SUSPIRIA

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DATI FILMOGRAFICI

Titolo originale: SUSPIRIA
Lingua originale: ITALIANO, TEDESCO, INGLESE
Paese di produzione: ITALIA
Anno: 1977
Durata: 99 min.
Regia: DARIO ARGENTO
Genere: HORROR, OCCULTISMO, MISTERO
Distribuzione: PRIME VIDEO

Giudizio: 80/100

TRAMA

Susy Benner (Susy Bannion nella versione inglese del film) è una brillante studentessa statunitense di danza classica che decide di perfezionare le sue capacità artistiche iscrivendosi alla prestigiosa accademia di danza a Friburgo in Brisgovia. Arrivata alla scuola durante una sera di temporale incrocia una ragazza, Patricia “Pat” Ingle, che sembra fuggire precipitosamente dall’edificio urlando alcune parole apparentemente sconnesse, rese peraltro incomprensibili dal temporale. A Susy viene negato il permesso di entrare a scuola, così deve riparare in città. Nel frattempo Patricia, che aveva trovato rifugio presso Sonia, un’amica che frequenta anch’essa l’accademia, viene massacrata da una misteriosa figura di cui si vede solo il braccio, che prima la sbatte ripetutamente contro una finestra, poi la sventra con un coltello e quindi la impicca: la ragazza verrà infine fatta precipitare da un grande lucernario di vetro. Anche la sua amica, che era accorsa nel tentativo di aiutarla, rimane uccisa, trafitta da pezzi di vetro e metallo.

Il giorno dopo, mentre si indaga sulla morte di Patricia, Susy entra nell’accademia di danza, dove incontra la vicedirettrice Madame Blanc e l’insegnante Miss Tanner; le vengono inoltre presentati i suoi compagni di corso, tra cui Sara e Olga, con la quale dovrà coabitare in un appartamento in città finché la sua camera non sarà pronta. Percependo un’atmosfera tesa nell’accademia, Susy chiede di rimanere nell’appartamento di Olga anche quando, il giorno dopo, la sua camera sarà pronta. Poco dopo la ragazza fa uno strano incontro con la cuoca della scuola, la quale sembra ipnotizzarla con uno strano oggetto luminoso, che le fa perdere improvvisamente le forze. Dopo uno svenimento nel corso di una sessione di danza, un medico prescrive a Susy una cura a base di riposo e vino rosso; la ragazza viene inoltre costretta a prendere alloggio all’interno dell’accademia. Susy diventa amica di Sara, la cui stanza confina con la sua. Mentre gli studenti si preparano per la cena, una miriade di larve inizia a precipitare dal soffitto, causando il panico generale. Madame Blanc riferisce che la causa di ciò è il cibo avariato in soffitta, e che in attesa della disinfestazione gli studenti dovranno dormire nella sala degli esercizi. Durante la notte Sara sente uno strano rantolo e rivela a Susy i suoi sospetti: per lei si tratta della direttrice della scuola, che nessuno ha mai visto e che secondo la Blanc dovrebbe trovarsi all’estero. Inoltre le dice che le insegnanti dell’accademia, invece di uscire dopo le lezioni, di notte rimangono nell’edificio: lo testimonierebbero i passi che si sentono tutte le notti nei corridoi.

Il giorno dopo Daniel, il pianista cieco dell’accademia, viene licenziato dopo che il suo cane-guida azzanna a un braccio Albert, il nipote di Madame Blanc, che dovrà pertanto essere trasportato in ospedale; nel frattempo Sara, diventata sempre più inquieta, decide di indagare per scoprire il mistero che circonda la scuola, ma quando invita Susy ad aiutarla a seguire i passi nel corridoio, quest’ultima cade in un sonno profondo.

Una notte Daniel, nell’attraversare una piazza deserta, percepisce una strana presenza intorno a sé, poco prima che il suo cane, apparentemente tranquillo, si rivolti contro di lui e lo sbrani ferocemente. Sara rivela a Susy che lei e Patricia erano molto amiche, e che nell’ultimo periodo le aveva fatto strani discorsi. Incalzata, Susy tenta di ricostruire le grida che aveva udito la notte del suo arrivo, ma tutto ciò che riesce a rammentare sono le parole “segreto” e “Iris”. Le due cercano allora gli appunti di Patricia nella sua stanza, ma questi sono stati rubati; intanto Susy si addormenta di nuovo, e Sara decide di seguire i passi da sola. Ben presto però la ragazza si ritrova a sua volta inseguita da una figura invisibile: la giovane cerca rifugio prima in soffitta e poi in una stanza piena di fil di ferro, ma ben presto rimane invischiata in quest’ultimo e – mentre questa lotta per liberarsi – la figura misteriosa la sgozza.

Il mattino dopo, Miss Tanner dice a Susy che Sara è partita improvvisamente e senza dare spiegazioni, ma la ragazza non ci crede e decide di incontrare uno psichiatra, il dottor Mandel, con il quale Sara aveva preso contatti tempo prima. Il dottore le dice che Sara era rimasta affascinata da una storia raccontatale da Patricia, secondo la quale l’accademia sarebbe stata fondata da Helena Markos, un’emigrata greca con fama da strega, dato che oltre alla danza nell’accademia era solita insegnare la magia nera, insieme a un gruppo di fattucchiere; un suo collega esperto di paranormale, il professor Milius, le dice inoltre che la storia della Markos è tutt’altro che impossibile, poiché la magia esiste davvero; se la Markos ha davvero riunito streghe intorno a sé, l’unico modo per liberarsi di tutte loro è uccidere lei.

