FEBBRE DA CAVALLO

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DATI FILMOGRAFICI

Titolo originale: FEBBRE DA CAVALLO
Lingua originale: ITALIANO
Paese di produzione: ITALIA
Anno: 1976
Durata: 94 min.
Regia: STENO
Genere: COMMEDIA ALL’ITALIANA
Distribuzione: PRIME VIDEO
Giudizio: 90/100

TRAMA

Bruno Fioretti detto “Mandrake” (in onore del famoso personaggio dei fumetti), indossatore e aspirante attore, Armando Pellicci detto “Er Pomata”, ex driver oggi disoccupato, ricco solo di grandi risorse truffaldine, e Felice Roversi, parcheggiatore abusivo, sono tre amici squattrinati alle prese col vizio delle scommesse ippiche. I tre trascorrono gran parte del loro tempo cercando di mettere insieme i soldi per scommettere, solitamente a Tor di Valle ma anche in altri ippodromi italiani.

Un giorno i tre si recano all’ippodromo di Agnano per assistere alla corsa di Can Can, ma il loro cavallo viene battuto dall’indigeno Mambo. Ritornati mestamente a casa, Gabriella, la fidanzata di Mandrake, stanca delle continue mancanze del compagno — che oltre a sperperare denaro, non riesce a fare l’amore quando perde ai cavalli, per una sorta di complesso di colpa — chiede consiglio a una cartomante che, nemmeno a farlo apposta, la induce a giocare una Tris. I tre cavalli indicati dalle carte e dallo stesso Mandrake (Soldatino, King e D’Artagnan) sono tra i peggiori in circolazione; soprattutto Soldatino, il cavallo di proprietà dell’avvocato De Marchis, compagno di scommesse dei tre amici, che, non avendo soldi, è costretto a privarlo persino della biada, subendo inoltre le ire del driver Stelvio Mazza, in perenne attesa degli arretrati.

Il caso vuole che i tre brocchi siano presenti insieme proprio in una corsa a Cesena valevole come Tris. Mandrake sembra così deciso a seguire il consiglio della compagna, ma viene convinto da Pomata a puntare su un altro cavallo (Antonello da Messina, il superfavorito). Il pronostico della cartomante risulta però esatto: Soldatino, King e D’Artagnan vincono la corsa e l’esterrefatto Mandrake, per salvare la propria relazione con Gabriella, le mostra una giocata falsa riempiendola di vane promesse per l’avvenire. Furioso con Pomata per il suo pronostico errato, Mandrake comincia ad aspettarlo sotto casa, insieme a “Er Ventresca”, creditore che da tempo aspetta di riscuotere da Armando trecentomila lire, riuscendolo a trovare nel momento in cui questi ha allestito la camera ardente per la defunta nonna in casa sua. Gli ospiti sono accolti dalla sorella di Armando, Giuliana, che per la sua tremenda alitosi è soprannominata Tornado il vento che uccide. La morte della nonna è, in realtà, una messinscena architettata da Pomata per sfuggire ai numerosi creditori, tra cui appunto Mandrake. Una volta calmate le acque, i tre si vedono costretti a ideare una “super-mandrakata” (così Mandrake definisce le sue geniali truffe) in combutta con Pomata, Felice, De Marchis e Mafalda, quest’ultima un’indossatrice amica di Mandrake, ma particolarmente attiva anche nel campo delle marchette.

Dato lo straordinario vigore trovato da Soldatino, che ha cominciato a vincere brillantemente tutte le corse in cui gareggia, i compari decidono che Mandrake si sostituisca, nell’imminente Gran Premio degli Assi di Tor di Valle, all’imbattibile Jean-Louis Rossini, driver dell’unica vera rivale del cavallo di De Marchis, Bernadette, per rallentarla e vincere puntando su Soldatino, la cui quota di scommessa è comunque ancora molto alta. In questo modo, De Marchis ha anche l’opportunità di trionfare sull’eterno rivale il Conte Dallara, proprietario di Bernadette, che nonostante l’ascesa di Soldatino ha deciso di puntare sulla vincita sicura, dato che Rossini non ha mai perso una corsa. La prima parte del piano riesce perfettamente, con Mandrake pronto a far di tutto per perdere, e Pomata che, travestitosi da commissario di polizia, rapisce Rossini facendogli credere di essere al centro di un complotto, portandolo in un casale fuori città, per farlo “tenere a bada” da Mafalda.

Poco prima della corsa, Stelvio Mazza, stufo dell’avvocato de Marchis che non si decide a pagargli gli arretrati, rifiuta di guidare Soldatino, e al suo posto si auto-candida Pomata, che è un ex driver con regolare patentino. La corsa parte e tutto sembra andare per il verso giusto finché Mandrake, preso dall’impeto della competizione e cercando di non rendere evidente la farsa, dimentica di dover perdere e conduce Bernadette sempre più vicina a Soldatino, che si trova in prima posizione; dopo un testa a testa tra Mandrake e Pomata, Bernadette riesce ad avere la meglio, venendo condotta alla vittoria da Mandrake, suscitando le ire degli amici e dell’avvocato.

Tutta la combriccola finisce in tribunale e qui Mandrake tenta di dissuadere il giudice con un estenuante filippica su “chi è” il giocatore di cavalli in senso lato, per poi terminare con la richiesta delle attenuanti per totale infermità mentale. In questo frangente, Gabriella rivela di aver giocato segretamente la Tris vincente, realizzando così i soldi della vincita, ma proprio quando la condanna sembra ormai scontata si scopre che anche il giudice è uno scommettitore incallito. Al termine di un processo ormai sui generis, tutti vengono assolti. Gabriella riesce finalmente a farsi sposare da Mandrake, che, col suo tacito consenso, fugge durante il viaggio di nozze per recarsi all’ippodromo di Cesena. Tutto torna come prima, con la novità che il giudice entra a far parte del gruppo di scommettitori.

RECENSIONE

Purtroppo negli ultimi anni parecchie cose sono cambiate nella cinematografia italiana e in peggio, si è perso il gusto per quella commedia italiana divertente ma allo stesso tempo “reale”, si è perso il gusto per un cast all’altezza di un film, ora si usa un grande attore circondato da comparse, prima no, c’era un cast composto quasi interamente da attori di grosso calibro.

E questo “Febbre da cavallo” ne è l’esempio, film del 1976 passo quasi inosservato al pari di tante altre commedie italiane dell’epoca, ricevendo anche feroci critiche, fino al 1990 quando incomincio ad essere trasmsso su diverse emittenti diventando in poco tempo un film di culto.

“Febbre di cavallo” non è altro che uno spaccato veriterio sui “cavallari” romani, sulle loro manie e sui loro vizi. Un film che ogni amante del cinema dovrebbe vedere.

PERSONAGGI ED INTERPRETI

Gigi Proietti: Bruno “Mandrake” Fioretti
Enrico Montesano: Armando “Er Pomata” Pellicci
Catherine Spaak: Gabriella
Mario Carotenuto: avvocato De Marchis
Francesco De Rosa: Felice Roversi
Marina Confalone: Giuliana, sorella di “Er Pomata”
Maria Teresa Albani: cartomante
Gigi Ballista: conte Dallara
Nikki Gentile: Mafalda
Adolfo Celi: giudice
Ennio Antonelli: Otello “Manzotin” Rinaldi
Nerina Montagnani: nonna di Armando
Renzo Ozzano: Jean-Louis Rossini
Giancarlo Gregorini: Spartaco “Er Ventresca”
Giuseppe Castellano: Stelvio Mazza

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