![]() DATI FILMOGRAFICI Titolo originale: ONCE UPON A TIME IN AMERICA Lingua originale: ITALIANO, INGLESE Paese di produzione: ITALIA, USA Anno: 1984 Durata: 139 min. (versione statunitense) – 229 min. (versione internazionale) 251 min. (extended director’s cut) Regia: SERGIO LEONE Genere: DRAMMATICO, STORICO, GANGSTER Distribuzione: PRIME VIDEO Giudizio: 85/100 |
TRAMA
New York, 1933, sul finire del Proibizionismo. Quattro spietati sicari italoamericani, inviati da ignoti mandanti, cercano rabbiosamente il gangster David “Noodles” Aaronson, dopo aver assassinato Eve, la sua compagna. “Fat” Moe Gelly, proprietario del bar dove Noodles risiede, viene pestato a sangue nel piano superiore del suo locale, finché non indica un teatro cinese con annessa fumeria d’oppio, luogo dove Noodles si potrebbe trovare. Effettivamente Noodles si trova lì, ma per dimenticare la morte dei suoi tre amici e compari, Patrick “Patsy” Goldberg, Philip “Cockeye” Stein e Maximilian “Max” Bercovicz. In un flashback si vede Noodles assistere all’incendio di un camion carico di casse di whisky e alla morte degli amici. Sull’asfalto giacciono i loro corpi, uno dei quali, quello di Max, è completamente carbonizzato.
Due dei quattro scagnozzi irrompono nel teatro cinese, ma Noodles fugge in tempo da un’uscita secondaria. Recatosi al locale di Moe, uccide il terzo sgherro, ma non soccorre l’amico così da scagionarlo agli occhi dei sicari. Prende quindi una chiave riposta in un orologio a pendolo e si reca in una stazione ferroviaria, dove apre una cassetta di sicurezza, al cui interno c’è una valigia che contiene solo vecchi giornali. Confuso e rassegnato, decide di salire sul primo treno in partenza, diretto a Buffalo, scappando per sempre da New York per rifarsi una nuova vita sotto il falso nome di Robert Williams.
1968. Noodles, oramai ultrasessantenne, torna a New York e incontra Moe, che continua a gestire il bar. I due discutono di una strana lettera che Noodles ha ricevuto, apparentemente speditagli da un rabbino locale, in cui lo invita a trattare il trasferimento delle salme dei suoi tre amici. Come Moe gli riferisce, il trasferimento è in realtà avvenuto già otto mesi prima, a spese di un ignoto benefattore nel sontuoso cimitero di Riverdale, nel Bronx. Noodles dunque suppone che la missiva costituisca il messaggio di un vecchio nemico, che gli fa così intendere di averlo rintracciato, nonostante egli viva altrove sotto falso nome. Moe decide di ospitare Noodles per la notte nell’appartamento adiacente al locale. Egli, ora solo, vaga per il locale e guardando attraverso una feritoia che dà su sul magazzino, vede affiorare alla mente la sua adolescenza.
Il giovane Noodles spia Deborah dalla feritoia nel muro
1918. Noodles, un adolescente ragazzo di strada del quartiere ebraico del Lower East Side di New York che vive di espedienti, spia la bella Deborah Gelly, sorella di Moe, mentre si esercita aspirando a diventare una ballerina. Il suo è amore a prima vista. Imbattutosi fortuitamente in un suo coetaneo, lo smaliziato Max, che si è appena trasferito dal Bronx, i due decidono di costituire, assieme gli amici Patsy, Cockeye e Dominic una propria gang indipendente. Con questa iniziativa, tuttavia, si inimicano il piccolo boss locale Bugsy.
Il giorno del Pesach, la pasqua ebraica, mentre tutta la comunità è in preghiera in sinagoga, Noodles incontra Deborah, rimasta da sola nel bar dei Gelly. La fanciulla, seppur infatuata da Noodles, non approva il suo stile di vita e perciò, a malincuore, non vuole concedersi a lui. Proprio nel bel mezzo del dialogo, Noodles viene richiamato fuori da Max e abbandona Deborah. Una volta in strada, i due ragazzi vengono malmenati e derubati da Bugsy e dai suoi compari per la loro iniziativa di mettersi in proprio. Noodles, sanguinante, cerca rifugio bussando alla porta di Deborah, la quale però, nel rimarcare il proprio disappunto, lo abbandona fuori al proprio destino.
Noodles e i suoi amici, nonostante le intimidazioni, continuano le loro attività in proprio, fino a mettere a punto un espediente per recuperare le casse di whisky gettate in mare dai contrabbandieri italo-americani, eludendo così le motovedette della polizia fluviale. Con questo stratagemma ottengono ingenti guadagni e inaugurano un fondo comune, custodito in una valigia depositata presso una cassetta di sicurezza di una stazione ferroviaria.
