IL SILENZIO DEGLI INNOCENTI

Reading Time: 6 minutes


DATI FILMOGRAFICI

Titolo originale: THE SILENCE OF THE LAMBS
Lingua originale: INGLESE
Paese di produzione: USA
Anno: 1991
Durata: 118 min.
Regia: JONATHA DEMME
Genere: DRAMMATICO, HORROR, POLIZIESCO, THRILLER
Distribuzione: MUBI

Giudizio: 80/100

TRAMA

«Allora, finalmente gli agnelli hanno smesso di gridare?»
(Hannibal Lecter al telefono con Clarice)

La comparsa di un folle e sadico serial killer che uccide e scuoia delle giovani ragazze motiva Jack Crawford, dirigente dell’FBI, a cercare l’aiuto del dottor Hannibal Lecter, ex psichiatra e criminologo, detenuto da oltre otto anni nel manicomio criminale di Baltimora, diretto dal dottor Chilton, con l’accusa di aver ucciso alcuni suoi pazienti e di averne divorato i corpi, da cui il soprannome di Hannibal the Cannibal. Si ritiene infatti che Lecter possa sapere molte cose sull’assassino, soprannominato “Buffalo Bill”, ma poiché il dottor Lecter rifiuta ogni collaborazione, Crawford decide di assegnare alla promettente recluta Clarice Starling l’incarico di risolvere il caso sperando che la giovane donna riesca a persuadere il folle psichiatra.

Clarice fissa un incontro con lui, e viene messa in guardia sia da Crawford sia da Chilton: con Lecter è molto importante non rivelare nulla di sé stessi o mostrarsi troppo disponibili. Il cannibale mostra subito di avere sensazionali capacità mentali, di gran lunga superiori a quelle normali, e Clarice scopre che la sincerità è la chiave per poter discutere con Lecter e per convincere anche lui ad aprirsi.

Clarice, in cambio dell’aiuto del dottore, accetta di rispondere a domande personali e gli racconta di essere rimasta molto turbata, durante l’infanzia, oltre che dalla morte del padre, dalla scena straziante degli agnellini destinati alla macellazione, che belavano disperati (the lambs, ossia “gli agnelli”, danno il titolo al film in inglese, cambiato in italiano in “gli innocenti”). Sebbene resti un serial killer cannibale, folle e spietato, Lecter sviluppa una profonda e sincera simpatia, quasi paterna, per Clarice.

Grazie a questi incontri Clarice arriva a comprendere sempre più dettagli dell’assassino che stanno cercando, riuscendo infine a scovarlo. “Buffalo Bill”, il cui vero nome è Jame Gumb, tenta di uccidere Clarice, ma viene preceduto dalla stessa che, ottima tiratrice, lo fredda con più colpi di pistola, riuscendo così a salvare Catherine, l’ultima ragazza sequestrata, figlia di un’influente senatrice repubblicana.

Lecter, che aveva barattato la propria collaborazione con un regime di maggior libertà, riesce a evadere, facendo perdere del tutto le sue tracce, mentre Clarice viene promossa al ruolo di agente speciale dell’FBI.

Durante il ricevimento per la promozione, Clarice riceve una telefonata da Lecter dalle Bahamas, che le chiede se finalmente gli agnelli hanno smesso di gridare, ossia se i traumi e i fantasmi del passato abbiano smesso di tormentarla; sicuro di non poter essere rintracciato, Hannibal le confida che sta per “avere un vecchio amico per cena”, mentre il suo sguardo si posa su un jet dal quale sta scendendo il dottor Chilton. Questi, sentendosi in pericolo durante la latitanza di Lecter, cercava una località segreta dove nascondersi, capitando infine nello stesso luogo dove Lecter si trova già. Lecter si mescola alla folla e con discrezione si incammina, dietro a Chilton e la sua scorta, affamato.

RECENSIONE

La pellicola è entrata nella storia della settima arte vincendo i cinque premi Oscar principali (Miglior film, Regia, Attore protagonista, Attrice protagonista e Sceneggiatura non originale), un’impresa riuscita a solo altri due film nella storia del cinema.

Il cuore pulsante del film “Il silenzio degli innocenti” è la dinamica tra Clarice e Hannibal. Jonathan Demme compie una scelta stilistica rivoluzionaria, l’uso massiccio del primo piano e delle inquadrature in soggettiva.
Quando Hannibal guarda Clarice, guarda direttamente lo spettatore, abbattendo la quarta parete e generando una sensazione di vulnerabilità e claustrofobia insostenibile.

