![]() DATI FILMOGRAFICI Titolo originale: 愛のコリーダ Ai no korīda Lingua originale: GIAPPONESE Paese di produzione: GIAPPONE Anno: 1976 Durata: 102 min. Regia: NAGISA OSHIMA Genere: EROTICO, DRAMMATICO, ADULTI Distribuzione: NO STREAMING Giudizio: N.G. |
TRAMA
Tokyo, 1936. Il legame tra la giovane cameriera Sada Abe e Kichizo Ishida (detto “Kiki san”), proprietario della pensione presso cui presta servizio, è fatto d’un amore totalmente dominato dai sensi. L’uomo abbandona la moglie e fugge con Sada: tra i due la relazione parte dall’attrazione reciproca, si evolve attraverso l’estasi sensuale per precipitare, nel finale, in un baratro erotico. I due amanti vivono alimentando (e alimentandosi di) questo tipo di legame, l’uno in funzione del piacere che può dare all’altro, annullando, con l’ossessivo ripetersi degli amplessi, ogni forma di quotidianità tradizionale e di razionalità.
La costante necessità che hanno l’uno dell’altra è tale che non possono impedirsi di copulare nemmeno in presenza di altre persone o all’aperto. I due rimangono senza soldi e Sada si prostituisce per mantenere il suo amante, ma è divorata da una gelosia ossessiva. Il compulsivo consumarsi del gesto carnale, che diviene estremo, si conclude con la morte di Kiki, soffocato nell’ultima e mortale trasgressione. Nel finale Sada recide il membro di Kiki – d’evidente valore simbolico e affettivo – e se ne appropria, portandolo con sé in una borsetta per tre giorni, fino all’arresto da parte della polizia.
RECENSIONE
Negli anni settanta continuava la crisi del cinema giapponese, che non era più rappresentato in nessuna mostra del cinema, e in quegli anni escono solo due film degni di nota, entrambi di produzione straniera, nel 1975 “Dersu Uzala – Il piccolo uomo delle grandi pianure” (1975) di Kurosawa, prodotto dalla sovietica Mosfil’m e il coraggiosissimo film “Ecco l’impero dei sensi” (Ai no korida) di Oshima del 1976.
Grazie alla produzione della francese Argos Films di Anatole Dauman, Oshima può aggirare la censura giapponese e infrangere l’ultimo tabù del cinema giapponese: la rappresentazione esplicita del sesso sullo schermo.
Come già detto un film coraggioso considerando il periodo e la cultura del popolo giapponese, un film che non lascia nulla all’immaginazione sbattendo ogni azione in faccia allo spettatore, dalle esplicite scene di sesso all’evirazione finale.
Un film del genere non si può giudicare o meglio non permette di essere giudicato, se visto oggi magari non piace e viene giudicato pornografia, visto, dalla stessa persona, cinquantanni fa magari era giudicato un capolavoro.
Comunque “Ecco l’impero dei sensi” è un film assolutamente da vedere e visto non per un film pornografico ma per quello che voleva rappresentare negli anni settanta.
P.S.: Basato su un celebre episodio di cronaca avvenuto nel Giappone (Tokyo) nel 1936.
La scelta degli ambienti, che fanno pensare al teatro (o addirittura al Giappone feudale, se non fosse per i treni, le sigarette e i soldati in partenza per la Manciuria), i pochi personaggi, i colori, le musiche, i canti tradizionali, riescono a esaltare l’aspetto drammatico della relazione più che l’aspetto strettamente sensuale.
Dal punto di vista figurativo, le scelte della regia danno un carattere marcatamente erotico al film, che in molti hanno definito pornografico. È vero che l’obiettivo della macchina da presa mette a fuoco ogni dettaglio della nudità dei corpi impegnati in rapporti in cui non c’è finzione cinematografica, ma è anche vero che la storia è incentrata sull’enorme potere che i sensi possono esercitare sulla vita di due persone, sino a prenderne il sopravvento.
Pur profondamente giapponese, il film è impregnato delle idee del francese Georges Bataille: la passione fisica, il piacere sessuale, il gusto della trasgressione e la morte vi sono indissolubilmente legati.
| PERSONAGGI ED INTERPRETI Eiko Matsuda: Sada Abe Tatsuya Fuji: Kichizo Ishida Aoi Nakajima: Toku Yasuko Matsui: locandiera Tagawa Meika Seri: Matsuko, cameriera di Yoshidaya Kanae Kobayashi: vecchia geisha Kikuryū Taiji Tonoyama: vecchio mendicante Kyōji Kokonoe: maestro Ōmiya Naomi Shiraishi: geisha Yaeji Komikichi Hori: geisha di Mitsuwa | Kikuhei Matsunoya: buffone Hōkan Akiko Koyama: geisha di Mansaki Yuriko Azuma: geisha di Mitsuwa Rei Minami: geisha di Mitsuwa Machiko Aoki: cameriera di Mitsuwa Mariko Abe: Kinu, cameriera di Yoshidaya Kyōko Okada: giovane geisha Hangyoku Kiyomi Yasuda: geisha di Mitsuwa Hiroko Fuji: O-Tsune, capo-cameriera di Yoshidaya Tōmi Mitsuboshi: Chieko, cameriera di Yoshidaya Katsue Tamiyama: cameriera grassa di Mansaki Hitomi Fukuhara: ragazza con l’ombrello |