Bugsy, furioso per lo sgarbo, tenta di eliminare la gang una volta per tutte. A farne le spese, tragicamente, è Dominic, ucciso con un colpo di pistola alle spalle. Dopo che Dominic spira tra le braccia di Noodles, quest’ultimo si vendica uccidendo Bugsy, ma viene colto in flagrante da due poliziotti. Nel tentativo di difendersi dall’arresto accoltella uno degli agenti di polizia, ragion per cui viene condannato a scontare una pena detentiva di dodici anni.
1968. Noodles si reca al cimitero di Riverdale, nella monumentale cappella fatta erigere per i suoi amici dallo sconosciuto benefattore. All’interno legge anche il proprio nome su una targa commemorativa e al cui interno trova una chiave, che riconosce essere identica a quella della cassetta di sicurezza usata anni prima. Giunto alla stazione ferroviaria, Noodles trova una valigia con una cospicua somma e un messaggio: “Pagamento anticipato per il tuo prossimo lavoro”.
Moe, Patsy, Max e Cockeye brindano con Noodles alla sua scarcerazione
1930. Noodles esce finalmente di prigione. Ad attenderlo trova Max, che stenta a riconoscere, il quale lo informa che nel frattempo la banda ha ingrandito le proprie attività, trasformando l’esercizio di Moe in un bar dove si distribuiscono clandestinamente alcolici, essendo entrato in vigore il Proibizionismo. Noodles scopre inoltre che i suoi tre amici hanno iniziato a compiere dei lavori importanti al soldo di organizzazioni molto potenti di cui Max vuole garantirsi la protezione. Uno di questi incarichi consiste in una rapina a una gioielleria di Detroit per conto di un potente boss italo-americano, Frankie Monaldi, e del suo referente Joe. Il colpo però assume risvolti grotteschi: durante la rapina Noodles, provocato da una commessa di nome Carol, arriva a violentarla sebbene ella dimostri compiacenza.
Al momento della consegna della refurtiva, Max e i suoi compari si sbarazzano di Joe e della sua banda, perché Max si era segretamente accordato con Monaldi per eliminare la concorrenza di Detroit. Noodles, visibilmente contrariato e sdegnato per la violenza dell’agguato, redarguisce Max per averlo tenuto all’oscuro e lo accusa di voler tradire la loro linea indipendente stabilita anni prima. Questo litigio rappresenta l’inizio di una graduale frattura, che porta Noodles a diffidare sempre più delle ambizioni del suo amico, palesemente avido di denaro e potere.
1968. Nel bar di Moe, Noodles apprende da un notiziario televisivo che il senatore Christopher Bailey è scampato miracolosamente a un attentato dinamitardo. Il politico risulta coinvolto in una controversa indagine per corruzione, durante la quale sono già stati assassinati altri testimoni. Nel servizio appare una vecchia conoscenza di Noodles, il sindacalista James Conway O’Donnell.
1932. Mentre imperversano le lotte del movimento operaio, la banda riceve un incarico da Sharkey, un politico vicino al Sindacato dei Trasporti. Chicken Joe, uno sgherro al servizio di un certo Crowing, direttore di una fabbrica occupata, ha preso in ostaggio O’Donnell per costringerlo a porre termine a uno sciopero. Noodles e la sua banda intervengono sequestrando Crowing per obbligare Chicken Joe allo scambio dei due ostaggi. Quest’ultimo però non demorde e ordina la gambizzazione di O’Donnell, che si scopre essere amico di Monaldi. La risposta di Max e Noodles è un’imboscata ai danni del boss, che risparmia solo l’impietrito Crowing. Per garantire il successo dell’operazione, la banda arriva a ricattare il capo della polizia Vincent Aiello, scambiando i braccialetti ai neonati nel reparto ospedaliero in cui si trova il figlio appena nato del capo della polizia.
In questo modo diviene sempre più chiara la commistione tra la malavita, il sindacato, la politica e le forze dell’ordine, tanto che, nell’imminenza della fine del Proibizionismo, Sharkey propone nuovi affari a Noodles e alla sua banda. Max, sempre più ambizioso, accetterebbe di buon grado, mentre Noodles manifesta ancora una volta tutta la propria disapprovazione. Max viene invitato da Sharkey a liberarsi dell’amico, considerato ormai una palla al piede, ma l’uomo rifiuta.
Per conquistare Deborah, della quale Noodles non si è dimenticato affatto, e che anzi ha sempre amato profondamente durante la sua prigionia, organizza una splendida serata in un ristorante sul mare prenotato esclusivamente per loro due, durante la quale le chiede di sposarlo. Lei, pur ricambiandolo, declina nuovamente la proposta per l’annoso motivo del suo stile di vita, che comporterebbe soprattutto la rinuncia alle proprie aspirazioni artistiche. Deborah infatti è in procinto di partire per Hollywood e diventare un’attrice. Noodles, profondamente deluso, si offre di riaccompagnarla a casa per poi violentarla brutalmente in automobile, senza che l’autista intervenga. Così facendo, Noodles la perde definitivamente.