Susy torna a scuola e scopre che tutti i suoi colleghi sono a teatro; trovandosi da sola nell’accademia, evita di bere il vino che le viene servito, ritenendolo drogato. Quando entra nell’ufficio di Madame Blanc, vedendo le decorazioni dei muri si ricorda la frase intera di Patricia: Il segreto ho visto oltre la porta; dei tre iris, gira quello blu!. Manipolando la raffigurazione dell’iris blu, trova un passaggio segreto, alla fine del quale scopre la verità sull’accademia: la Blanc, la Tanner e gli altri membri di essa fanno tutti parte di una congrega stregonesca. Come se non bastasse, la ragazza si rende conto che stanno discutendo proprio su di lei e sul modo di ucciderla.

Susy raggiunge una stanza, dove trova il cadavere di Sara inchiodato ad una bara, per entrare quindi in un’altra stanza, e qui accidentalmente risveglia quella che si rivela essere Helena Markos in persona. Quest’ultima, resasi invisibile, rianima illusoriamente il corpo di Sara e le comanda di aggredire Susy, che però riesce a pugnalare la strega con un cristallo decorativo. La morte di Helena Markos causa anche quella delle streghe e di tutti gli adepti, nonché l’incendio dell’accademia. Susy si mette in salvo prima che l’edificio venga completamente distrutto.

RECENSIONE

Sei anni dopo la conclusione della “Trilogia degli animali” e due anni dopo il capolavoro assoluto di Dario Argento, “Profondo Rosso” del 1975, arriva una nuova trilogia e lo fa con il primo capitolo, “Suspiria” e la “Trilogia delle tre madri”.

Questa volta con “Suspiria”, Dario Argento, esplora l’occultismo, il paranormale e il mistero e lo fa grazie anche ad un gioco professionale del cromatismo e delle tecniche visive, infatti in tutto il film prevalgono due colori principali: il rosso e il verde, e altri tre secondari, notturni, il blu, rosa e viola.

A livello visivo vengono, addirittura, rispolverate vecchie tecniche di stampa della pellicola.

Tutto ciò rende il film affascinante per la visione andando a colpire i sensi a seconda del colore o delle luci o filtri usati, grazie soprattutto a Luciano Tovoli (tecnico della fotografia).

Non hai livelli del suo predecessore, “Profondo Rosso”, ma anche questo “Suspiria” è su altissimi livelli, un altro grande film di quel genio di Dario Argento.

Assolutamente da vedere.

P.S.: Ispirato al romanzo “Suspiria De Profundis” di Thomas de Quincey.

Il film è il primo capitolo della trilogia delle tre madri, al quale fanno seguito “Inferno” (1980) e “La terza madre” (2007).

Il regista ha dichiarato che l’ispirazione iniziale per il film nasce da un viaggio da lui compiuto attraverso le “capitali magiche europee” (ovvero Torino, Lione e Praga) e alla visita della Scuola di Waldorf fondata da Rudolf Steiner e situata vicino a Basilea nei pressi del centro del “Triangolo Magico” formato dalla sovrapposizione dei confini di tre stati (Francia, Germania e Svizzera).

La musica di Suspiria fu composta dai Goblin (Claudio Simonetti, Agostino Marangolo, Massimo Morante e Fabio Pignatelli) in collaborazione con lo stesso Argento. La colonna sonora del film è stata utilizzata durante le finali del nuoto sincronizzato alle XXX Olimpiadi di Londra dalla compagine russa, che si è aggiudicata la medaglia d’oro.

In “Suspiria” l’uso dei colori è un elemento cardine e antinaturalistico. Curato dalla fotografia di Luciano Tovoli e dal Technicolor, il colore non descrive la realtà ma diventa un linguaggio emotivo e oppressivo per generare angoscia, terrore e un senso costante di pericolo soprannaturale

Le scelte cromatiche principali:

  • Rosso: Dominante assoluto, associato al sangue, al pericolo imminente e alla presenza maligna che permea la scuola di danza.
  • Verde: Usato per creare un’atmosfera acida, malata e fortemente instabile, che disturba la percezione dello spazio.
  • Blu, Rosa e Viola: Tonalità accese e sgargianti che sostituiscono il buio naturale della notte con tinte artificiali, fiabesche e oniriche.

Le tecniche visive:

  • Luci arbitrarie: Le fonti di luce sui set non seguono la logica diegetica della scena, ma cambiano improvvisamente per esprimere l’impatto psicologico del male.
  • Uso di garze e filtri: Le luci venivano filtrate con garze colorate per bagnare interamente gli ambienti in singole tonalità primarie molto intense.
  • Processo Technicolor IB: Una lavorazione di stampa pellicola ormai in disuso che ha esaltato la saturazione e la forza visiva dei colori primari, rendendoli unici rispetto ad altri film horror dell’epoca.
PERSONAGGI ED INTERPRETI

Jessica Harper: Susy Benner
Stefania Casini: Sara
Flavio Bucci: Daniel
Miguel Bosé: Mark
Barbara Magnolfi: Olga
Alida Valli: miss Tanner
Joan Bennett: madame Blanc
Udo Kier: dr. Frank Mandel
Rudolf Schündler: prof. Milius
Eva Axén: Pat Ingle
Susanna Javicoli: Sonia
Renato Scarpa: prof. Verdegast
Franca Scagnetti: la cuoca
Jacopo Mariani: Albert
Serafina Scorcelletti: seconda cuoca
Fulvio Mingozzi: tassista
Renata Zamengo: Caroline
Lela Svasta: Helena Markos/Mater Suspiriorum

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