucciso da una trappola, e solo Jones riesce ad uscire vivo, con l’idolo, dal tempio pericolante. L’archeologo rivale René Belloq lo mette alle strette e gli ruba l’idolo. Inseguito dai pericolosi indios Hovitos, alleati dello stesso Belloq, Jones fugge a bordo di un idrovolante.

Dopo essere tornato alla sua università, Jones, insieme al collega e amico Marcus Brody, viene informato da due agenti dei servizi segreti statunitensi che i nazisti stanno scavando a Tanis, in Egitto, e uno dei loro telegrammi menziona il vecchio mentore di Jones, Abner Ravenwood. Jones deduce che i nazisti cerchino la mitica Arca dell’Alleanza, nascosta in una camera segreta della città, che, secondo loro, li renderà invincibili. Per trovarla devono mettere le mani sull’amuleto dell’asta di Ra, custodito da Abner, che può indicare dove si trova la camera attraverso un modello in scala della città. Gli agenti quindi reclutano Jones per recuperare l’arca prima che ci riescano i nazisti.

In un bar del Nepal, Jones si riunisce con la figlia di Abner, Marion Ravenwood, con la quale Jones ha avuto una relazione illecita, e scopre che Abner è morto. In seguito il bar viene incendiato durante una colluttazione con un gruppo di nazisti, capeggiati dal sinistro agente della Gestapo Arnold Toht, intento a prendere il medaglione da Marion. Toht tenta di recuperarlo dalle fiamme, ma gli brucia solo l’immagine nella mano, mentre Jones e Marion uccidono i nemici restanti e recuperano il medaglione.

Giunti a Il Cairo, scoprono dall’amico Sallah che Belloq, ora collega dei nazisti comandati dal Colonnello Herman Dietrich, ha modellato una replica del medaglione incompleta dalle ustioni della mano di Toht. Al mercato, soldati e mercenari nazisti attaccano Jones e Marion viene poi rapita e solo apparentemente uccisa, nell’esplosione di un camion. Uno scoraggiato Jones crede che Marion sia morta, ma invece è prigioniera dei nazisti e di Belloq.

Nel frattempo, un imam decifra il medaglione per Jones, rivelando che su un lato è scritto un avvertimento contro il disturbo dell’Arca, e sull’altro sono scritte le misure corrette per il bastone di Ra. A questo punto, Jones e Sallah si rendono conto che i nazisti stanno scavando nella posizione sbagliata. Il mattino dopo Jones si infiltra negli scavi in corso, e usa il medaglione e il bastone delle dimensioni corrette per scoprire dove è il Pozzo delle Anime, il luogo di riposo dell’Arca. Una volta trovata l’entrata, il Pozzo si rivela anche essere pieno di serpenti velenosi e mummie. Mentre Belloq flirta con Marion, la ragazza lo sfida in una gara di bevute e, fingendosi ubriaca, tenta di scappare. Tuttavia, Toht le impedisce la fuga e cerca di interrogarla, ma invano. Jones e Sallah recuperano l’Arca, ma Belloq e i nazisti li scoprono e la sequestrano, e Toht getta Marion nel Pozzo su richiesta di Dietrich e contro la volontà di Belloq. Rinchiusi all’interno del Pozzo, Jones e Marion riescono a trovare una via d’uscita e scappare prima che l’Arca venga trasportata via con un aereo, distruggendolo e costringendo i nazisti a ricorrere a un camion. Dopo un estenuante inseguimento nel deserto, Jones riesce a rubare il camion.

Insieme a Marion, Jones organizza il trasporto dell’Arca a Londra a bordo di un piroscafo capitanato da Katanga, un amico di Sallah. Il giorno dopo un sottomarino tedesco intercetta il piroscafo e i nazisti sequestrano l’Arca e Marion, mentre Jones si nasconde e Katanga, per salvarlo, dice di averlo ucciso. Jones si imbarca di nascosto sull’U-Boot, che si dirige verso un’isola nel Mar Egeo, dove Belloq intende compiere un rituale ebraico per controllare se l’Arca contiene i resti delle Tavole della Legge.

Sull’isola, Jones sorprende il gruppo nazista minacciando di distruggere l’Arca pur di liberare Marion, ma si arrende quando Belloq non cede al bluff, conoscendo la sua curiosità da archeologo. Jones e Marion vengono legati a un palo mentre Belloq fa aprire cerimonialmente l’Arca, ma trova solo sabbia all’interno. Improvvisamente, l’Arca libera una forza ultraterrena che guasta le apparecchiature naziste, e Jones e Marion chiudono gli occhi per non guardare. L’Arca rilascia spiriti, fiamme e lampi di energia che uccidono Belloq, Toht e i nazisti, e il fuoco divino li risucchia aprendo il cielo e l’Arca si chiude. Tornata la calma sull’isola, Jones e Marion aprono gli occhi e si ritrovano liberi dalle corde.