Carol, la commessa della gioielleria di Detroit, diviene la donna di Max e Noodles ripiega su Eve, una ragazza conosciuta la notte in cui ha violentato Deborah. Viene annunciata ufficialmente la data della fine del Proibizionismo. Max, in un crescendo di ambizione, confida a Noodles il piano per rapinare la Federal Reserve Bank di New York, con lo scopo di garantirsi definitivamente ricchezza e potere. Giudicando il piano un’ennesima follia, Noodles medita di sventarlo e in una telefonata anonima informa la polizia di un imminente trasporto di alcolici, ancora formalmente proibiti, a cui partecipano i suoi amici. L’esito sarà la sparatoria mortale che porterà alla morte di Patsy, Cockeye e Max.
1968 Noodles riceve un invito a un ricevimento presso la residenza del senatore Bailey a Long Island. Per cautelarsi, fa visita dapprima a un’ormai anziana Carol in una casa di riposo, e da lei apprende dell’amicizia di Deborah con il politico, probabilmente il suo amante, e della sua brillante carriera teatrale. Racconta anche che Max, durante quella sparatoria con la polizia, fece esplodere per primo dei colpi di pistola, quasi a volersi far uccidere. Noodles raggiunge quindi Deborah a Broadway e le fa visita in camerino. Alquanto scossa, Deborah gli racconta delle vicissitudini di Bailey, un immigrato dal passato sconosciuto che, dopo aver sposato una donna molto ricca e aver avuto un figlio da essa, ebbe modo, grazie alla sua eredità, di accumulare fortuna e divenire un ricco finanziere. Entrato in politica da cinque anni, è però ora coinvolto in un’intricatissima inchiesta giudiziaria. La visita inaspettata di David, figlio del senatore, straordinariamente somigliante a Max da giovane, chiarisce il sospetto di Noodles sull’identità di Bailey, ovvero il suo vecchio amico Max, fattosi credere morto nel 1933.
Noodles insieme a Max alias senatore Bailey
Noodles, nonostante le suppliche di Deborah a desistere, viene ricevuto in privato da Bailey/Max, che lo mette al corrente del fatto che nel 1933 il suo tentativo di salvare gli amici denunciandoli era stato ampiamente previsto da lui e dalla malavita. Max si era infatti organizzato con la parte corrotta della polizia per far trovare un cadavere già sfigurato e fuggire. Il senatore illustra poi la tragica situazione in cui versa, e delle minacce di morte dei suoi ex alleati che vogliono impedirgli di comparire al processo. L’uomo prega Noodles di ucciderlo con un colpo di pistola, per avere una morte onorevole e potersi sdebitare dell’antico sgarbo.
Lui, però, ricordando i momenti della sua infanzia e la sua antica fedeltà a valori quali amicizia e amore, declina, spiazzandolo e negando qualsiasi addebito, chiamandolo sempre “Mr. Bailey”, fingendo così di non riconoscere in lui Max e augurandogli il meglio per il processo che lo aspetta.
Noodles esce dal cancello della villa di Bailey, di fronte al quale staziona un camion della nettezza urbana, che, mentre lui sta incamminandosi lungo la strada per andarsene, si mette in moto. Noodles si volta e vede da lontano Bailey/Max uscire dal cancello e avanzare verso il mezzo appena partito. Bailey/Max sembra sparire misteriosamente dietro di esso, forse lanciatosi nelle lame compattatrici. Noodles osserva il camion allontanarsi fino a scomparire nel buio, quando a un tratto spunta un corteo di auto d’epoca con a bordo dei giovani festanti sulle note di God Bless America, di Irving Berlin.
1933. Siamo nuovamente nel teatro cinese. Noodles giace sul letto sorridendo, inebriato dai fumi dell’oppio.
RECENSIONE
Sergio Leone abbandona le piste polverose del Far West per ritrovarsi su quelle, sempre polverose, di una New York degli anni trenta del novecento. Fotografia, regia, sceneggiatura e recitazione a grandi livelli. Assolutamente da vedere.
| PERSONAGGI ED INTERPRETI Robert De Niro: David “Noodles” Aaronson James Woods: Maximilian “Max” Bercovicz Elizabeth McGovern: Deborah Gelly Joe Pesci: Frankie Monaldi Burt Young: Joe Tuesday Weld: Carol Treat Williams: James Conway O’Donnell | Danny Aiello: Vincent Aiello Richard Bright: Chicken Joe James Hayden: Patrick “Patsy” Goldberg William Forsythe: Philip “Cockeye” Stein Darlanne Fluegel: Eve Larry Rapp: “Fat” Moe Gelly Richard Foronjy: ag. Whitey Robert Harper: Sharkey Dutch Miller: Van Linden Gerard Murphy: Crowning |







