![]() DATI FILMOGRAFICI Titolo originale: GIU’ LA TESTA Lingua originale: ITALIANO, SPAGNOLO Paese di produzione: ITALIA, SPAGNA Anno: 1971 Durata: 157 min. Regia: SERGIO LEONE Genere: SPAGHETTI WESTERN, STORICO, DRAMMATICO, GUERRA Distribuzione: PRIME VIDEO Giudizio: 70/100 |
TRAMA
1913, nelle vicinanze di Mesa Verde (un’immaginaria città messicana). Juan Miranda, un peone messicano che è a capo di un gruppo di banditi composto dall’anziano padre, dai suoi sei figli e da altri membri della famiglia, si trova su una diligenza da lui appena rubata, quando il gruppo viene sorpreso dal fragore di alcune esplosioni: dai fumi e dalle polveri appare un motociclista, Sean Mallory, esperto dinamitardo ed ex rivoluzionario dell’IRA. Miranda vede subito in lui e nelle sue abilità nell’utilizzo degli esplosivi il mezzo perfetto per penetrare nei sotterranei della ricchissima Banca di Mesa Verde, suo sogno fin da quando era bambino. Juan gli propone quindi di lavorare insieme per colpire la banca, ma Sean rifiuta, perché è venuto a lavorare per Aschenbach, il proprietario di una miniera nelle vicinanze. Per convincere Sean a unirsi a lui, Juan escogita un trabocchetto e riesce a far sì che Sean uccida accidentalmente Aschenbach e un capitano dell’esercito a lui vicino mentre i due sono all’interno di una chiesa che viene fatta esplodere. A questo punto Sean sembra aver ceduto alle richieste di Juan e si incammina insieme a lui, ma alla prima occasione utile si dilegua.
Juan e i suoi figli si recano a Mesa Verde. Sul treno incontrano uno strano personaggio che stranamente aiuta il bandito a eliminare due poliziotti che lo avevano riconosciuto: si tratta del dottor Villega, a capo della piccola banda di rivoluzionari di Mesa Verde. Arrivato al paese, Juan osserva i primi segni del profondo cambiamento che esso ha subìto: la famosa banca non risplende d’oro e in ogni luogo ci sono piccoli manipoli di soldati che marciano o fucilano i rivoluzionari; su tutti i muri si possono leggere i manifesti del governatore Jaime: “El Sr. Gobernador ama al pueblo. El pueblo ama al Sr. Gobernador” (‘Il sig. Governatore ama il popolo. Il popolo ama il sig. Governatore’). Al bar di fronte alla banca, Juan ritrova Sean che lo stava aspettando per portarlo a una riunione dei rivoluzionari, in cui Villega spiega agli uomini l’obiettivo della successiva missione: sferrare vari attacchi in tutto il paese per permettere a Pancho Villa ed Emiliano Zapata di attuare il loro piano. Sean sceglie di occuparsi della banca e vuole Juan come aiutante. Juan, entusiasta, partecipa attivamente, per poi scoprire che i sotterranei della banca non ospitano più tesori, ma sono adibiti a prigione temporanea ricolma di contadini e di qualche politico. Dopo averli, seppur accidentalmente, liberati, il bandito diventa un eroe della rivoluzione e viene acclamato dalla folla.
Juan si sposta con tutti i rivoluzionari in un campo lontano dalla città dove le forze ribelli si stanno preparando per combattere le truppe del dittatore Victoriano Huerta. Nonostante l’ordine fosse di ritirarsi nelle grotte lì vicino, Sean decide di accamparsi su un’altura in vista di un ponte per sterminare le truppe del colonnello Günther Reza, che sarebbero passate di là. Con lui rimane solo Juan, il quale pensa che quella di Sean fosse una scusa per scappare, ma appena scopre che le sue intenzioni sono serie, decide per orgoglio di restare insieme a lui. I due posizionano due mitragliatrici pesanti in cima a una collina e riescono a sferrare un pesantissimo attacco in contropiede alle truppe del colonnello; attacco che sbaraglia completamente la truppa nemica grazie all’esplosione del ponte causata da Sean. Ciò nonostante, tornati alle grotte, scoprono che tutti i loro compagni sono morti in un’imboscata e Juan, vedendo i cadaveri dei propri figli, non sente più ragioni e decide di affrontare i soldati di Huerta a viso aperto, finendo catturato.
