GIRLBOSS

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DATI FILMOGRAFICI

Titolo originale: GIRLBOSS
Lingua originale: INGLESE
Paese di produzione: USA
Anno: 2017
Durata episodio: 24/29 min. ca.
Numero di puntate: 13 – Numero di stagioni: 1
Regia: CHRISTIAN DITTER, JAMIE BABBIT,
AMANDA BROTCHIE, STEVEN K. TSUCHIDA, JOHN RIGGI
Genere: COMMEDIA
Streaming: NETFLIX

Giudizio: 65/100

TRAMA

Sophia è una ragazza ribelle che si rifiuta di attenersi alle regole. Appassionata di vestiti vintage, decide di aprire un negozio online, diventando così un’improbabile imprenditrice. Tuttavia si renderà conto delle difficoltà di essere il capo di se stessi.

RECENSIONE

Buona serie TV basata sull’autobiografia di Sohia Amoruso, nulla di eccezionale ai fini cinematografici ma una serie TV che si lascia guardare, grazie anche alla mossa intelligente di fare episodi di breve durata, al massimo ventinove minuti.

“Girlboss” vede l’interpretazione nel ruolo principale di  Britt Robertson, che la critica ha definito indisponente, forse la critica cercava un personaggio che rispondesse ai suoi ideali di attore oppure aveva in mente un’altra sceneggiatura. La Robertson è brava ad interpretare il ruolo di una ragazza che cerca di emergere in America in zone come Sacramento, Portland e la Bay Area di San Francisco, avendo il padre contro e supportata solo dall’amica del cuore e da altre pochissime persone, non può certo essere gioviale e disponbile con tutti, anche se in realtà alternana momenti di apertura sociale a asocialità totale.

Purtroppo non potremmo mai sapere il finale della storia di Sophia, se non leggendo su internet, perchè gli inesperti di cinema di Netflix hanno deciso di stroncare un’altra buona serie TV.

Dategli un’occhiata.

POST SCRIPTUM

Girlboss è una serie televisiva statunitense creata da Kay Cannon per Netflix e basata sull’autobiografia #Girlboss di Sophia Amoruso.

La seconda stagione di Girlboss non è stata mai prodotta.
Netflix ha cancellato ufficialmente la serie pochi mesi dopo il debutto della prima stagione.
I motivi principali della cancellazione sono stati:
• Recensioni negative: La critica ha accolto freddamente lo show, giudicando la protagonista troppo indisponente e faticando a empatizzare con lei.
• Ascolti bassi: La serie non è riuscita a diventare virale o a raggiungere i numeri di visualizzazioni sperati dalla piattaforma di streaming.
• Cambio di strategia di Netflix: In quel periodo (metà 2017), Netflix ha iniziato a essere molto più severa con i rinnovi, cancellando diverse altre produzioni dopo poco tempo (come Sense8 e The Get Down).

La storia vera di Sophia Amoruso dopo il finale della serie TV (e dopo il successo iniziale del brand) ha preso una piega drammatica, trasformandosi in una delle parabole di fallimento e rinascita imprenditoriale più famose della Silicon Valley.

Il percorso reale di Sophia si è sviluppato attraverso tre fasi cruciali:

1. Il crollo di Nasty Gal e il divorzio (2015-2016)
Nel momento di massimo splendore dello show di Netflix, la realtà era ben diversa dalla finzione. Nasty Gal è andata in bancarotta.
Nel 2015 Sophia si è dimessa da CEO, realizzando che l’azienda era cresciuta troppo velocemente per le sue competenze di gestione.
Nel novembre 2016, travolto da problemi di logistica, calo delle vendite e cause legali da parte di ex dipendenti, il brand ha dichiarato il fallimento (Chapter 11). È stato poi svenduto al colosso britannico Boohoo per “soli” 20 milioni di dollari.
Nello stesso esatto periodo del collasso aziendale, Sophia ha affrontato un improvviso e doloroso divorzio dal marito.

2. La nascita e la vendita di Girlboss Media (2017-2020)
Sophia non si è arresa e ha capitalizzato l’enorme successo del suo libro #GIRLBOSS. Nel 2017 ha fondato Girlboss Media, una piattaforma editoriale e una community pensata per ridefinire il concetto di successo per le donne millennial.
Ha creato i celebri Girlboss Rallies, eventi che radunavano migliaia di donne a New York e Los Angeles.
Nel 2019 ha venduto la società ad Attention Capital. Poco dopo, nel 2020, a causa della pandemia che ha azzerato i ricavi dei grandi eventi fisici, ha lasciato definitivamente il ruolo di CEO.

3. La svolta come Investitrice: Trust Fund (Oggi)
Sophia ha cambiato totalmente pelle: da venditrice di abiti vintage è diventata una figura di spicco nel mondo del Venture Capital.
Ha lanciato Trust Fund, il suo fondo di investimento personale con cui finanzia startup tecnologiche e B2B in fase iniziale (pre-seed e seed).
Ha raccolto capitali da giganti della finanza come Marc Andreessen e ha già investito in oltre 45 aziende di successo (tra cui il famosissimo brand di acqua in lattina Liquid Death, Superhuman ed Eight Sleep).
Gestisce inoltre Business Class, una serie di corsi digitali e una community esclusiva in cui insegna ai nuovi imprenditori come fondare e promuovere un brand partendo da zero, sfruttando gli errori che lei stessa ha commesso.

Oggi Sophia Amoruso non è più la “ragazza ribelle” che frugava nei cassonetti alla ricerca di vestiti, ma una rispettata investitrice che spiega la finanza sui social senza peli sulla lingua e aiuta altri founder a non fare i suoi stessi passi falsi.


INTERPRETI E PERSONAGGI

Britt Robertson: Sophia Marlowe
Ellie Reed: Annie
Johnny Simmons: Shane
Alphonso McAuley: Dax
Dean Norris: Jay Marlowe (Padre di Sophia)
Norm Macdonald: rICK (Guardia giurata del negozio di Sophia)
RuPaul Charles: Lionel (Vicino di casa di Sophia)
Jim Rash: Mobias (Proprietario di un negozio dell’usato)
Louise Fletcher: Rosie
Melanie Lynskey: Gail (Proprietaria del negozio Remembrances)

GALLERIA FOTOGRAFICA

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