Anthony Hopkins (Hannibal Lecter), nonostante i soli 16 minuti totali di apparizione sullo schermo, ruba la scena e ridefinisce il concetto di “mostro” cinematografico. Il suo Lecter è magnetico, raffinato, ironico e spietato. Non sbatte quasi mai le palpebre, muovendosi con una calma regale che rende i suoi scatti di violenza ancora più terrificanti.

Jodie Foster (Clarice Starling), è l’anima emotiva del film. In un mondo maschile, maschilista e burocratico (l’FBI dell’epoca), Clarice emerge non come un’eroina d’azione stereotipata, ma come una donna guidata dalla determinazione, dalla competenza professionale e dalle proprie cicatrici psicologiche.

A differenza dei moderni horror o slasher, Il silenzio degli innocenti lavora sulla tensione psicologica piuttosto che sul sangue visibile. Demme preferisce far immaginare l’orrore. Le atmosfere sono sorrette dalla splendida e cupa fotografia di Tak Fujimoto e dalle musiche oppressive composte da Howard Shore.

Il film è ricchissimo di metafore e citazioni artistiche: La falena “Testa di Morto”: Simbolo centrale della metamorfosi. Buffalo Bill (Jamie Gumb) cerca una trasformazione radicale della propria identità cucendosi una “nuova pelle”. Sulla celebre locandina, il teschio sul dorso della falena è in realtà una riproduzione del tableau vivant fotografico di Salvador Dalí, “In Voluptas Mors”.
Citazioni visive: La spaventosa e teatrale messa in scena del poliziotto brutalizzato da Lecter nella gabbia di Memphis ricorda le opere deformate di Francis Bacon, mentre la testa mozzata ritrovata nel magazzino richiama il Caravaggio.

“Il silenzio degli innocenti” riesce a fondere perfettamente l’accuratezza scientifica del police procedural (lo studio della mente criminale effettuato dall’FBI) con la profondità della tragedia classica. È un viaggio disorientante nel cuore dell’oscurità umana che non concede risposte facili, lasciando lo spettatore con un senso di sottile inquietudine anche dopo i titoli di coda.

Assolutamente da vedere.

P.S.: Basato sull’omonimo romanzo di Thomas Harris del 1988.

La pellicola ha avuto un seguito, Hannibal (2001), diretto da Ridley Scott e interpretato sempre da Hopkins.

Le riprese della pellicola furono svolte dal 15 novembre 1989 al 1º marzo 1990. I luoghi delle riprese sono stati filmati principalmente in Pennsylvania e precisamente a Pittsburgh e Layton. Altre riprese sono state effettuate in West Virginia, Ohio e Tennessee. L’ultima sequenza è stata ripresa al Bimini Airport alle Bimini Island nelle Bahamas.

Anthony Hopkins ha introdotto di sua iniziativa alcuni particolari nella recitazione del personaggio di Hannibal Lecter, tra cui il sinistro risucchio fatto a denti stretti dopo aver detto a Clarice di aver mangiato il fegato dell’addetto ai censimenti accompagnato da un vino Chianti.

Anche la parte sulle origini povere e contadine di Clarice non era prevista dal copione, causando la realistica risposta dell’offesa e ferita Jodie Foster, genuina poiché inaspettata. Terminata la scena, l’attrice ha ringraziato Hopkins per averle provocato quella reazione.

Anthony Hopkins ha assistito ad alcuni processi per assassinio e visionato molte videointerviste a serial killer per documentarsi sul personaggio[1]: per meglio prepararli alle loro parti, a Hopkins e a Foster erano stati consegnati dei nastri che alcuni serial killer avevano registrato mentre torturavano le proprie vittime; nessuno dei due li ha ascoltati. Mentre l’attore Scott Glenn, dopo aver sentito alcune di queste registrazioni, pare abbia cambiato idea riguardo alla pena di morte, rivalutandola.

L’attrice Brooke Smith, che interpreta Catherine Martin, ingrassò di oltre 12 kg appositamente per il ruolo.

PERSONAGGI ED INTERPRETI

Jodie Foster: Clarice Starling
Anthony Hopkins: dott. Hannibal Lecter
Scott Glenn: Jack Crawford
Ted Levine: Jame Gumb
Anthony Heald: dott. Frederick Chilton
Brooke Smith: Catherine Martin
Diane Baker: senatore Ruth Martin
Kasi Lemmons: Ardelia Mapp
Charles Napier: ten. Boyle
Tracey Walter: Lamar
Roger Corman: direttore FBI Hayden Burke
Ron Vawter: Paul Krendler
Danny Darst: serg. Tate
Frankie Faison: Barney Matthews
Paul Lazar: Pilcher
Dan Butler: Roden
Chris Isaak: comandante SWAT

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *