SARAH (CATANIA)

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Nato originariamente come spazio teatrale, alla fine degli anni 50, (noto come Teatro Alhambra, e in precedenza come Vittorio Emanuele e Principe di Napoli), la struttura di via Antonini da Sangiuliano 124–128 è stata per decenni una delle sale più eleganti e frequentate di Catania. Fino agli anni ’60, il cinema viveva una stagione di grande splendore culturale, inserendosi nel tessuto vivo della città prima che la drastica riqualificazione e la crisi del limitrofo quartiere di San Berillo ne mutassero profondamente l’ambiente circostante.

Con l’introduzione della legge Merlin e i forti cambiamenti nei costumi sociali, la gestione decise di cambiare radicalmente target. Nei primi anni ’70, il Sarah si trasformò in una delle prime sale cinematografiche stabilmente dedicate alla programmazione erotica e porno in Italia.

In un’epoca pre-internet in cui l’accesso a contenuti espliciti era severamente limitato, il Sarah divenne un punto di riferimento locale, arrivando agli anni ’80 (il periodo di massimo boom dei film “di stiro” o pellicola a luci rosse) a resistere come una delle pochissime sale specializzate superstiti a Catania insieme a storici cinema come il Diana, l’Olympia o il Vittoria.

La vicenda più buia e approfondita di cronaca risale al settembre 2013. Il Cinema Sarah è stato inserito in una vasta operazione di polizia coordinata dalla Procura di Milano, che ha portato al sequestro preventivo di sei cinema hard in tutta Italia (situati a Milano, Mestre, Genova e Catania).
Secondo gli inquirenti, i locali non operavano più come normali sale di proiezione, ma erano stati trasformati in vere e proprie “case di tolleranza”.
Pagando il solo prezzo del biglietto d’ingresso al cinema, i clienti potevano liberamente consumare o ricevere prestazioni sessuali a pagamento all’interno della sala, nei bagni o nell’atrio.
L’operazione portò all’arresto dei gestori e dei titolari delle sale coinvolte, tra cui il proprietario della sala catanese e i dipendenti responsabili della rete logistica.

Dopo il blitz del 2013, il cinema è rimasto sostanzialmente al centro di una parabola di forte declino e abbandono. Nel marzo 2015, la struttura è tornata sulle pagine di cronaca locale per la morte improvvisa di un cliente anziano all’interno dei locali, stroncato da un malore fatale durante la serata.

Oggi la sala non è attiva ed è chiusa al pubblico. I portali di cinema mantengono la scheda della struttura solo a scopo d’archivio storico. Il declino del Sarah rispecchia la fine di un’era per l’intero settore dei cinema a luci rosse fisici, definitivamente surclassati dallo streaming digitale.

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