Tornato a Washington con Marion, Jones viene premiato ma è furibondo per come il governo neghi loro l’Arca e la possibilità di studiarla. Gli agenti affermano che l’Arca è stata spostata in un luogo segreto affinché i loro “uomini qualificati” possano studiarla. In realtà, l’Arca viene conservata tra innumerevoli altre casse di un grande deposito contenente materiale top secret.

RECENSIONE

I predatori dell’arca perduta (1981), diretto da Steven Spielberg e nato dalla mente di George Lucas, non è semplicemente un film: è l’archetipo definitivo del cinema d’avventura moderno. Capace di vincere ben 5 Premi Oscar, questa pellicola ha ridefinito le regole del cinema d’intrattenimento, introducendo uno dei personaggi più iconici e intramontabili della cultura pop globale.

Nel 1936, il brillante professore di archeologia Indiana Jones viene ingaggiato dal governo americano per una missione ad altissimo rischio: trovare la leggendaria Arca dell’Alleanza prima che ci riescano i nazisti di Adolf Hitler, intenzionati a sfruttarne i poteri mistici per dominare il mondo.

I punti di forza del film sono:
– Harrison Ford che dà vita a un protagonista perfetto. Indiana Jones non è un supereroe invincibile, subisce colpi, sbaglia, improvvisa, scappa in modo rocambolesco e ha una fobia viscerale per i serpenti. Questa vulnerabilità lo rende irresistibile ed estremamente empatico.
– Spielberg confeziona un’opera dal ritmo indiavolato che non lascia un attimo di respiro allo spettatore. Dal prologo nelle caverne del Perù fino all’iconica apertura dell’Arca, ogni sequenza è studiata per stupire, mescolando sapientemente azione, ironia e un pizzico di occulto.
– L’alchimia tra Indy e Marion Ravenwood (un’indipendente e grintosa Karen Allen) rompe i cliché della classica damigella in pericolo, offrendo dialoghi brillanti, divertenti e ricchi di tensione romantica.
– Gli effetti speciali dell’epoca, uniti a una colonna sonora monumentale firmata da John Williams, regalano un senso di meraviglia e autenticità che la moderna CGI digitale fatica a replicare.

Se si vuole trovare un “difetto” logico (spesso ironicamente citato dai cinefili), la sceneggiatura presenta una bizzarra struttura: dal punto di vista puramente geometrico della trama, le azioni di Indiana Jones non influenzano l’esito finale. Che Indy intervenga o meno, i nazisti avrebbero comunque trovato l’Arca e l’avrebbero aperta, incontro al loro fatale destino. Tuttavia, questo dettaglio non fa che evidenziare la grandezza della pellicola: il viaggio, le peripezie e l’intrattenimento sono talmente magnetici da rendere questo paradosso del tutto irrilevante per lo spettatore.

I predatori dell’arca perduta rimane una pietra miliare assoluta. È il manifesto di un’epoca in cui il cinema era pura magia visiva, capace di incollare allo schermo generazioni di spettatori. Un capolavoro intramontabile che chiunque ami la settima arte deve vedere almeno una volta nella vita.

POST SCRIPTUM

Il film ha avuto un prequel sempre diretto da Steven Spielberg, ambientato l’anno prima degli eventi accaduti in I predatori dell’arca perduta (1935), Indiana Jones e il tempio maledetto (1984).

Dopo il prequel, sono stati prodotti tre sequel del film, i primi due diretti sempre da Steven Spielberg, l’ultimo è invece diretto da James Mangold: Indiana Jones e l’ultima crociata (1989), ambientato nel 1938, Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo (2008), ambientato nel 1957 e Indiana Jones e il quadrante del destino (2023), ambientato nel 1969.

Influenza culturale:

  • Del film è stata realizzata nel 1986 un’accurata parodia dalla Walt Disney Italia dal titolo Paperinik e l’arca dimenticata.
  • A Indiana Jones è ispirato il personaggio a fumetti Indiana Pipps, creato sempre dalla Disney Italia nel 1988, cugino avventuriero di Pippo, mentre René Belloq è l’ispirazione per il suo eterno rivale, il perfido Dr. Krantz.
  • Nel 1990 la statunitense Walt Disney Pictures ha realizzato il film a cartoni animati Zio Paperone alla ricerca della lampada perduta (DuckTales the Movie: Treasure of the Lost Lamp) che, sia per le ambientazioni iniziali che per la locandina cinematografica e il relativo font utilizzato, era un chiaro omaggio alla serie di Indiana Jones. A loro volta George Lucas e Steven Spielberg avevano reso omaggio alle avventure a fumetti realizzate da Carl Barks e vissute dal personaggio di Zio Paperone nel fumetto Zio Paperone e le sette città di Cibola (del 1954) nella scena iniziale del film.
  • Nel videogioco Indiana Jones e la macchina infernale del 1999 è possibile giocare un livello segreto, in cui Indy torna nello stesso tempio in Perù per recuperare un altro idolo.
  • Nell’episodio Indiana Shawn alla ricerca del tesoro segreto della serie televisiva Psych, il protagonista Shawn Spencer (James Roday) è vestito come Indiana Jones.
  • Un episodio de I Simpson intitolato I predatori del frigo perduto è una parodia del film.
  • La trama dell’episodio La minimizzazione manipolatoria della sitcom The Big Bang Theory verte intorno agli eventi del film; in particolar modo sulla teoria che le azioni del protagonista Indiana Jones, in realtà, non influirebbero sulla trama della pellicola.
  • L’episodio dei New Looney Tunes intitolato I conigli dell’arca perduta è una parodia del film.
  • Nel videogioco Indiana Jones e l’antico cerchio del 2024 la scena iniziale, oltre ad essere un omaggio, riprende filo per segno le sequenze iniziali della foresta pluviale, la giungla, il tempio degli Hovitos e la spedizione alla ricerca dell’idolo d’oro.

Dietro le quinte de I predatori dell’arca perduta ci sono aneddoti incredibili, incidenti e colpi di genio improvvisati che hanno contribuito a rendere questo film leggendario.
Ecco le curiosità più famose e sorprendenti sulla pellicola:

Il “problema intestinale” che creò la scena più iconica:

La scena in cui Indiana Jones si trova davanti a un imponente spadaccino arabo che mostra la sua abilità con la scimitarra, per poi freddarlo pigramente con un colpo di pistola, non era scritta così nel copione.
• La storia: Era prevista una lunghissima e complessa sfida a colpi di frusta e spada, per la quale lo stuntman si era allenato per mesi.
• La realtà: Quel giorno in Tunisia le temperature sfioravano i 54 gradi e gran parte della troupe, compreso Harrison Ford, era debilitata da una grave forma di dissenteria. Stanco e desideroso di correre in bagno, Ford propose a Spielberg: “E se gli sparassi e basta?”. Il regista accettò immediatamente, dando vita a uno dei momenti più divertenti della storia del cinema.

Tom Selleck doveva essere Indiana Jones:

Harrison Ford non era affatto la prima scelta per il ruolo. George Lucas non voleva riutilizzare un attore che aveva già lavorato con lui in Star Wars. La parte venne ufficialmente assegnata a Tom Selleck. Tuttavia, l’attore fu costretto a rinunciare all’ultimo minuto a causa dei suoi vincoli contrattuali con la serie TV Magnum P.I.. Spielberg propose allora nuovamente Ford e Lucas cedette a sole tre settimane dall’inizio delle riprese.

Migliaia di serpenti veri (e un po’ di vetro):

Per la terrificante scena nel “Pozzo delle Anime”, la produzione aveva inizialmente recuperato circa 2.000 serpenti cinematografici, ma Spielberg si rese conto che erano troppo pochi per riempire l’immensa sala. Ordinò così altri 7.000 serpenti veri provenienti dall’Europa.
• Poiché molti di questi rettili erano cobra velenosi, tra Harrison Ford e gli animali venne posizionata una lastra di vetro protettiva invisibile. Se guardi attentamente la scena da vicino, si può notare il riflesso del cobra sulla barriera trasparente.

I pranzi in scatola salvavita di Spielberg:

Durante le riprese in Tunisia, quasi l’intero cast e la troupe si ammalarono a causa del cibo locale e dell’acqua. L’unico a rimanere completamente sano fu proprio il regista Steven Spielberg: per tutta la durata delle riprese nel deserto si nutrì esclusivamente di cibo in scatola (soprattutto spaghetti e ravioli) che si era portato direttamente da casa negli Stati Uniti.

I geroglifici di Star Wars:

George Lucas ama unire i suoi universi cinematografici. Se si osserva con molta attenzione la parete ricoperta di geroglifici nel Pozzo delle Anime, proprio accanto a Indy e Marion, è possibile notare un’incisione speciale: un antico disegno egizio che raffigura i famosi droidi C-3PO e R2-D2.

Lo stuntman “immortale”:

L’attore e stuntman britannico Pat Roach viene ucciso ben due volte nel corso dello stesso film. Interpreta prima lo spietato sherpa gigante che affronta Indy nel bar di Marion in Nepal (rimanendo intrappolato tra le fiamme), e successivamente il monumentale meccanico nazista a torso nudo che fa a pugni con l’archeologo vicino all’aereo, finendo tragicamente colpito dall’elica.


INTERPRETI E PERSONAGGI

Harrison Ford: Indiana Jones
Karen Allen: Marion Ravenwood
Paul Freeman: René Belloq
Denholm Elliott: Marcus Brody
Ronald Lacey: Arnold Ernst Toht
John Rhys-Davies: Sallah
Wolf Kahler: Herman Dietrich
Anthony Higgins: maggiore Gobler
Alfred Molina: Satipo

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