IL GATTO A NOVE CODE

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DATI FILMOGRAFICI

Titolo originale: IL GATTO A NOVE CODE
Lingua originale: ITALIANO
Paese di produzione: ITALIA, FRANCIA, GERMANIA OVEST
Anno: 1971
Durata: 90 min. (versione americana)
112 min. (versione integrale originale)

Regia: DARIO ARGENTO
Genere: GIALLO, THRILLER
Distribuzione: PRIME VIDEO

Giudizio: 75/100

TRAMA

«Riassumendo, le tracce sono queste: i cinque ricercatori più Anna fanno sei; più Bianca Merusi fanno sette; le fotografie sparite… otto; e il tentato furto all’istituto… nove! Nove vie da seguire… un gatto a nove code.»
(Carlo Giordani e Franco Arnò riflettono riguardo all’identità dell’assassino)

L’anziano enigmista non vedente Franco Arnò, ex giornalista, sta passeggiando di notte con la sua nipotina Lori, quando sente una conversazione all’interno di un’auto che lo insospettisce in quanto la voce da lui udita fa riferimento ad un ricatto. A parlare è il dottor Calabresi, un genetista che ha appena assistito ad un episodio di intrusione notturna nell’istituto dove lavora, durante il quale è stato ferito il guardiano.

Il giorno successivo la Polizia perquisisce l’istituto, dove pare non vi sia stato alcun furto. Ad occuparsi della vicenda c’è anche il giornalista Carlo Giordani, amico del commissario Spimi. Calabresi, unica persona a sapere quanto accaduto, da’ appuntamento al visitatore notturno in stazione, ma all’arrivo del treno questi lo spinge sotto il convoglio, uccidendolo.

Appreso della morte dell’uomo, Arnò risale all’autore dell’articolo che tratta il fatto: si tratta proprio di Giordani, che aveva conosciuto casualmente proprio mentre questi si recava all’istituto. I due s’incontrano e Arnò convince Giordani a contattare il fotografo Righetto, suo amico, il quale si trovava per caso in stazione per fotografare una diva e invece ha immortalato non solo Calabresi mentre precipitava sotto il treno, ma anche un braccio e una mano che lo spingevano. Righetto, che era stato visto dal killer, verrà ucciso nel suo studio prima che Giordani possa andare da lui a ritirare le foto, che vengono fatte sparire.

Arnò e Giordani iniziano ad indagare, parallelamente alla polizia: le tracce dei due improvvisati investigatori portano i sospetti tra le persone legate a quel laboratorio: il prof. Terzi, direttore dell’Istituto, Anna, la sua giovane, disinibita e attraente figlia, il tedesco omosessuale dott. Braun, il giovane e affascinante ricercatore Casoni, il freddo e silenzioso scienziato Morbelli e il dott. Esson, ricercatore inglese invaghitosi di Anna.

Mentre Giordani segue la pista dei ricercatori avvicinandosi ad Anna, Arnò e la piccola Lori si recano da Bianca Merusi, fidanzata di Calabresi, per scoprire perché la vittima si trovasse in stazione. La donna sapeva che il compagno aveva un appuntamento importante in stazione, appuntamento che poteva dare una svolta alla sua carriera, ma l’uomo non le aveva detto con chi si dovesse incontrare. Bianca sembra però nascondere qualcosa, motivo per il quale, una volta recatasi in stazione e trovato nell’auto di Calabresi il biglietto dell’appuntamento con il nome di chi doveva vedere e nascostolo nel doppiofondo del suo ciondolo, invece di andare alla polizia contatta Franco, dicendosi disposta a consegnare solo a lui il biglietto. Il misterioso assassino però l’ha seguita e la uccide non appena lei termina la telefonata con Arnò, cercando invano il biglietto da lei nascosto.

Iniziata una relazione con Anna, Giordani inizia a fare domande anche ai ricercatori: il presunto furto nell’istituto e gli omicidi sembrano legati a degli studi sulla sindrome 47,XYY, un’alterazione genetica che aumenta l’aggressività e la predisposizione al crimine di chi la possiede ma gli scienziati non sembrano voler collaborare, temendo ritorsioni. Intanto l’assassino prende di mira Arnò e Giordani, che scampano fortunosamente ai suoi tentativi di ucciderli. Carlo decide di andare sempre più a fondo e riesce a introdursi nello studio privato del professor Terzi, scoprendo non solo che Anna non è figlia biologica del professore in quanto adottata dall’uomo ma che i due sono legati da un torbido e incestuoso rapporto. La polizia scopre anche una brutta faccenda di spionaggio industriale legata all’Istituto, che vedeva coinvolti Bianca e il dottor Braun. Carlo e Franco sospettano quindi del tedesco, che viene però trovato assassinato.