Dopo aver salvato Juan dall’esecuzione e scoperto che il dottor Villega aveva tradito i suoi compagni a seguito di varie torture, Sean decide finalmente di lasciarsi tutto alle spalle e si rifugia con Miranda in un vagone di bestiame diretto verso gli Stati Uniti. Ma la rivoluzione sembra seguirli ovunque e a seguito di alcuni scontri armati nella stazione, nel loro vagone si rifugia proprio il governatore Jaime, presente anch’egli sul treno. Il governatore tenta di convincere i due a lasciarlo passare in cambio di una borsa colma di denaro e ricchezze, mentre Sean lancia la pistola a Juan: sarà lui a decidere se ucciderlo. Miranda, accecato dal desiderio di vendetta, colpisce a morte il governatore e uscendo dal treno viene osannato di nuovo dalla folla.
Nel treno, ora in mano ai rivoluzionari, Juan e Sean incontrano alcuni capi e Villega; con loro pensano al da farsi, visto che mille soldati e Günther Reza stanno venendo loro incontro sullo stesso binario. Sean si offre di preparare un contrattacco: staccando la locomotiva dal resto dei vagoni e imbottendola di esplosivo, la farà schiantare contro il treno di Reza, causando così ingenti danni alle forze nemiche. Per attuare il piano chiede specificamente la collaborazione di Villega, al quale fa capire di essere a conoscenza del suo tradimento. A questo punto, attraverso una serie di flashback, viene mostrato come Sean, quando faceva ancora parte dell’IRA, avesse un amico fraterno di nome Nolan con cui fece la rivoluzione e con cui condivideva persino la stessa donna, ma che venne catturato e sotto tortura tradì Sean, aiutando i soldati a riconoscerlo. Sean riesce a uccidere i soldati prima di essere preso, ma travolto dall’odio uccide Nolan, unico caso in cui, dice a Villega, ha giudicato un altro uomo, ragion per cui non lo farà di nuovo. A ogni modo, nell’imminenza del salto per salvarsi la vita dall’impatto, Villega si pente di aver tradito i suoi compagni e decide di rimanere sulla locomotiva, morendo.
Ricongiuntosi con i rivoluzionari, durante lo scontro a fuoco con i soldati superstiti, Sean viene colpito dal colonnello Günther Reza, che viene a sua volta ucciso da un furioso Juan con una mitragliatrice. Juan assiste l’amico morente e decide di cercare aiuto ma, poco dopo essersi allontanato, si rende conto che Sean si è fatto accendere una sigaretta non per fumare ma con l’intento di innescare la dinamite che porta sempre addosso. Juan fa appena in tempo a voltarsi e a urlare il nome dell’amico che questo viene polverizzato dall’esplosione. Nell’ultima scena prima dei titoli di coda, Juan guarda davanti a sé e dice: “E adesso io?”.
RECENSIONE
Non il solito spaghetti western ma comunque un bel film. Da vedere.
| PERSONAGGI ED INTERPRETI Rod Steiger: Juan Miranda James Coburn: John H. “Sean” Mallory Romolo Valli: dottor Villega Maria Monti: Adelita, la donna nella diligenza Rik Battaglia: Santerna Franco Graziosi: governatore Jaime Antoine Saint-John: Günther Reza Vivienne Chandler: Coleen, fidanzata di John David Warbeck: Sean Nolan, amico di John Giulio Battiferri: Miguel | Furio Meniconi: rivoluzionario Poldo Bendandi: rivoluzionario Stefano Oppedisano: rivoluzionario Roy Bosier: proprietario terriero in diligenza John Frederick: americano in diligenza Jean Rougel: prete in diligenza Antonio Casale: notaio in diligenza Amato Garbini: primo poliziotto in treno Michael Harvey: cocchiere Goffredo Pistoni: padre di Miranda Corrado Solari: Napoleone, un figlio di Miranda Amelio Perlini: un figlio di Miranda |







