![]() DATI FILMOGRAFICI Titolo originale: INDIANA JONES AND THE LAST CRUSADE Lingua originale: INGLESE Paese di produzione: USA Anno: 1989 Durata: 127 min. Regia: STEVEN SPIELBERG Genere: AVVENTURA, AZIONE, FANTASTICO Streaming: NETFLIX Giudizio: 70/100 |
TRAMA
Utah, 1912. Indiana Jones, scout tredicenne, sottrae la croce d’oro di Coronado da una banda di tombaroli, credendo che meriti di essere esposta in un museo, ma è costretto a restituirla al collezionista privato mandante della banda. Ciò nonostante il capo mercenario, impressionato dal coraggio del giovane, gli regala il suo cappello fedora, che Indiana adotterà nelle sue avventure future.
1938. Indiana Jones, ormai adulto, riesce a recuperare la croce di Coronado e a donarla al museo diretto dall’amico Marcus Brody. Poi viene avvicinato dal miliardario Walter Donovan affinché lo aiuti nel tentativo di trovare il Santo Graal, interrotto dalla misteriosa scomparsa del capo della spedizione: è proprio il padre di Indy, Henry Jones Sr., che ha dedicato tutta la vita al calice di Cristo, sacrificando per questo anche il rapporto col figlio.
Dopo essersi visto recapitare il diario del genitore, contenente tutti i suoi studi sul Graal, Indiana si reca con Marcus a Venezia, da dove questo è stato spedito. Qui riprende le ricerche insieme alla professoressa Elsa Schneider, collaboratrice del padre, riuscendo a trovare la tomba di un cavaliere tornato dalle Crociate e scoprono informazioni dove è custodito il calice sacro: nei pressi dell’antica città di Alessandretta. Apprende anche da Kazim, membro della Confraternita della Spada Cruciforme, dedita alla protezione del calice di Cristo, che il genitore è tenuto prigioniero dai nazisti, che vogliono impossessarsi del suo diario per poter arrivare al Graal e usare i suoi poteri divini per dominare il mondo. Mentre i due Jones vengono catturati e scoprono che Schneider e Donovan sono complici dei tedeschi, Marcus si trova ad Alessandretta con una mappa, ma anche lui viene catturato nonostante la protezione dell’amico Sallah, venuto ad accoglierlo. Poi i due Jones riescono a stento a fuggire dai tedeschi e decidono di recuperare il diario a Berlino, durante una manifestazione di rogo di libri organizzata da Hitler. Dopo aver recuperato il diario da Elsa, Indy e Henry fuggono a bordo di uno zeppelin. Ben presto vengono rintracciati dal Colonnello Vogel, che cerca di arrestarli e ucciderli, ma riescono a lasciare la Germania.
Una volta giunti alla Repubblica di Hatay, Indy e Henry si riuniscono con Sallah, seguendo i nazisti guidati da Donovan verso la Gola della Luna Crescente, che conduce al Tempio di Alessandretta, per salvare Marcus. I nazisti guidati da Vogel vengono attaccati a sorpresa da Kazim e la Confraternita della Spada Cruciforme, che però vengono uccisi. Nel caos, Henry viene catturato e rinchiuso nel carro armato insieme a Marcus. Indy attacca il convoglio nazista e alla fine riesce a distruggerlo con l’aiuto di Henry e Marcus, facendo precipitare Vogel e il suo carro armato in un dirupo.
Indy e i suoi compagni arrivano alle rovine del Tempio dove è nascosto il Graal, ma vengono catturati da Donovan e dal suo gruppo. Donovan spara a Henry e costringe Indy a recuperare il Graal, unica possibilità di salvare il padre. Usando le indicazioni del diario, Indiana supera le trappole mortali e, seguito da Donovan ed Elsa, incontra il cavaliere crociato che da secoli custodisce il Graal insieme a innumerevoli falsi che sono letali. Donovan beve dalla coppa scelta da Elsa, ma è falsa e l’uomo muore rapidamente. Poi Jones riesce a scegliere il vero Graal e usa il suo potere per guarire Henry. Poi Elsa s’impossessa del Graal ignorando l’avvertimento del cavaliere che la coppa non deve lasciare il tempio, e scatenando così un terremoto in cui muore. Indiana vorrebbe a sua volta recuperare il Graal a rischio della vita, ma è convinto dal padre a desistere rispettandone la sacralità. Dopo l’addio al cavaliere, Indy, Henry, Marcus e Sallah fuggono dal tempio e cavalcano verso il tramonto.
RECENSIONE
Indiana Jones e l’ultima crociata (1989) non è soltanto il capitolo più divertente della trilogia originale firmata da Steven Spielberg e George Lucas, ma è uno dei più grandi film d’avventura della storia del cinema. Dopo le atmosfere cupe e horror de Il tempio maledetto, questa terza pellicola torna alle origini, riproponendo la formula vincente del primo capitolo: l’archeologia mitologica, il confronto con il male assoluto rappresentato dai nazisti e un ritmo d’azione che non lascia un attimo di tregua.