Giordani e Arnò scoprono, indagando sulla morte della Merusi, che la donna aveva nascosto il biglietto costatole la vita nel ciondolo, e che questi si trova ancora al collo della donna, quindi nella bara. Appurato che quel biglietto contiene il nome dell’assassino, i due si recano in cimitero in piena notte, ma dopo che Carlo è riuscito a fatica ad aprire la bara e a prendere il ciondolo affidandolo a Franco, questi viene sorpreso dal killer e Giordani si ritrova chiuso dentro la tomba.

Riapparso e riuscito a liberare l’amico, Arnò ha il bastone (un bastone animato) pieno di sangue: il colpevole ha rapito Lori per farli desistere dalle indagini e si è preso il biglietto, ma lui è riuscito a ferirlo. I due insieme alla polizia giungono a Villa Terzi e Carlo accusa Anna di avergli mentito, sospettando di lei anche riguardo agli omicidi e al rapimento. L’inseguimento prosegue per i tetti dove il killer aggredisce Giordani, rivelandosi: si tratta di Casoni, che cerca di uccidere il giornalista ferendolo dopo una lunga colluttazione. Inseguito dalla polizia si trova davanti Franco al quale confessa ogni cosa: segretamente affetto dalla sindrome 47,XYY, si era introdotto nell’istituto per rubare le carte che parlavano della sua malattia, ma era stato scoperto e ricattato da Calabresi e aveva quindi ucciso il collega e quanti si stessero avvicinando alla verità. Quando Franco gli chiede dove sia sua nipote, Casoni mente facendogli credere di averla uccisa e Arnò lo spinge facendolo volare giù nella tromba di un ascensore, uccidendolo.

RECENSIONE

Secondo film diretto da Dario Argento  nel 1971 e secondo capitolo della “Trilogia degli animali”, dopo “L’uccello dalle piume di cristallo” del 1970 è la volta de “Il gatto a nove code”.

Il film è un’ottimo thriller con risvolti polizieschi e vede un cast misto italo-americano, infatti alla Titanus fu richiesto di inserire nel cast alcuni attori famosi negli Stati Uniti, tra gli attori italiani troviamo i bravissimi Catherine Spaak e Aldo Reggiani. Nel film c’è anche un cameo dello stesso Dario Argento, anche se limitato ad una sola parte del corpo, le mani dell’assassino.

Ottimo film che ci fa capire l’abilità alla regia di Argento, qui nella veste anche di sceneggiatore e scrittore del soggetto.

Assolutamente da vedere. 

P.S.: È il secondo capitolo della Trilogia degli animali che all’inizio degli anni settanta contribuì a consolidare la fama del regista, affermandolo come uno dei maggiori autori di thriller in Italia. È il secondo film nel quale Argento ha piena autonomia riguardo al soggetto, alla sceneggiatura e alla regia.

Il film prevedeva in origine una conclusione differente: dopo la morte dell’assassino, un’ultima scena mostrava James Franciscus a letto, medicato con delle fasciature per le ferite riportate nella colluttazione con l’omicida; accanto a lui Catherine Spaak. Insieme si riconciliavano.

La versione cinematografica distribuita anche in DVD, dura 90 minuti ca. La versione integrale, con diverse scene tagliate, dura 112 minuti.

PERSONAGGI ED INTERPRETI

James Franciscus: Carlo Giordani
Karl Malden: Franco Arnò
Catherine Spaak: Anna Terzi
Aldo Reggiani: dott. Casoni
Werner Pochath: Manuel
Tino Carraro: prof. Fulvio Terzi
Pier Paolo Capponi: comm. Spimi
Horst Frank: dott. Braun
Rada Rassimov: Bianca Merusi
Carlo Alighiero: dott. Calabresi
Cinzia De Carolis: Lori Arnò
Tom Felleghy: dott. Esson
Emilio Marchesini: dott. Morbelli
Corrado Olmi: Morsella
Vittorio Congia: fotografo Righetto
Ugo Fangareggi: Gigi “Scalogna”
Fulvio Mingozzi: uomo del commissario
Pino Patti: barbiere
Umberto Raho: ex amante di Manuel
Jacques Stany: prof. Manera
Stefano Oppedisano: taxista
Ada Pometti: operatrice telefonica
Marie Louise Zetha: attrice alla stazione
Dario Argento: mani dell’assassino
Margherita Horowitz: baby sitter di Lori

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