Ambientato nel 1938, il film mette l’archeologo Henry “Indiana” Jones Jr. (Harrison Ford) di fronte alla ricerca del reperto storico definitivo: il Sacro Graal. Quando suo padre, il professor Henry Jones Sr. (Sean Connery), scompare misteriosamente mentre investigava sul leggendario calice, Indy deve intraprendere un viaggio che lo porterà dai canali di Venezia fino ai deserti della Giordania, nel tentativo di salvare il genitore e impedire che il Graal cada nelle mani dei nazisti.
Il vero colpo di genio dell’opera risiede nella scrittura del rapporto padre-figlio. L’aggiunta di Sean Connery nei panni del burbero e distratto padre di Indy crea una dinamica comica e drammatica straordinaria. Harrison Ford, pur rimanendo l’eroe d’azione impeccabile, si trasforma davanti al padre in un figlio costantemente in cerca di approvazione, dando vita a gag memorabili e dialoghi brillanti scritti da Jeffrey Boam. Le loro continue schermaglie verbali alleggeriscono la tensione senza mai sminuire la serietà della posta in gioco.
Spielberg gestisce l’azione con una maestria d’altri tempi, supportato da straordinari effetti speciali analogici e dal montaggio serrato di Michael Kahn. Fin dallo splendido prologo (dove un giovane River Phoenix interpreta Indy da ragazzo, svelandoci l’origine della cicatrice, della fobia per i serpenti e del celebre cappello) il film aggancia lo spettatore. Tra inseguimenti in motoscafo, fughe in dirigibile e spettacolari duelli con i carri armati, il film è una macchina d’intrattenimento perfetta, arricchita dalle immortali note musicali di John Williams.
La parte finale, con le tre prove mortali da superare per raggiungere il Cavaliere Custode del Graal, inserisce una componente mistica e spirituale che eleva la pellicola ben oltre il semplice genere d’azione.
Indiana Jones e l’ultima crociata è un classico che bilancia perfettamente ironia, azione ed emozione. La celebre inquadratura finale dei protagonisti che cavalcano verso il tramonto sulle note del tema principale rappresenta la chiusura perfetta di un cerchio e di un’epoca cinematografica. Un film universale, capace di appassionare spettatori di ogni età.
POST SCRIPTUM
Il sequel, Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo, è uscito nel 2008.
Ecco le curiosità più interessanti su Indiana Jones e l’ultima crociata (1989), il terzo capitolo della celebre saga diretto da Steven Spielberg:
• Il cane di George Lucas: Nel film si scopre che il vero nome dell’archeologo è Henry Jones Junior e che “Indiana” era il nome del cane che aveva da bambino. Nella realtà, Indiana era davvero il cane (un Alaskan Malamute) di George Lucas (a cui si era ispirato anche per il personaggio di Chewbecca in Star Wars).
• Perché Sean Connery fu scelto come padre: La produzione scherzava sul fatto che Indiana Jones fosse, idealmente, “figlio di James Bond”. Per questo motivo Sean Connery (lo storico interprete di 007) fu la primissima e ambita scelta per il ruolo del Professor Henry Jones Sr.
• La cicatrice di Harrison Ford: La cicatrice visibile sul mento di Harrison Ford è reale (se la procurò da giovane in un incidente d’auto) e nel film viene spiegata nella sequenza introduttiva con il giovane Indy (interpretato da River Phoenix), che si ferisce per sbaglio con la frusta.
• Le comparse e il saluto nazista: Durante la celebre scena del rogo dei libri a Berlino, Steven Spielberg chiese alle comparse in uniforme nazista di tenere le dita incrociate dietro la schiena mentre facevano il saluto romano/nazista, come piccolo gesto simbolico per “annullare” politicamente il gesto.
• I gabbiani che non volevano volare: Durante le riprese della scena d’azione con l’aereo tedesco e i gabbiani, gli uccelli si rifiutarono di decollare e volare verso il velivolo; la produzione fu costretta a sostituirli con delle colombe.
• Il rifiuto di Spielberg per altri film: Per dirigere L’ultima crociata, Spielberg rinunciò a dirigere due pellicole di grande successo come Big e Rain Man. Accettò di fare il terzo capitolo anche per farsi perdonare dai fan delusi dai toni più cupi e violenti del precedente Il tempio maledetto.
• I ratti nel set: Come da tradizione della saga (serpenti nel primo, insetti nel secondo), in questo film compare una massiccia invasione di ratti nelle catacombe di Venezia.
• Le location italiane: La sequenza veneziana è stata girata in parte realmente a Venezia (ad esempio nei pressi della Chiesa di San Barnaba, che nel film è la biblioteca).
INTERPRETI E PERSONAGGI
| Harrison Ford: Indiana Jones Sean Connery: Henry Jones Sr. Denholm Elliott: Marcus Brody Alison Doody: Elsa Schneider John Rhys-Davies: Sallah Julian Glover: Walter Donovan Michael Byrne: Colonnello Vogel | River Phoenix: Indiana Jones da ragazzo Alex Hyde-White: Henry Jones Sr. da giovane Kevork Malikyan: Kazim Richard Young: Garth (Fedora) Paul Maxwell: Panama Robert Eddison: Cavaliere del Graal |
GALLERIA FOTOGRAFICA


























